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Archivio mensile:gennaio 2012

L’affondamento del Concordia

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16/gennaio/2012
 
 
L’affondamento della motonave Concordia era programmato. Non c’è stato nessun “incidente”, non c’è stata nessuna “disgrazia”, non c’è stata nessuna “casualità” che abbiano portato quella nave ad incagliarsi sugli scogli dell’Isola del Giglio.

Inizialmente non volevo crederci, ma le mille prove inconfutabili emerse in rete nelle ultime ore mi hanno fatto cambiare idea: l’affondamento della nave da crociera è stato un chiaro segnale da parte dei poteri occulti per indicare la fine della “concordia” europea nata – non a caso – sulle stesse acque, durante la crociera del panfilo Britannia.

La nave Concordia rappresentava esplicitamente l’unità europea, visto che i suoi 13 ponti prendevano il nome dalle 13 nazioni europee: Olanda, Svezia, Belgio, Grecia, Italia, Gran Bretagna, Irlanda, Portogallo, Francia, Germania, Spagna, Austria, e Polonia. Il simbolismo di questa scelta è evidente: i passeggeri di ciascun ponte pisciano su quelli di sotto, a cascata, e gli ultimi pisciano in mare. L’Europa deve essere unita sì, ma in senso verticale, non orizzontale. In questo modo i problemi di ciascuno diventano i problemi di tutti, e non si getta mai via niente. Inoltre, basta provocare una falla alla base della costruzione, e tutto viene giù in pochi minuti, senza che resti un solo superstite.

Lo scettico dirà che non c’era nessun bisogno di “annunciare” la fine dell’Europa, con l’affondamento della Concordia, visto che questa fine è già iniziata da molti mesi, ed è ormai sotto gli occhi di tutti.

Fessacchiotto. L’affondamento del Costa Concordia è solo la conferma definitiva di questa distruzione, ma il preavviso silenzioso era già stato lanciato nel Febbraio del 2010, quando un altro “Concordia”, molto meno noto, era stato affondato vicino alle coste brasiliane (a cercare in rete si trova veramente di tutto). E quel Concordia – guarda caso – era stato ospite del “Britannia Heritage” di Westcoast,…

… in Canada, solo tre anni prima. Come dire “noi vi abbiamo accolto a braccia aperte, ma voi state facendo i furbi, e quindi siete avvisati”. E visto che l’Europa ha continuato a fare orecchie da mercante, adesso paga il conto. Da oggi non potrete più divertirvi a pisciare uno sopra l’altro – ci hanno detto quelli dei poteri occulti – e finite in acqua tutti insieme.

Fra l’altro, proprio ieri “Standards & Poor” ha declassato la Francia, come a rimarcare che l’affondamento della Concordia non sia stato affatto casuale. Perchè non abbiano affondato direttamente una nave francese non è chiaro, ma forse non ce n’erano a disposizione che passassero abitualmente sugli scogli per “salutare” la popolazione locale. (Bisogna anche dare un minimo di plausibilità a questi eventi, altrimenti la gente mangia la foglia. Non a caso la “cerimonia” del passaggio fra gli scogli era già stata istituita da molto tempo, in previsione del giorno – che sarebbe sicuramente arrivato – in cui si volesse rimarcare l’affondamento dell’Europa con un evento fortemente simbolico).

Ogni volta che passavano di lì il timoniere chiedeva preoccupato al capitano: “Ma scusi capitano, perchè dobbiamo continuare a fare questa cazzata immonda ogni volta che andiamo da Livorno a Civitavecchia? Davvero è per salutare gli isolani?”

“Tu non ti preoccupare – gli rispondeva il capitano, guardano lontano nella notte – un giorno capirai.”

Ma il simbolismo di questo affondamento non finisce qui, anzi ha radici secolari. “Quasi” secolari, in realtà, perchè l’affondamento del Titanic avvenne il 14 aprile del 1912, mentre quello della Concordia è avvenuto il 13 gennaio del 2012. Lo scettico fa prontamente notare che queste due date, a parte l’anno, non hanno assolutamente niente in comune.

Fessachiotto. La Concordia ha speronato lo scoglio nella sera del 13, ma in realtà il suo affondamento è avvenuto all’alba del 14. Inoltre, fra le due date intercorrono esattamente 99 anni e 9 mesi: prova a capovolgere quei tre numeri, scetticuzzo dei miei stivali, e dimmi un pò cosa ti ritrovi?

D’accordo, dirà lo scettico, ma cosa c’entra comunque il Titanic? Quello fu un vero incidente in mare, provocato dalla sfortuna e dalla leggerezza del capitano. Perchè paragonarlo ad un affondamento intenzionale come quello della Concordia? 

Fessacchiotto. Ma lo sai almeno chi viaggiava sul Titanic? Ci viaggiavano Benjamin Guggenheim, Isidor Straus e John Jacob Astor IV, tre importanti personaggi che si opponevano alla creazione della Federal Reserve Bank negli Stati Uniti. E lo sai quando fu fondata la Federal Reserve? Nel dicembre del 1913.

Quindi il piano era evidente: invece di far fuori silenziosamente queste tre persone, una per una, senza che nessuno se ne accorgesse, i luridi banchieri misero in piedi una complicatissima macchinazione per riuscire a farli imbarcare tutti nello stesso giorno sulla nave più sicura e inaffondabile della storia, e poi convinsero il capitano a fare di tutto per speronare un iceberg nel buio della notte, colpendo l’unico punto della fiancata dove una lacerazione di grandi dimensioni permettesse di imbarcare acqua a sufficienza da raggiungere in poco tempo la cima delle paratie intermedie, provocando così il travaso fatale. 

Era tutto calcolato, questa gente non lascia mai niente al caso. Infatti, si preoccuparono persino di avvisare il marconista della California – nave che già sapevano si sarebbe trovata nelle vicinanze del Titanic, a quell’ora e in quel punto preciso dell’oceano – in modo che ignorasse i loro ripetuti segnali di S.O.S. Altrimenti rischiavano che questo piano machiavellico andasse in fumo, e che tutti i passeggeri venissero comunque salvati dalla nave accorsa in loro aiuto.

Dopodichè i luridi banchieri attesero un anno e otto mesi prima di fondare la Federal Reserve, in modo che a nessuno venisse il sospetto che i due fatti fossero correlati. 

Si potrebbe andare avanti, ma la marea di stupidaggini che circolano in rete in queste ore è tale che sarebbe come pescare nella tonnara: dovunque lanci prendi qualcosa.

Attenzione però, perchè è proprio questa marea di stupidaggini che permette di coprire verità ben più profonde ed inquietanti, negandole grazie alla loro palese stupidità. Esiste sicuramente una “kabala” di poteri occulti – anzi, probabilmente più di una – che agiscono per influenzare il futuro del mondo secondo una loro agenda precisa, e sicuramente questi personaggi usano simboli e codici particolari per mandarsi messaggi a vicenda, ma pensare che questi codici – e soprattutto il loro reale significato – siano decifrabili da chiunque in modo così facile, univoco e rudimentale significa negare loro l’intelligenza stessa che sarebbe necessaria per tenere in piedi questa grande messinscena in primo luogo.

Cerchiamo di non cadere nel tranello del “tanto è tutto programmato”, perchè è proprio nel suo assolutismo indifferenziato che noi perdiamo la facoltà di ragionare, di distinguere e di valutare, e quindi perdiamo l’unica possibilità che abbiamo per arrivare davvero a capire chi e che cosa si nascondano dietro alle quinte del potere. 

Massimo Mazzucco
 

Come riciclare la cenere

C’è chi come me usa il caminetto o la stufa a legna tutto l’inverno, c’è chi lo fa solo sotto le feste, perché si sa il fuoco in casa crea quella magica atmosfera. Resta il fatto che dopo resta il focolare da pulire e la cenere da sistemare. Ma dove si butta la cenere?

Partiamo dalla base, la cenere ovvero i resti della combustione della legna è un ricchissimo concentrato di sali minerali, infatti mentre il carbonio è bruciato, il residuo d’acqua evaporato, l’azoto (aria) volata via, tutti gli altri minerali che durante il suo ciclo vitale sono stati accumulati dalla pianta si ritrovano nella fine polvere che resta sul fondo del camino. Buttarli via è un terribile spreco, così ho un paio di proposte su come investire questo patrimonio minerale.

Concimare il prato

L’utilizzo più semplice che potete prevedere per la cenere è concimare il vostro orto o il giardino, ammesso di averne uno. Mia moglie non credeva che la cenere potesse essere un così forte concimante, così lo scorso inverno ho fatto un esperimento nel nostro prato: ha depositato la cenere facendo un disegno sul terreno, come se fosse uno scarabocchio grigio disegnato sull’erba bassa dell’inverno. La scorsa primavera, il disegno grigio si è tramutato in verde, molto prima e molto più verde dell’erba circostante. Quest’anno ci siamo concentrati sulle nostre piante, a partire dalla siepe all’azalea (foto sopra) e non solo. Noi non abbiamo l’orto, ma l’idea va bene anche per gli ortaggi, dovete solo ricordare che la cenere è ricca di potassio, ma completamente priva di azoto e dovete aggiungerlo per ottenere risultati.

Prima di iniziare

La lisciva: detersivo dalla cenere 

Se avete più spirito di avventura e il desiderio di provare a fare qualcosa con le vostre mani, tenetevi libero un sabato o una domenica, mettetevi una tuta di quelleandanti e date una buona dose di camomilla a vostra moglie che appena capirà cosa avete intenzione di fare avrà sicuramente qualcosa da ridire. Previa cottura, la cenere filtrata può essere utilizzata per ottenere un ottimo detersivo non schiumoso che può essere utilizzato come additivo alla lavatrice oppure diluito in acqua per il lavaggio dei pavimenti.

Al termine del setaccio

La prima cosa che dovete fare è passare la cenere al setaccio, io mi sono munito di scampoli di reti di plastica con passi differenti. In una prima passata ho rimosso tutta la parte grossa, che sono praticamente i residui incombusti, li ho messi in un secchio e ributtati nel camino la mattina successiva. Lo scarto della seconda passata l’ho buttato nuovamente in giardino, mentre solo la parte più fine, quella che è praticamente impalpabile è stata destinata alla produzione del detersivo. L’operazione è piuttosto lunga e non particolarmente eccitante, vi consiglio vivamente di farla all’aperto se non volete conciare la casa da buttare via. Avevo pensato di utilizzare l’aspira-cenere applicando sul tubo le reti da usare come filtri, ma alla fine ho visto che era molto più pratico fissare le reti sopra il secchio e buttarci sopra la cenere da separare; proprio come si fa con la sabbia in spiaggia con i bambini. Se la vostra cenere arriva da una stufa a pellets, allora l’operazione sarà velocissima.

Durante la cottura

Quando siete pronti andate in cucina. Se avete un fornello da campo o uno di quelli per esterni, usate quello e restate fuori in giardino. La vostra vita coniugale ne trarrà beneficio. Prendete una pentola, non di alluminio, e metteteci dentro 5 parti di acqua per ogni parte di cenere in volume. Se non sapete come fare prendete un bicchiere riempitelo di cenere e poi aggiungete 5 bicchieri di acqua, se la pentola non è ancora piena ripetete la procedura: 1 di cenere e 5 d’acqua, fino a quando la pentola è quasi piena. Mettete sul fornello e dopo che la miscela avrà raggiunto l’ebollizione, lasciate cuocere a fuoco lentissimo per altre 2 ore. Il motivo per cui sono da evitare le pentole di alluminio è la reazione che si viene a creare con la soda caustica che andrete a produrre durante la cottura. Per una dimostrazione di quello che succede mettendo alluminio e soda caustica guardate questo video.

Il prodotto finito

Al termine della cottura lasciate raffreddare senza agitare, in modo che sul fondo della pentola si posi uno spesso strato di deposito. Quando sarà freddo prendete uno straccio stendetelo sopra ad un imbuto e con un mestolo travasate la parte liquida del composto (il surnatante per usare il termine tecnico corretto). Finito di estrarre la parte liquida dalla pentola, sciacquate lo straccio dai residui di cenere piegatelo in due e ripetete la procedura rifiltrando. Continuate così, piegando ogni volta in un’altra metà lo straccio, fino a quando il liquido non presenta alcuna polvere all’interno. E questo sarà il vostro detersivo.

A seconda di quanto avete cotto la cenere, il liquido che ottenete sarà più o meno basico (l’opposto di acido). Io ho portato un campione in laboratorio dove ne abbiamo misurato il pH risultando 11.5 che su una scala da 7 (neutro) a 14 (completamente basico) è piuttosto elevato. Se guardate sulla pagina di wikipedia dove spiega il pH vedrete che per la lisciva il valore di riferimento è 13.5, che significa che avrei dovuto lasciar cuocere ancora qualche momento.

Ho provato il detersivo per pulire i pavimenti e non è male, però non credo che l’impegno di tutta la giornata, valga economicamente la pena. E’ una bell’idea per fare qualcosa con i propri figli che sicuramente si divertiranno a fare gli spazzacamini con la faccia tutta nera.

 
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Pubblicato da su gennaio 16, 2012 in Fai da te

 

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Israele é uno stato terrorista

16/01/2012 (ndr: questo il popolo d’Israele non può’ permetterlo)
A sostenerlo è una delle bibbie dell’establishment americano la rivista Foreign Policy, che cita fonti della CIA. Secondo le fonti, i servizi segreti israeliani si sarebbero finti agenti americani per arruolare e armare il gruppo iraniano di Jundallah, estremisti sunniti vicini ad al Qaeda e già autori di numerosi attacchi terroristici in Iran, che hanno le loro retrovie in territorio pachistano, dove neppure sono benvenute.

La CIA era finita sotto accusa per alcuni attentati di Jundallah tra il 2007 e il 2008, ma aveva smentito fin da subito ogni contatto con la formazione estremista. Un’indagine non troppo difficile aveva portato alla scoperta degli israeliani, che incuranti dell’attenzione americana avrebbero continuato fino ai giorni nostri, a Londra come altrove, a rifornire di denaro Jundallah e a utilizzare il gruppo per attacchi mirati al regime iraniano o per veri e propri attentati con auto-bomba mirati a seminare il terrore tra i civili.

Comprensibile il disappunto dell’amministrazione Bush e dei servizi americani, che non avevano affatto abbracciato l’idea di assassinare scienziati o ufficiali iraniani e nemmeno di seminare bombe nelle città iraniane. Ma solo oggi una fonte “molto vicina al caso” rivela a Foreign Policy l’esistenza negli archivi di una serie di memo con i quali l’agenzia all’epoca informò l’amministrazione Bush sul caso.

Una rivelazione esplosiva che lega pubblicamente Israele al sostegno di una delle più famigerate formazioni terroriste, considerata tale sia dagli iraniani che dal resto del mondo. Ma soprattutto una rivelazione che accusa Israele di praticare e alimentare  il terrorismo internazionale, compiendo atti d’aggressione nei confronti di un paese con il quale non è e non è mai stata in guerra e che da anni è sottoposto a sanzioni internazionali, motivate esclusivamente dalla volontà ostile di americani e israeliani e dalle loro pressioni.
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Atti del genere sono crimini gravissimi per qualsiasi ordinamento, compresi quelli internazionali che regolano i rapporti tra stati, e proprio l’enorme enfasi e le nuove regole sviluppate negli ultimi anni guerra al terrorismo su impulso occidentale, potrebbero ora rappresentare per Israele una fonte di problemi non indifferenti.
Si comincia da quelli d’immagine, che lo vedono ora iscritto di diritto tra gli “stati canaglia”, per finire con serie conseguenze qualora si attivassero fori internazionali come il Tribunale Penale Internazionale o la  l’Interpol, minacciando quanti su e giù per la scala gerarchica israeliana hanno approvato, disposto e condotto a termine questo genere di atti di terrorismo internazionale.

Che è bene ricordare si vanno ad aggiungere alla colonizzazione illegale della West Bank, al mancato rispetto di numerose risoluzioni dell’ONU e al possesso di un programma nucleare clandestino, oltre a pratiche quali gli omicidi mirati e altri abusi del diritto umanitario nei confronti dei palestinesi e alla sistematica violazione della sovranità dei paesi confinanti.

Il punto della questione esula ovviamente dagli effetti pratici di rivelazioni del genere, che non è che aggiungano molto alla pessima immagine israeliana, e si ritrova nel senso politico che bisogna riconoscere a rivelazioni del genere, perché indubbiamente si tratta di un messaggio destinato a risuonare chiaro alla Knesset e all’interno del gabinetto iraniano.

Un messaggio che ha poco a che fare con il fatto che gli israeliani abbiano abusato dell’identità degli americani, come già avevano abusato delle identità di numerosi cittadini europei per portare a termine l’esecuzione di un palestinese a Dubai. Una pratica evidentemente tollerata dagli americani da anni.

Per questo è lecito pensare che si tratti di un segnale non tanto velato con il quale Washington comunica a Israele di non gradire fughe in avanti, come evidentemente non ha gradito la strage di scienziati iraniani per mano dei servizi israeliani. Per questo nelle prossime ore e nei prossimi giorni diventa importante monitorarele reazioni israeliane, più di quanto non sarà interessante seguire le reazioni internazionali e quelle degli iraniani. Washington ha battuto un colpo, adesso bisogna vedere che effetto farà in Israele.
 
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Pubblicato da su gennaio 16, 2012 in Governo sovranazionale

 

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Come ricavare prodotti da uno scarto come la cenere.

 16 gennaio 2012

C’è chi come me usa il caminetto o la stufa a legna tutto l’inverno, c’è chi lo fa solo sotto le feste, perché si sa il fuoco in casa crea quella magica atmosfera. Resta il fatto che dopo resta il focolare da pulire e la cenere da sistemare. Ma dove si butta la cenere?

Partiamo dalla base, la cenere ovvero i resti della combustione della legna è un ricchissimo concentrato di sali minerali, infatti mentre il carbonio è bruciato, il residuo d’acqua evaporato, l’azoto (aria) volata via, tutti gli altri minerali che durante il suo ciclo vitale sono stati accumulati dalla pianta si ritrovano nella fine polvere che resta sul fondo del camino. Buttarli via è un terribile spreco, così ho un paio di proposte su come investire questo patrimonio minerale.


Concimare il prato

L’utilizzo più semplice che potete prevedere per la cenere è concimare il vostro orto o il giardino, ammesso di averne uno. Mia moglie non credeva che la cenere potesse essere un così forte concimante, così lo scorso inverno ho fatto un esperimento nel nostro prato: ha depositato la cenere facendo un disegno sul terreno, come se fosse uno scarabocchio grigio disegnato sull’erba bassa dell’inverno. La scorsa primavera, il disegno grigio si è tramutato in verde, molto prima e molto più verde dell’erba circostante. Quest’anno ci siamo concentrati sulle nostre piante, a partire dalla siepe all’azalea (foto sopra) e non solo. Noi non abbiamo l’orto, ma l’idea va bene anche per gli ortaggi, dovete solo ricordare che la cenere è ricca di potassio, ma completamente priva di azoto e dovete aggiungerlo per ottenere risultati.

Prima di iniziare

La lisciva: detersivo dalla cenere 

Se avete più spirito di avventura e il desiderio di provare a fare qualcosa con le vostre mani, tenetevi libero un sabato o una domenica, mettetevi una tuta di quelle andanti e date una buona dose di camomilla a vostra moglie che appena capirà cosa avete intenzione di fare avrà sicuramente qualcosa da ridire. Previa cottura, la cenere filtrata può essere utilizzata per ottenere un ottimo detersivo non schiumoso che può essere utilizzato come additivo alla lavatrice oppure diluito in acqua per il lavaggio dei pavimenti.

Al termine del setaccio

La prima cosa che dovete fare è passare la cenere al setaccio, io mi sono munito di scampoli di reti di plastica con passi differenti. In una prima passata ho rimosso tutta la parte grossa, che sono praticamente i residui incombusti, li ho messi in un secchio e ributtati nel camino la mattina successiva. Lo scarto della seconda passata l’ho buttato nuovamente in giardino, mentre solo la parte più fine, quella che è praticamente impalpabile è stata destinata alla produzione del detersivo. L’operazione è piuttosto lunga e non particolarmente eccitante, vi consiglio vivamente di farla all’aperto se non volete conciare la casa da buttare via. Avevo pensato di utilizzare l’aspira-cenere applicando sul tubo le reti da usare come filtri, ma alla fine ho visto che era molto più pratico fissare le reti sopra il secchio e buttarci sopra la cenere da separare; proprio come si fa con la sabbia in spiaggia con i bambini. Se la vostra cenere arriva da una stufa a pellets, allora l’operazione sarà velocissima.

Durante la cottura

Quando siete pronti andate in cucina. Se avete un fornello da campo o uno di quelli per esterni, usate quello e restate fuori in giardino. La vostra vita coniugale ne trarrà beneficio. Prendete una pentola, non di alluminio, e metteteci dentro 5 parti di acqua per ogni parte di cenere in volume. Se non sapete come fare prendete un bicchiere riempitelo di cenere e poi aggiungete 5 bicchieri di acqua, se la pentola non è ancora piena ripetete la procedura: 1 di cenere e 5 d’acqua, fino a quando la pentola è quasi piena. Mettete sul fornello e dopo che la miscela avrà raggiunto l’ebollizione, lasciate cuocere a fuoco lentissimo per altre 2 ore. Il motivo per cui sono da evitare le pentole di alluminio è la reazione che si viene a creare con la soda caustica che andrete a produrre durante la cottura. Per una dimostrazione di quello che succede mettendo alluminio e soda caustica guardate questo video.

Il prodotto finito

Al termine della cottura lasciate raffreddare senza agitare, in modo che sul fondo della pentola si posi uno spesso strato di deposito. Quando sarà freddo prendete uno straccio stendetelo sopra ad un imbuto e con un mestolo travasate la parte liquida del composto (il surnatante per usare il termine tecnico corretto). Finito di estrarre la parte liquida dalla pentola, sciacquate lo straccio dai residui di cenere piegatelo in due e ripetete la procedura rifiltrando. Continuate così, piegando ogni volta in un’altra metà lo straccio, fino a quando il liquido non presenta alcuna polvere all’interno. E questo sarà il vostro detersivo.

A seconda di quanto avete cotto la cenere, il liquido che ottenete sarà più o meno basico (l’opposto di acido). Io ho portato un campione in laboratorio dove ne abbiamo misurato il pH risultando 11.5 che su una scala da 7 (neutro) a 14 (completamente basico) è piuttosto elevato. Se guardate sulla pagina di wikipedia dove spiega il pH vedrete che per la lisciva il valore di riferimento è 13.5, che significa che avrei dovuto lasciar cuocere ancora qualche momento.

Ho provato il detersivo per pulire i pavimenti e non è male, però non credo che l’impegno di tutta la giornata, valga economicamente la pena. E’ una bell’idea per fare qualcosa con i propri figli che sicuramente si divertiranno a fare gli spazzacamini con la faccia tutta nera.

 
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Pubblicato da su gennaio 16, 2012 in Fai da te

 

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Manipolati digitalmente i video di Al-Qaeda

di PAUL JOSEPH WATSON 16/08/2007

ImageUn esperto analista informatico ha fornito la prova che i cosiddetti filmati di Al-Qaeda sono digitalmente falsificati ed ha inoltre denunciato senza volerlo un sorprendente dettaglio che indica chiaramente che un’organizzazione affiliata al Pentagono è la responsabile diretta del rilascio dei video.

Neal Krawetz, un ricercatore nonché consulente per la sicurezza informatica, ha fornito oggi un’interessante presentazione alla conferenza BlackHat sulla sicurezza di Las Vegas, riguardo l’analisi delle fotografie digitali e delle immagini video alla ricerca di alterazioni o miglioramenti”(da Wired News ).

“Impiegando un programma da lui scritto ( e fornito alla conferenza in CD-ROM), Krawetz è riuscito ad ottenere i tabulati delle tabelle di quantizzazione di un file JPEG (il che indica la compressione dell’immagine) e a determinare il mezzo finale con cui è stata creata l’immagine – cioé il tipo e il modello della camera in caso di immagine originale o la versione del Photoshop impiegata per alterare e ri-salvare l’immagine”.

Ma la scoperta più significativa di Krawetz è giunta grazie all’analisi di un dettaglio contenuto in un video di Ayman al-Zawahiri del 2006.

Grazie alla sua analisi Krawetz ha potuto giungere alla conclusione che il logo AS-SAHAB (il supposto ramo informativo di Al-Qaeda) e il logo INTELCENTER (un’organizzazione privata di servizi informativi, con sede negli Stati Uniti, che “monitorizza l’attività terroristica”) sono stati entrambi aggiunti al video nello stesso istante (cioè insieme).

E questo indica chiaramente che la stessa INTELCENTER ha prodotto direttamente la registrazione o quanto meno l’ha manipolata prima del suo rilascio.

In fondo, perché i terroristi di Al-Qaeda sarebbero tanto interessati a marcare i loro video con il logo di un’organizzazione con sede negli USA gestita da individui con stretti legami al complesso militare-industriale?

In una nostra precedente inchiesta, abbiamo evidenziato come l’INTELCENTER, il tramite tra “ramo informativo di Al Qaeda” e la stampa, e l’organizzazione che ottiene in modo routinario le registrazioni, rappresenti poco più che un gruppo d’avanguardia del Pentagono costituito da individui con stretti legami a Donald Rumsfeld e alla macchina da guerra statunitense.

INTELCENTER si è trovata anche dietro il rilascio del recente “nuovo” tape di Bin Laden, che in realtà era solo un vecchio filmato del 2001, rilasciato, anche dalla stessa INTELCENTER, in non meno di altre due occasioni negli ultimi cinque anni.

INTELCENTER è diretto da Ben Venzke, ex dirigente dei servizi informativi di una compagnia chiamata IDEFENSE , che è una compagnia Verisign . L’IDEFENSE è una compagnia per la sicurezza nel web che monitorizza le informazioni segrete nei conflitti in Medio Oriente, focalizzando la propria attenzione tra l’altro sulle minacce informatiche. E’ anche popolata da ex ufficiali dei servizi segreti militari.

Il direttore delle informative sui pericoli (Threat Intelligence), Jim Melnick, è stato per 16 anni nell’esercito USA e nella DIA (Defense Intelligence Agency) ed ha lavorato in operazioni psicologiche. Dal sito della IDEFENSE:

“Prima di venire alla iDefense, Melnick ha prestato un eccellente servizio per oltre 16 anni nell’esercito USA e nella Defense Intelligence Agency. Durante tale periodo, Melnick ha svolto vari ruoli, tra cui operazioni psicologiche, analisi di minacce internazionali con particolare enfasi sugli affari all’estero, operazioni di informazione e affari russi. Ha anche svolto ruoli attivi di spionaggio politico/militare, in particolare in affari esteri. Melnick è attualmente un Colonnello di riserva dell’esercito USA assegnato all’Ufficio del Segretario della Difesa. Melnick ha pubblicato in numerosi giornali militari e di affari internazionali, ed ha ricevuto numerosi riconoscimenti militari e della DIA. Melnick ha ottenuto un Master of Arts [laurea di 2° grado] in National Security and Strategic Studies presso l’U.S. Naval War College, un Master of Arts in studi russo presso l’Università di Harvard, e un Bachelor of Arts [laurea di 1° grado] con lode in Scienze Politiche al Westminster College.”

Così dunque ci troviamo di fronte ad una compagnia che per propria ammissione ha legami ad un funzionario dei servizi militari per le operazioni psicologiche [psy-ops] e che ha lavorato alle dirette dipendenze di Donald Rumsfeld. Poiché l’INTELCENTER e Ben Venzke sono in diretta connessione alla IDEFENSE, Rumsfeld si viene a ritrovare ad appena tre passi dai video di propaganda di Al Qaeda.

Il rilascio dei video di Al Qaeda è per INTELCENTER un vero affare, in quanto fa pagare ben oltre i 4000 dollari l’anno per pacchetti inviati alle “agenzie militari, federali e dei servizi segreti”.
C’è da aggiungere a questo il fatto che INTELCENTER manipola digitalmente i video e quindi aggiunge il logo di un presunto gruppo terroristico prima del loro rilascio: e così si rendono chiare le ramificazioni – elementi all’interno degli Stati Uniti d’America chiaramente editano, se non addirittura creano, i video di “Al Qaeda” per i loro scopi.

Al-Qaeda, o più esattamente INTELCENTER, sembra considerare doveroso il rilascio di video nei momenti più utili politicamente all’amministrazione Bush.

Se si deve giustificare una guerra, vincere un’elezione o distogliere l’attenzione da uno scandalo, ecco che Bin Laden, Al-Zawahiri o le loro spalle, possiamo esserne certi, tirano fuori i loro prodotti e salvano le penne a Bush.

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Appena terminato il periodo di sei mesi di osservazione sulla guerriglia e giusto in tempo al previsto abbandono di Bush riguardo l’Iraq da parte dei più fedeli repubblicani, ecco saltar fuori all’improvviso Bin Laden per ricordarci che è necessario “finire quello che si doveva finire” e vincere la guerra al terrorismo inviando più militari nel tritacarne.

Sia Kerry che Bush hanno attribuito la rielezione del presidente nel 2004 alla comparsa di Osama Bin Laden in un video pochi giorni prima del voto. L’esperto giornalista Walter Cronkite ha espresso l’idea che l’intera commedia fosse statta orchestrata da Karl Rove.

Alla vigilia della guerra d’Iraq, durante l’ignobile discorso di Colin Powell all’ONU, saltò fuori un’audioregistrazione nella quale Bin Laden affermava di essere un alleato di Saddam Hussein , in pratica una confezione regalo per i Neo-Cons che erano stati completamente sbugiardati sulle loro affermazioni che vi era un legame tra Iraq e 11/9.

Ayman Al-Zawahiri è apparso con perfetto tempismo per due anni di fila, pochi giorni prima che lo Stato dell’Unione facesse a pezzi il “macellaio” e “fallimentare” Bush.

Un tempismo impeccabile!

Ed esattamente quando Bush ha bisogno di rinforzare il terrore verso un illusorio nemico, ogni gennaio, prima del grande discorso, per mettere a tacere i critici, ecco saltar fuori al-Zawahiri con la sua merce.

L’analisi di Krawetz conclude infine che in alcuni video, compreso quello diAdam Pearlam, probabile doppio agente del Mossad, sono stati artificialmente aggiunti vari oggetti e sfondi verdi, per “conferire autorevolezza e dignità al video”.

Il punto cruciale (smoking gun) resta il fatto che i due logo, quello del braccio armato “terrorista” AS-SAHAB e quello dell’organizzazione INTELCENTER, sono stati aggiunti esattamente nello stesso tempo, il che significa o che INTELCENTER, con i suoi stretti legami al governo USA e alle operazioni psicologiche, ha terroristi in busta paga o che la stessa INTELCENTER ha manipolato e direttamente rilasciato i materiali di propaganda di Al Qaeda.

Entrambe le conclusioni sono sconvolgenti e richiedono un’immediata inchiesta dell’FBI su INTELCENTER ed i suoi proprietari.

 
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Pubblicato da su gennaio 15, 2012 in Governo sovranazionale

 

Troppo tardi, Tim (il caso del KC-10 nei cieli del Canada)

DI ROSARIO MARCIANÒ
22/07/2010

14 luglio 2010: l’utente You-Tube USAFFEKC1O inserisce sul suo canale, creato nel 2008, ma lasciato inutilizzato per molto tempo, due filmati che riprendono due aviocisterne KC-10 impegnate in due rispettive operazioni di aerosol. Le riprese sono state eseguite da bordo di un altro velivolo, posto in coda e situato poco più in alto ed a breve distanza. Sia il nome del canale sia le comunicazioni radio che si sentono nel secondo filmato sia la posizione privilegiata per le riprese, inducono a supporre che il velivolo sulla scia del KC-10 sia anch’esso un aereo militare.Le riprese sono di notevole impatto per diversi motivi, ma soprattutto perché ritraggono in modo inequivocabile degli aerei militari chiaramente impegnati in operazioni di spraying. Nel primo video, che noi di Tanker Enemy, su segnalazione dell’amico Arturo, abbiamo subito rielaborato e riproposto sui nostri canali multimediali nonché suiblogs (rilanciato poi da Nexus), si possono osservare scie dense ed iridescenti provenire da svariati punti dei piani alari e non dai tre motori del KC-10. E’ altrettanto di rilievo il fatto che il pilota che sta eseguendo le riprese, cita chiaramente le “chemtrails”.

Nel giro di poche ore, si scatena una bagarre senza precedenti. Il filmato viene caricato su decine di canali video e compie il giro del mondo, segnalato da decine di blogs, siti Web, forum. Subito si precipitano i soliti “guardiani del sistema” per tentare di dimostrare che non si tratta di chemtrails, ma di fuel dumping, cloud seeding, contrails da pressione alare, trecce di Berenice etc. Inutile. Il video imperversa in ogni dove, divenendo un viral.

Il 17 luglio viene aggiunto un terzo video.

Nel frattempo, molti si iscrivono sul canale di USAFFEKC1O. Parecchi si complimentano con il pilota dissidente e lo ringraziano per il suo coraggioso gesto. L’utente USAFFEKC1O mantiene un basso profilo, rispondendo raramente e con poche righe. Uno dei primi suoi commenti, pubblicato sul canale Tanker Enemy, è inequivocabile per suo il contenuto. Il pilota misterioso scrive:

18 luglio 2010 USAFFEKC1O – “Nice job tanker enemy… I like the enhancements. Btw, I took the? video while we were flying over Canada. Thanks for translating the video: so more people will understand what’s going on. I’ll post more as I see them“.

Cogliendo la palla al balzo e cercando di avere qualche particolare in più, gli rispondiamo così:

“@USAFFEKC1O Thank You so much, friend for this courageous action and excellent videos about close up chemtrails. Your action is very important, because it comes from a pilot and it creates a breakthrough in the wall of silence and censure. Your videos are very clear and full of interesting details about chemtrails and nozzles. Which kind of camera do you use? A Canon? I hope we can continue in this cooperation for chemtrails disclosure. Take care? and be always cautious“.

La domanda sulla videocamera impiegata non è casuale. Abbiamo, infatti, notato che le riprese mostrano un difetto tipico degli stabilizzatori di movimento delle apparecchiature Canon di fascia economica. L’immagine viene parzialmente stabilizzata per qualche frazione di secondo, ma poi subisce dei repentini scatti, spostando il soggetto in modo anomalo da un lato all’altro dell’inquadratura. Volevamo quindi verificare se il pilota ci avrebbe risposto nel modo corretto e questo per capire se chi scriveva era lo stesso autore dei video inseriti sul canale USAFFEKC1O.

USAFFEKC1O ci risponde e scrive:

“@tankerenemy I used a? Canon Powershot SX200 to shoot the video“.

Dunque la fotocamera impiegata è quella che pensavamo noi. Bene.

Il problema ora diventa uno solo: quanto tempo passerà, prima che l’autore delle scomode riprese sia identificato? Quanto tempo passerà, prima di una sua prevedibile smentita? Non abbiamo dubbi: il tempo scorre veloce. Infatti, supponendo una lettura delle registrazioni dei tracciati radar, sappiamo che è solo una questione di ore o, al massimo, di pochi giorni.: l’aereo in coda al tanker KC-10 sarà in breve identificato e con esso i piloti colpevoli di “alto tradimento”. In subordine, se l’utente ha eseguito l’upload dei video con un IP riconoscibile, verrà individuato chiedendo i tabulati di accesso ai server You-Tube.

Così è stato. La sera del 20 luglio, a pochi minuti dalla mezzanotte, le decine di canali nei quali era stato immesso e riproposto il video di USAFFEKC1O, vedono comparire un commento identico, che è il seguente:

20 luglio 2010 USAFFEKC1O – “The truth is, the video is real and unedited but the title was created to poke fun at the chemtrail people. All this video shows is a couple of KC-10’s flying in formation. When I saw the contrails coming from the lead KC-10 I pulled out my video camera knowing I was going to pull this? prank and the pilots played along. So there you have it. It’s just a prank on all the chemtrailers.

Sorry,
-Tim”.

Inoltre i titoli dei tre filmati sono stati rinominati come, ad esempio, “Chemtrail spraying”, che poi diventa “Chemtrail spraying (NOT!)”.

Che cosa è successo? Non è difficile immaginare quali guai stia affrontando in queste ore l’aviatore insider. Senza meno, avrà già subìto un provvedimento disciplinare. La sua carriera sarà sicuramente compromessa. Nel frattempo è stato obbligato a pubblicare centinaia di commenti uguali su decine di canali e siti diversi, nel disperato tentativo di turare la falla che il suo temerario ed incosciente gesto ha cagionato.

E’ evidente che questa immediata inversione di marcia è un’ulteriore conferma di quanto la faccenda sia drammaticamente seria. In effetti, il video parla da solo e non esistono smentite atte a negarne l’evidenza.

La conclusione è la seguente: i vertici militari hanno commesso un errore enorme, nel costringere l’aviere a ritrattare. Questa è la prova provata che il pilota ha ripreso delle reali scie chimiche. La palinodia coatta è più eloquente di qualsiasi rivelazione. Infatti, se si vuole nascondere un proprio errore, non si grida ai quattro venti: “Non sono stato io!”, oppure “Era tutto uno scherzo”, ma si cerca di glissare, tacendo. Tuttavia il sistema teme che certe verità scottanti comunque emergano sicché preferisce bloccare e censurare piuttosto che attendere che le acque si calmino. Queste pressioni, sfociate nell’inverosimile e tremebonda smentita, sono più convincenti di mille video che mostrano aerei chimici. Si può ora anche affermare che è stato uno scherzo o una burla, ma nessuno crederà ad una “excusatio non petita”. Così questa maldestra ed affannosa correzione di rotta si rivela per quello che è: un’ammissione più esplicita e persuasiva di qualsiasi sconfessione.

Troppo tardi, Tim.

Addendum

Skywitness – “Bel lavoro, U.S.A.F.! Questa è la conferma definitiva che chi cerca di rompere il silenzio sulle chemtrails è screditato o riportato nel recinto. Il buon risultato è che una volta che sono stati inseriti questi video, sono divenuti un viral e ora sono di dominio pubblico. Grazie ancora per aver realizzato questo strabiliante filmato di aerei chimici che diffondono veleni sulla popolazione. Grazie amche per aver cambiato atteggiamento così rapidamente ed in modo così preoccupato e precipitoso (cambiando i titoli ai video, rettifiche etc.): ciò mostra senza alcun dubbio che gli avvelenatori di alto rango hanno esercitato enormi pressioni”.

trettomahawk @ USAFFEKC1O – “Troppo tardi: il danno per il sistema è fatto. Non siamo tonti. Abbiamo compreso le minacce che hai ricevuto sulla tua pelle. Sei un pilota militare ed hai filmato qualcosa di interessante dalla cabina del tuo aereo. Due colleghi erano con te ed uno dei due ha esclamato: ‘Non riprendere questa prova’. penso che tu sia una voce fuori dal coro o una persona molto coraggiosa. Il tuo video si è moltiplicato centinaia di volte e non smetterà di colpire. Goditi la tua carriera ed il tuo avvelenamento, amico“.

trettomahawk – “Succede questo quando fai il militare e ti fai prendere la? mano (dimenticando che mestiere fai). Le ingenuità non vengono perdonate dal Sistema. Valgono a poco i copia e incolla: il video si è moltiplicato decine e decine di volte in pochi giorni e non smetterà di colpire. Scommetto che una buona parte di questo cambio di rotta sia dovuto anche agli altri due colleghi che aveva in cabina. Uno rideva e sembrava rilassato, l’altro gli diceva di “non filmare alcuna prova”. Quando dicevo che avrebbero colpito intendevo proprio questo. Sarebbero partiti da questo giovane pilota americano che ha aperto il suo canalino Youtube due anni fa come tanti altri esseri umani.

Scommetto oltretutto che gli iniziatori di questo ‘procedimento’ sono stati gli squadristi italiani che conosciamo bene, oggettivamente i più inferociti di queste pseudo-democrazie occidentali. Guai a collaborare con tankerenemy.com! E’ appunto perchè esiste un sito come questo che esistono anche questi agenti di controllo addetti al cyber-squadrismo. Costoro – è stato provato cento volte – hanno contatti con? i vertici di Intelligence italiani ma non solo: anche con quelli esteri. Ricordiamocelo sempre: basta alzare una cornetta nel 2010“.

 
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Pubblicato da su gennaio 15, 2012 in Scie chimiche

 

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10 prove sull’esistenza delle scie chimiche

di Massimo Mazzucco – http://www.luogocomune.net

Per l’11 settembre Paolo Attivissimo sosteneva che “tutte le risposte alle domande dei complottisti sono già state date, e che non esistono misteri da rivelare”. Naturalmente, le “domande” se le preparava lui, per cui gli veniva molto facile avere ragione finchè parlava davanti allo specchio. Quando invece lo abbiamo messo di fronte alle vere domande sull’11 settembre, in diretta radiofonica, la sua sicumera si è squagliata come neve al sole, e le famose “risposte” che dovrebbero esistere siamo ancora tutti qui ad aspettarle.
Con le scie chimiche sta accadendo la stessa cosa: il CICAP afferma che “ad oggi non si ha alcuna evidenza che possa supportare l’ipotesi dell’esistenza delle scie chimiche”, mentre Attivissimo continua a ripetere che, anche in questo caso, tutte le risposte sulle “presunte scie chimiche” sono già state date. Si accodano come papere da cortile tutti i “giornalettismi” nazionali, dall’eccelso Focus fino al più oscuro dei blog negazionisti. 
Dimostreremo quindi, anche in questo caso, che le risposte alle vere domande non sono mai state date, e che i debunkers mentono spudoratamente, …
… quando cercano di negare un fenomeno che persino un bambino di 10 anni oggi è in grado di riconoscere.
Già che ci siamo ne approfittiamo per tornare ad evidenziare il classico arsenale di trucchetti da baraccone utilizzati dai debunkers, ai quali si aggiunge l’uso ripetuto di una regola molto particolare: “se non riesci a nascondere un problema, capovolgilo a tuo favore”.
Non solo devi saperti arrampicare sugli specchi, per meritarti i galloni del CICAP, ma devi anche saperti divincolare al momento giusto, se vuoi riuscire a ricadere in piedi.


Venghino Signori, lo spettacolo va ad iniziare!

Introduzione – Differenza fra contrails e chemtrails
(Chi conosce l’argomento può saltare l’introduzione)

Prima di tutto è necessario chiarire bene cosa si intende per “scie di condensa” (contrails) e cosa si intende per “scie chimiche” (chemtrails).

Per scie di condensa si intende la classica striscia bianca che compare in cielo dopo il passaggio di un aereo ad alta quota. Le scie di condensa non contengono alcun composto chimico che non sia il risultato diretto della combustione del carburante nelle turbine.

Per scie chimiche si intende invece una qualunque scia, rilasciata da un aereo in volo, che contenga anche composti chimici che non sono direttamente implicati nel processo di alimentazione delle turbine. In altre parole, sono composti chimiciaggiuntivi, che non hanno nulla a che vedere con la propulsione e il sostentamento dell’aereo in volo.

Come si formano le scie di condensa – Il fenomeno delle contrails è dovuto al rapido congelamento del vapore acqueo che si condensa intorno alle particelle solide rilasciate dagli scarichi dei jet. Il vapore acqueo proviene in parte dalla combustione del carburante, in parte è già presente nell’atmosfera. Il fenomeno di condensazione non si verifica sempre, ma solo in presenza di determinate condizioni atmosferiche, come una umidità pari o superiore al 70%, una temperatura inferiore a 40 gradi sotto zero, e una quota superiore agli 8000 metri. Questi non sono parametri assoluti, ma sono quelli ritenuti validi per la grande maggioranza delle scie di condensa.

Trattandosi sostanzialmente di una “striscia di vapore ghiacciato” sospesa nel cielo, la scia di condensa si scioglie rapidamente sotto i raggi solari, e scompare normalmente dopo qualche minuto. Solo in presenza di condizioni molto particolari una scia di condensa può perdurare nel cielo anche per svariate ore.

E’ molto importante conoscere bene queste condizioni particolari, che esamineremo più avanti, perchè stanno al cuore del dibattito sulle scie chimiche.

PROVA n.1 – Le contrails ufficialmente promosse a “nuvole permanenti”.

Come diceva Edgar Allan Poe, il modo migliore per nascondere una cosa è di metterla sotto gli occhi di tutti.

La prima prova dell’esistenza delle scie chimiche infatti proviene dalle stesse fonti istituzionali che cercano di nasconderne l’esistenza. Come abbiamo detto altre volte, la presenza delle scie chimiche nel mondo ormai è talmente evidente che è diventato impossibile fingere di non vederle. Qualcuno quindi deve aver pensato che fosse meglio riconoscerne l’esistenza, cambiando magari nel frattempo il nome di questo fenomeno.

Se si consulta l’attuale “tabella delle nuvole” della NASA, si scopre che accanto ai classici cirri, cirrostrati e cirrocumuli delle alte quote compare anche un nuovo tipo di “nuvola”, chiamato “contrail”:

Mentre se torniamo solo al 2007 le contrails non apparivano quasi mai nella “nuvologia ufficiale”, e restavano confinate fra le “nuvole anomale” (notiamo però che la fotografia riporta delle VERE contrails, corte e NON PERMANENTI). Se poi torniamo al 1969, quando già l’aviazione civile era molto diffusa, e i “Jumbo” 747 iniziavano a coprire le più importanti rotte mondiali, le “contrails” restavano delle emerite sconosciute (v.Atlante De Agostini).

Purtroppo invece oggi stanno iniziando ad insegnare ai bambini che tutte le scie osservate in cielo sono normali scie di condensa. Stanno cioè cercando di condizionare le future generazioni ad accettarne la presenza come un dato di fatto, senza più porsi nessuna domanda sulla vera origine di questo fenomeno.

Sul sito dell’Associazione degli insegnanti di scienza americani le contrails non solo vengono elencate fra i normali tipi di nuvole ufficiali, ma viene specificato che ne esistono di tre tipi diversi:

Contrails di breve durata: quando nell’aria c’è un pò di umidità, dietro all’aereo si forma una contrail che crea una brillante linea bianca che dura poco tempo.Contrail persistenti che non si espandono: se l’aria è molto umida, si formerà dietro all’aereo una scia di condensa che durerà per molto tempo. Questo tipo di scia perdurerà in cielo per molto tempo, dopo che l’aereo è scomparso dalla vista. Può durare da qualche minuto fino ad oltre un giorno, mantenendo la sua forma di linea sottile.Contrail persistenti che si espandono: queste contrail si formano quando una contrail persistente si allarga. Con il passare del tempo diventano sempre più larghe e lanuginose.

Naturalmente, Attivissimo ed il CICAP hanno sposato in pieno questa nuova “verità”, fingendo che si tratti della cosa più naturale del mondo.

Noi invece, che siamo leggermente più scettici, vorremmo sapere come mai queste “contrails persistenti” appaiono oggi ormai dappertutto, mentre fino a una decina di anni fa il fenomeno era praticamente sconosciuto. (Il “caso chemtrails” è nato pubblicamente, intorno all’anno 2000, proprio perchè la gente ha iniziato a notare nel cielo delle lunghe scie persistenti che non aveva mai visto prima).

Lo stesso Attivissimo, nel rispondere alla domanda “Perchè oggi si vedono molte più scie di prima?”, riconosce che

“indubbiamente le scie di condensa erano molto meno frequenti in passato rispetto ai giorni nostri.” Secondo Attivissimo “le ragioni sono principalmente due: si volava di meno e i motori degli aerei producevano meno scie.”

Come vedremo, si tratta di due spiegazioni fasulle, che poggiano su un sottile inganno di tipo psicologico.

PRIMA SPIEGAZIONE: Il traffico oggi è fortemente aumentato.

A sostegno della sua tesi, Attivissimo dichiara che

“il traffico aereo in Italia dal 1986 al 2006 è triplicato”,

anche se non mostra nessun documento ufficiale che confermi questi dati. In ogni caso è scorretto prendere i dati “a partire dal 1986”, perchè il fenomeno delle “contrails persistenti” ha cominciato ad essere notato soltanto negli ultimi anni del secolo scorso. Bisogna quindi prendere i dati del 2000, quando il fenomeno era ancora quasi inesistente, e confrontarli con quelli degli ultimi 10 anni, quando invece è esploso dappertutto. (Altrimenti, perchè non prendere i dati “dal 1925 al 2006”, già che ci siamo, per dimostrare che “il traffico aereo è aumentato”?)

Se guardiamo i dati degli ultimi 10 anni scopriamo che il traffico aereo complessivo mondiale (e non solo “italiano”) non è affatto aumentato, ma è anzi leggermente diminuito.

Consultando le tabelle dell’Airports Council International, si può confrontare il movimento complessivo annuale (decolli+atterraggi) dei più importanti aeroporti del mondo. Ad esempio l’aeroporto di Parigi è sceso da 517.000 movimenti nel 2000 a 499.000 movimenti nel 2010. Los Angeles da 783.000 a 666.000. New York (LGA) da 384.000 a 362.000. New York (EWR) da 450.000 a 403.000. Londra da 466.000 a 454.000. Miami da 517.000 a 376.000. San Franciscoda 429.000 a 387.000. Toronto da 426.000 a 418.000. Ci sono anche casi in cui il traffico locale è aumentato (Atlanta da 915.000 a 950.000), ma il trend complessivo rimane comunque al ribasso.

In un articolo del New York Times del 2008 leggiamo: “Le aerolinee stanno riducendo i programmi di volo interni fino al 20%, a causa del crescente costo del petrolio e della crisi economica. Riduzioni ulteriori sono previste per l’anno prossimo.” L’articolo dice anche, ad esempio, che “a St. Louis il traffico aereo è crollato del 53.9% dal 2000 ad oggi”. “A Pittsburgh il traffico passeggeri nell’ultima decade è dimezzato.” “A Cincinnati il traffico passeggeri è diminuito del 36% dal 2005 ad oggi.” Soltanto a Las Vegas il traffico è aumentato del 50% fra il 2000 e il 2007, ma nell’arco 2000-2010 è comunque sceso da 521.000 movimenti annuali a 505.000 (v. tabella precedente).

Volano quindi oggi complessivamente meno aerei di quanti ne volassero 10 anni fa.

In ogni caso, come dicevamo, questa spiegazione è solo un inganno di tipo psicologico: la quantità di traffico aereo infatti non ha nulla a che vedere con il fenomeno di formazione delle “contrails persistenti”, poichè ciascun aereo rilascia la sua scia individuale, indipendentemente dal numero di aerei che stanno volando in quel momento nella zona, o che voleranno nelle prossime ore. Nessun aereo infatti “ricalca” una scia fatta in precedenza da un altro aereo, e quindi ciascuna scia va esaminata individualmente. (Avete visto come sono bravi i debunkers, quando si tratta di farvi confondere la quantità con la qualità?)

SECONDA SPIEGAZIONE – I motori di oggi producono più scie di una volta.

La seconda spiegazione di Attivissimo per il fenomeno delle contrails persistenti è che

“oggi sono molto più diffusi rispetto anche a solo pochi anni fa i motori turbofan a doppio flusso, che provocano più facilmente la formazione di contrail rispetto ai sorpassati turbofan a flusso singolo.”

Che sia vero o meno, non ha nessuna importanza. Siamo infatti nuovamente di fronte ad una trappola di tipo psicologico, poichè la formazione di una contrail non ha nulla a che vedere con la sua persistenza nel tempo. Se ti racconto una barzelletta ridi una volta, se te ne racconto 50 ridi 50 volte. Ma non è che ridi per mezz’ora di seguito, ogni volta che ti racconto una barzelletta, sono perchè queste sono “tante”.

Ma aspettate, perchè la vera barzelletta arriva adesso. Guardate cosa scrive Attivissimo in proposito:

“Ma in questa seconda citazione si sta esaminando nello specifico la persistenza delle scie di condensazione, non la loro semplice formazione. I sostenitori della teoria delle “scie chimiche” mescolano erroneamente queste due citazioni, riferite a concetti diversi, e ne creano una ibrida che non corrisponde alla realtà tecnica descritta dalla letteratura di settore. Bisogna dunque distinguere fra formazione e persistenza delle scie di condensazione.”

Avete capito? Sono “i sostenitori delle scie chimiche” che “mescolano erroneamente queste due citazioni”, non è lui a farlo!Lui è puro, lui è santo, e gli tocca pure fare la predica a quei pasticcioni che sostengono le scie chimiche! (Non c’è modo migliore per nascondere la propria colpa che addossarla con grande sdegno a qualcun altro).

Come andiamo dicendo ormai da tempo, quello dei debunkers è soprattutto uno spettacolo di illusionismo, fatto di cortine fumogene e di inganni mentali, il cui vero scopo è di distogliere l’attenzione dal problema, non certo di risolverlo.

Quindi, nel ringraziare Attivissimo per aver riconosciuto che “le scie di condensa erano molto meno frequenti in passato rispetto ai giorni nostri”, poniamo le seguenti DOMANDE:

1A- Sai spiegare perchè il fenomeno delle “contrails persistenti”, oggi diffuso dappertutto, non veniva quasi mai osservato sul finire degli anni ’90, quando l’intensità del traffico aereo era simile, se non addirittura maggiore, di quella odierna?1B– Puoi mostrare una tabella di classificazione delle nuvole precedente al 2000, presa da un qualunque libro scolastico, enciclopedia o atlante di meteorologia, in cui compaia anche la categoria di “contrail persistenti”? (Se si tratta di un fenomeno dovuto al semplice passaggio dei jet, questa categoria avrebbe già dovuto esistere, accanto a tutte le altre, da almeno 30 anni).

(Ma poi scusate, se fossero davvero i “nuovi turbofan” a creare tutti quei disastri in cielo – non dimentichiamo che secondo la NASA le “contrails permanenti” contribuiscono adirittura ad aumentare l’effetto serra – non basterebbe tornare ai motori di una volta per risolvere il problema?)

PROVA n.2 – Il fenomeno della persistenza/allargamento

Affrontiamo ora il fenomeno della persistenza/allargamento delle scie, che sta al cuore del dibattito.

Vediamo la spiegazione che ci fornisce il CICAP:

“La persistenza, invece, è un particolare fenomeno che si verifica solo quando l’umidità relativa in quota è sufficientemente alta (solitamente uguale o superiore al 60%-70%), tuttavia è semplicemente impossibile ridurre il fenomeno ad una triade stringente di parametri. Innanzitutto perché i tre parametri in questione vanno considerati in correlazione uno all’altro e non in modo indipendente, sicché le loro combinazioni sono infinite e non catalogabili in modo rigoroso e preciso. Inoltre la formazione e la persistenza delle scie dipendono anche da molti altri fattori difficilmente misurabili e/o prevedibili come efficienza del motore, tipo di combustibile, venti, correnti ecc, ecc.: quindi i modelli previsionali, anche i più recenti, non potendo semplicemente tenere conto di tutto ciò per essere gestibili, sono e sempre saranno imprecisi.”

In altre parole, IL CICAP NON OFFRE NESSUNA SPIEGAZIONE. Crea soltanto una grande cortina fumogena, nella quale “è impossibile ridurre il fenomeno a parametri stringenti”, con “combinazioni infinite e non catalogabili”, e con “molti altri fattori difficilmente misurabili” che permettono solo di ottenere “modelli imprecisi”.

Così sono capace anch’io a spiegare le cose. Manca solo il punteggio dell’Atalanta in campionato, fra le variabili in gioco, e puoi spiegare persino le apparizioni di Fatima.

***

Vediamo se per caso Attivissimo aggiunge qualcosa di più concreto, nel rispondere alla domanda “Non è strano che certe scie di condensazione siano lunghe anche centinaia di chilometri? Non è più logico che siano sostanze sparse dall’aereo?”

ANCHE ATTIVISSIMO NON OFFRE NESSUNA SPIEGAZIONE. Con la classica astuzia da prestigiatore, Attivissimo si è addirittura “preparato” la domanda in modo da poter evitare di affrontare il problema:

“No, anzi, è logico proprio l’opposto: nessun aereo potrebbe contenere così tanto materiale, di qualsiasi tipo esso fosse, da poterlo spargere ininterrottamente per tratte così lunghe”.

In altre parole, Attivissimo ci dice che siccome gli aerei non avrebbero uno spazio sufficiente per trasportare “così tanto materiale”, le scie persistenti non possono essere scie chimiche.

Ecco il classico uso della regola “se non riesci a nascondere un problema, capovolgilo a tuo favore” di cui parlavamo all’inizio. Siccome la lunghezza delle “contrails” ormai è diventata imbarazzante, Attivissimo cerca di usarla a suo favore, e ci dice che le scie sono TROPPO lunghe per contenere dei composti chimici che sull’aereo non ci starebbero nemmeno.

E per le scie lunghe “così così” cosa facciamo, Attivissimo? A che punto una scia diventa “troppo lunga” da dover contenere “così tanto materiale” che “nessun aereo potebbe contenerlo”?

Naturalmente Attivissimo non si spreca nemmeno per spiegare il fenomeno dell’allargamento delle scie persistenti: visto che sull’aereo non c’è spazio a sufficienza per i composti che servono a fare una scia “molto lunga”, figuriamoci se c’è posto per quelli che devono farla pure allargare di svariati chilometri.

Ma poi, dove sarebbero i calcoli scientifici degli “specialisti”, che Attivissimo dice di consultare regolarmente, a sostegno della sua tesi?

In realtà, a quelli del CICAP piace molto PARLARE di scienza, ma evitano accuratamente di utilizzarla. Noi invece gli presentiamo un vero calcolo scientifico, fatto da un fisico di professione (Corrado Penna), che dimostra come persino nei casi più estremi, in cui una scia PUO’ effettivamente persistere ed allargarsi il cielo, non può comunque allargarsi fino alle dimensioni mostrate dalla stragrande maggioranza delle foto satellitari che provengono ormai da ogni parte del mondo.

A chi nega l’esistenza delle scie chimiche poniamo quindi queste DOMANDE:

2A – Sai spiegare in termini scientifici il fenomeno che porterebbe centinaia di scie di condensa a formarsi e persistere nell’atmosfera per diverse ore, o addirittura per giorni interi, allargandosi spesso fino a coprire aree di svariate centinaia di chilometri quadrati?

Attenzione: non stiamo chiedendo di descrivere le “condizioni estreme” in cui il fenomeno fisico PUO’ accadere. Quelle le conosciamo già. Vorremmo conoscere le condizioni meteorologiche (set di parametri potenziali) che debbono verificarsi contemporaneamente (o comunque nell’arco di poche ore) su zone molto ampie di territorio per ciascuna delle “contrails persistenti”, lunghe spesso centinaia di chilometri, che vengono rilevate sistematicamente dalle immagini satellitari da ogni parte del mondo. (Cliccare l’immagine per vederne alcuni esempi).

2B – Sei in grado di confutare il calcolo scientifico di Corrado Penna, che dimostra (con un margine errore di +- 5%) come la dimensione raggiunta dalla grande maggioranza delle scie visibili nelle foto satellitari non possa essere dovuta al semplice fenomeno di condensa noto come “contrail”?

Mentre aspettiamo la risposta a queste domande, facciamo notare un paio dei classici “infortuni” nei quali Attivissimo inciampa regolarmente, quando cerca di sostenere a tutti costi una tesi insostenibile.

1 caso: contraddizione plateale

Nel tentativo di spiegare i casi di persistenza, Attivissimo riporta questa citazione da un testo americano:

“le scie di condensazione possono formarsi anche se l’ambiente ha umidità relative pari allo 0%, a patto che la temperatura sia sufficientemente bassa, perché l’acqua necessaria è contenuta, sotto forma di vapore, nello scarico dei motori a getto”.

Quindi, quando gli fa comodo, l’acqua necessaria per formare la scia è contenuta nello scarico dei motori. Quando invece gli torna utile il contrario, dice che

“Il grosso dell’acqua presente nella scia viene appunto dall’atmosfera, cioè da fuori l’aereo, e quindi il contenuto totale di acqua di una scia di condensa corrisponde a molte volte il carico utile di qualsiasi aereo.”

E’ un pò come l’aereo del Pentagono: quando doveva spiegare la totale mancanza di rottami, diceva che si era disintegrato in mille frammenti invisibili. Quando invece doveva spiegare il foro di uscita al terzo anello, l’aereo diventava un ariete indistruttibile capace di abbattere un centinaio di colonne di cemento armato lungo il suo percorso.

Basta sapersi adattare. Come è noto la scienza, a casa del CICAP, è elastica come le mutande di Pantalone.

2° caso – clamoroso autogoal

Sempre per sostenere la “normalità” delle scie persistenti, Attivissimo cita un documento dell’Istituto Geofisico dell’Alaska del 1970, che dice:

“L’autore in persona ha visto casi nei quali una singola contrail sembrava crescere fino a formare una copertura occupante l’intero cielo.”

Peccato che Attivissimo si sia dimenticato di tradurre la frase seguente, che dice:

“Se la contrail è stata la causa effettiva [del fenomeno], cosa tutt’altro che certa, avremmo una prova definitiva che le contrails sono in grado di influenzare il tempo locale, ecc. ecc.”

Si tratta infatti di una ricerca per valutare la possibilità di sfruttare le scie degli aerei per la modifica del tempo, confrontandole con i risultati ottenuti fino a quel momento con la generazioni di nuvole da terra. L’autore del documento dubita fortemente che il semplice fenomeno della scie di condensa possa ottenere dei risultati utili, e conclude dicendo:

E’ evidente che, in ogni caso e dovunque si producano contails persistenti, le aerolinee stiano conducendo delle operazioni di cloud-seeding nelle quali ogni aereo in transito deposita dei nuclei [di condensazione] in numero almeno pari agli esperimenti di disseminazione fatti da terra.

E così Attivissimo, pur di scovare una qualunque affermazione che facesse apparire “normale” il fenomeno della persistenza, è riuscito a citare un documento che dubita che questo sia attribuibile alla semplice emissione di scie di condensa, mentre suggerisce che sia probabilmente il risultato di disseminazioni artificiali già in corso in quel momento.

(In realtà il documento lo conoscevamo già, ma è più divertente fingere che ce lo abbia regalato lui).

PROVA n. 3 – Le risposte degli organi ufficiali confermano l’esistenza del problema

La seconda prova si trova nelle risposte date da diversi organi governativi nel mondo alle richieste di chiarimenti, da parte di parlamentari come di semplici cittadini, sul contenuto effettivo delle operazioni di aerosol (irrorazione) osservate sui cieli delle loro città.

Raramente infatti queste risposte negano drasticamente l’esistenza del fenomeno, ma ne attribuiscono la responsabilità ad entità di tipo militare, spesso straniere, che sfuggono al loro controllo.

CANADA – Il primo caso famoso è quello di Espanola, una cittadina canadese i cui abitanti avevano iniziato ad accusare strani disturbi polmonari dopo che erano state notate ripetute operazioni di aerosol sui cieli della città. 550 cittadini firmarono una petizione che chiedeva l’immediata sospensione delle operazioni di aerosol, ma il governo canadese rispose laconicamente “non siamo noi”.

ITALIA – Nel 2003-2005 i deputati Ruzzante e Galante fecero diverse interrogazioni parlamentari, chiedendo chiarimenti sulle fenomeno delle scie permanenti osservate nei cieli italiani. Il Ministro della Difesa Martino rispose: “I velivoli dell’Aeronautica militare non sono coinvolti nella generazione o emissione di scie differenti da quelle normalmente dovute alla condensazione del vapore acqueo”. Martino quindi non negò che qualcuno emettesse delle scie “differenti da quelle normalmente dovute alla condensazione”, disse semplicemente che la nostra Aeronautica non lo faceva.

Ancora più trasparente la risposta data di recente dal Presidente della Repubblica Napolitano ad una cittadina italiana, Luigina Marchesi, che gli aveva scritto una lunga lettera per denunciare le continue operazioni di aerosol sulla sua vallata. Una vallata, fra l’altro, che non è nemmeno attraversata da aerovie civili.Tramite il suo attachè dell’Areonautica, Napolitano fece rispondere che “pur comprendendo le motivazioni e il coinvolgiimento morale ed emotivo che hanno originato la Sua istanza, devo mio malgrado informarLa che risulta impossibile intervenire su materie regolate da specifiche disposizioni di legge, la cui applicazione spetta ai competenti ministeri e su cui la Presidenza della Repubblica non può in alcun modo intervenire”. La risposta concludeva dicendo: “La informo che la sua istanza è stata nuovamente portata del competente Ministro della Difesa, per un sollecito esaustivo diretto riscontro”.

Anche in questo caso, Napolitano non ha detto che le scie chimiche non esistono, ha detto che lui non può farci nulla, e che la competenza del problema ricade sotto il Ministero della Difesa.

A chi nega l’esistenza delle scie chimiche poniamo quindi queste DOMANDE:

Se le scie chimiche fossero solo un parto della fantasia, e tutto quello che vediamo in cielo fossero normali scie di condensa…3A –  … perchè il Presidente della Repubblica avrebbe definito il problema sollevato dalla Marchesi come “materie regolate da specifiche disposizioni di legge”?3B – … perchè avrebbe risposto riconoscendo la propria impotenza in materia?

3C – … perchè avrebbe rimandato la questione al Ministro della Difesa, per avere “un sollecito ed esaustivo riscontro” su un problema che non esiste nemmeno?

3D – … perchè altri enti interpellati, come il governo canadese o il Ministro della Difesa Martino, avrebbero risposto che “non siamo noi” a causare un fenomeno che non esiste nemmeno?

PROVA n. 4 – Picchi anomali di composti tossici nelle riserve acquifere


Rosalind Peterson ha lavorato dal 1989 al 2005 come ispettrice per il Ministero dell’Agricoltura della California. Nel 2006 ha lasciato il pubblico impiego e ha fondato la ADC (Agricultural Defense Coalition), che si dedica a combattere l’inquinamento sistematico dell’atmosfera, dei terreni e delle riserve acquifere di tutta la nazione.

Nel 2002 gli abitanti della sua contea (Mendocino) avevano iniziato a notare delle lunghe scie persistenti, di natura lattiginosa, che venivano rilasciate da aerei bianchi o argentati senza livrea. Insieme ai suoi concittadini, la Peterson iniziò a tenere un dettagliato diario in cui annotava tutte le ossevazioni fatte dagli abitanti locali sulle operazioni di aerosol: date, orario dei passaggi, frequenza, direzione, quota stimata, il tutto accompagnato da centinaia di fotografie.

Non ci volle molto per capire che non si trattasse di semplici scie di condensa, anche perchè nel frattempo diverse specie di alberi tipiche di quella zona avevano iniziato a morire senza ragione apparente.

Nel 2007 la Peterson condusse una approfondita analisi di tutti i test di laboratorio effettuati dal Ministero della Sanità fra il 1984 e il 2006 sulle riserve d’acqua della regione. La Peterson ha così scoperto che dal 1994 in poi si verificavano periodicamente, nelle riserve d’acqua, dei picchi anomali di composti chimici quali Bario, Magnesio, Piombo, Manganese, Alluminio, Ferro, Sodio, oltre ai valori stessi di conduttività dell’acqua (che indicano la presenza di particolato metallico nell’acqua). Il fatto curioso è che questi picchi anomali si verificavano quasi contemporaneamente in tutte le riserve d’acqua della sua contea e di quelle circostanti. Poichè queste riserve d’acqua non erano collegate fra di loro, la Peterson concluse che i composti tossici dovessero arrivare necessariamente dal cielo.

Esaminando i dati raccolti dai suoi concittadini sulle operazioni di aerosol, risultò evidente che i picchi anomali dei composti tossici nell’acqua fossero direttamente legati ai passaggi degli aerei senza livrea che disseminavano nell’aria le lunghe scie lattiginose.

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Questo punto rimane in sospeso, in attesa dei dati originali da parte della Peterson.

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PROVA n. 5 – Non tutte le scie sono bianche

Esistono svariate immagini di aerei che rilasciano scie con diverse gradazioni di grigio, ed alcune persino nere. Nella loro FAQ sulle scie chimiche il CICAP e Attivissimo offrono la seguente spiegazione per questo fenomeno:

Escludendo i casi di guasto, è del tutto plausibile che una scia, pur bianca, appaia scura: dipende dal fatto che, a seconda della posizione del sole, una parte sarà in piena luce e l’altra in ombra, apparendo così più scura o più chiara a seconda della posizione dell’osservatore rispetto al sole.

Consigliamo ad Attivissimo e ai suoi colleghi del CICAP di frequentare qualche corso di fotografia, prima di tornare a pronunciarsi su questo argomento. Quello che cercano di suggerire, infatti, è che in certi casi le “scie scure” siano dovute al fenomeno del cosiddetto “controluce”, che descriviamo nel grafico qui sotto.

Se la foto è scattata in controluce – sostiene il CICAP – con il sole che sta DI FRONTE a noi (immagine A), il lato della scia rivolto verso l’obiettivo potrebbe risultare più scuro, perchè non è colpito direttamente dalla luce solare.

Se invece passassimo dalla parte opposta (immagine B) avremmo il sole alle spalle, per cui la scia, che sarebbe illuminata direttamente dal sole, ci apparirebbe bianca.

Questo regola generale vale per tutti gli oggetti solidi: qualunque oggetto illuminato DIRETTAMENTE dal sole apparirà con la sua giusta luminosità e colore, mentre gli oggetti che NON SONO ILLUMINATI DIRETTAMENTE dal sole ci appariranno più scuri e di colore meno brillante del normale.

Le scie emesse dagli aerei però non sono oggetti solidi, ma TRASPARENTI. Equando un oggetto trasparente viene illuminato in controluce diventa ancora più luminoso del normale, specialmente se si staglia contro un fondo scuro, come negli esempi che seguono:

Nella prima foto il sole è in alto sulla nostra sinistra. La pancia dell’aereo è completamente in ombra, ma la scia resta bianchissima, poichè è ATTRAVERSATA dalla luce che viene dall’alto. Nella foto centrale il sole è quasi di fronte all’obiettivo, sulla sinistra. Il lato destro della fusoliera è completamente in ombra, ma la scia, dallo stesso lato, rimane bianca. Nella terza foto il sole sta proprio di fronte a noi, inquadrato dall’obiettivo. Eppure le scie, essendo trasparenti, ci appaiono bianche. (Questo, naturalmente, avviene indipendentemente da cosa contengano).

Quindi il controluce NON E’ una spiegazione valida per i casi di scie grigie.

(Solo in casi molto particolari una scia in controluce può apparire scura, come ad esempio quando ricade parzialmente nell’ombra della scia accanto, o dell’aereo stesso. Vedi QUESTO esempio).

Rimangono poi da spiegare i casi in cui la scia appare grigia, o addirittura nera, pur essendo illuminata DIRETTAMENTE dal sole. Eccone alcuni esempi:

Nella foto 1 il sole sta alla nostra destra, e illumina direttamente sia la fiancata dell’aereo che la scia alle sue spalle. Nellafoto 2 il sole sta alla nostra destra. Nella foto 3 il sole sta quasi alle nostre spalle, sulla destra. Nella foto 4 si trova alla nostra sinistra, leggermente in alto. Nella foto 5 (fonte privata) il sole sta alle nostre spalle. Nella foto 6 il sole si trova alla nostra destra (quindi, almeno il lato esterno della prima scia a destra dovrebbe apparire bianco, come la fusoliera dell’aereo). Nella foto 7 il sole sta alla nostra sinistra, leggermente in alto. Nella foto 8 il sole sta alle nostre spalle (notare come nella foto intera compaia anche un aereo con la scia bianca). Nella foto 9 il sole sta alla nostra sinistra. Nella foto 10 sta alle nostre spalle, in alto.

In nessuno di questi casi le condizioni di luce giustificano il colore grigio/nero delle scie.

Notiamo inoltre che nelle foto 2-3-4-5-8-9 e 10 la scia è nettamente più scura delle nuvole, mentre le normali scia di condensa dovrebbero avere più o meno la stessa luminosità delle nuvole, se non apparire addirittura più chiare (vedi alcuni esempi sotto).

A chi nega l’esistenza delle scie chimiche poniamo quindi questa DOMANDA:

5 – Sai spiegare quali condizioni particolari di luce debbono verificarsi affinchè le scie, che normalmente appaiono bianche, risultino invece nere o grigie, o comunque nettamente più scure delle nuvole, nonostante ricevano la stessa quantità di luce dalla stessa angolazione?
PROVA n. 6 – Attivissimo conferma le scie chimiche

Una delle prove migliori sull’esistenza delle scie chimiche ci viene dallo stesso Attivissimo. Guardate questa pagina, in cui viene presentato uno spezzone del TG1 che rivela apertamente l’uso di composti chimici sopra il cielo di Mosca, per allontanare la minaccia di pioggia durante una importante manifestazione.

Una volta messo di fronte al fatto innegabile, Attivissimo opta velocemente per la strategia del “capovolgimento del problema a proprio favore”, che è divisa in tre fasi.

Prima fase – ammissione:

E’ vero che un servizio del TG1, il 10 maggio 2007, ha parlato di come i russi usassero aerei speciali per impedire che piovesse in occasione degli eventi politicamente importanti. Tuttavia gli eventi descritto [sic] dal servizio si riferiscono alla modificazione locale, su scala molto ridotta e per brevissimi periodi, del tempo atmosferico, non del clima.

Avete capito, stupidini che non siete altro? Quello è un intervento locale, piccolo piccolo, che dura pochissimo, e siccome modifica solo il tempo atmosferico, ma non il clima, non vale come esempio per le scie chimiche.

Ma scusate, chi l’ha mai detto che le scie chimiche devono per forza modificare il clima? Una scia chimica è una scia rilasciata dagli aerei che contiene composti chimici aggiuntivi. Punto e a capo. Perchè Attivissimo si adopera come un dannato per negare il fenomeno in assoluto, e poi di colpo, messo di fronte al fatto compiuto, si mette a sottilizzare sugli usi effettivi che si possono fare o non fare irrorando il cielo?

Seconda fase – confutazione:

E non c’entrano nulla con le presunte “scie chimiche”: tanto per cominciare, queste irrorazioni per la modificazione locale del tempo atmosferico non lasciano scie persistenti e non contengono le sostanze citate dai sostenitori della teoria delle “scie chimiche”.

Come fa Attivissimo a sapere che “queste irrorazioni non lasciano scie persistenti”? Era per caso a Mosca ad osservare le operazioni? Ma soprattutto, come fa a sapere cosa contengono e cosa non contengono queste irrorazioni? Ha riempito lui i serbatoi degli aerei? Glielo hanno garantito i russi?

Parole, parole, parole, soltanto parole…

Terza fase – capovolgimento

La modificazione del tempo atmosferico (non climatica) è un procedimento noto da oltre 60 anni e per nulla segreto, anche se forse il giornalista del TG1 non ne era a conoscenza.

Una volta che l’argine ha ceduto, Attivissimo cerca almeno di approfittarne per dipingersi come un grande esperto in materia, dando nel frattempo dell’ignorante al giornalista del TG. Per rinforzare il concetto, Attivissimo cita poi una sfilza di documenti tecnici che parlano apertamente di cloud-seeding (inseminazione delle nuvole), come se questa pratica non rientrasse nella categoria delle chemtrails:

La modificazione del tempo locale si ottiene utilizzando sali e sostanze criogeniche (per esempio, ioduro d’argento e azoto liquido). […] Il processo è estremamente costoso […], non sempre è efficace e non impiega sostanze tossiche.

Se lo dice Attivissimo, che “non impiega sostanze tossiche”, possiamo fidarci. Anzi, quasi quasi preparo un beverone di azoto e ioduro d’argento e lo faccio trangugiare subito ai miei figli.

In realtà, le attività di modificazione del tempo si dividono in due categorie ben precise, che Attivissimo evita accuratamente di distinguere: ci sono operazioni di cloud-seeding intese a FAR PIOVERE, e quelle intese ad EVITARE LA PIOGGIA.

Nel primo caso si usa normalmente lo ioduro d’argento, ma a Mosca è successo esattamente l’opposto, cioè la piogga è stata evitata. E per ottenere questo risultato normalmente si usano sali di bario, oppure gel al silicio. Come mai Attivissimo ha fatto questa grave confusione, dimenticandosi di elencare almeno la metà dei composti chimici normalmente utilizzati?

DOMANDA 6- Sapresti spiegare perchè le operazioni di modificazione del tempo, nelle quali il cielo viene può venire irrorato, a seconda dei casi, con ioduri d’argento, sali di bario, gel al silicio, o altri composti chimici – dichiarati o sconosciuti – non dovrebbe rientrare nel fenomeno che viene genericamente definito come “scie chimiche”?

Non dimentichiamo inoltre che non c’è solo la Russia, ovviamente. Nel 2001 nei soli Stati Uniti erano in corso almeno 66 diversi programmi di modificazione del tempo. (Alla faccia dei “piccoli interventi locali”). E questo non comprende tutte le attività di modificazione del tempo svolte regolarmente da compagnie private in tutta America, che non sono soggette a nessuna restrizione o controlli particolari.

Poi c’è la Cina, che sembra essere all’avanguardia nelle tecniche di modificazioni del tempo. Nel 2008 il Guardian segnalavache in Cina esiste un vero e proprio “ministero” addetto alla modificazione del tempo, che impiega oltre 53.000 dipendenti.

E se le fanno regolarmente Russia, Stati Uniti e Cina, non si comprende perchè in Europa le cose dovrebbero andare diversamente.

Come facciamo quindi a sapere che tutte queste irrorazioni di sostanze chimiche sono perfettamente innocue e non nocive? Ce lo garantisce forse Attivissimo? In realtà nessuno è in grado di dimostrarlo, mentre dalle centinaia di esami di laboratorio svolte da cittadini e ricercatori un pò dappertutto nel mondo risulta piuttosto il contrario.

PROVA n. 7 – Irrorazioni chimiche per scopi militari già attive nel 1995

Come abbiamo spiegato in un recente articolo, sembra che la necessità di sviluppare le attività di manipolazione dell’atmosfera, estendendola fino agli aerei civili (progetto Cloverleaf), sia nata da una esigenza di tipo militare, collegata al progetto di sorveglianza globale 3-D chiamato VTRPE (Variable Terrain Radio Parabolic Equation). Questo sistema necessita di condizioni atmosferiche asciutte per funzionare al meglio, mentre diventa del tutto inaffidabile in presenza di una forte umidità. (Da qui la necessità di “asciugare” l’atmosfera nelle zone desiderate, disseminando nel contempo particolati metallici che aumentino la conduttività dell’aria).

Che sia questo o meno il vero motivo, è certo curioso che le attività di manipolazione chimica dell’atmosfera risultino già attive in un documento del Pentagono che risale al 1995. Si trattava di una ricerca commissionata dal Pentagono, in cui si chiedeva di studiare i possibili sviluppi futuri delle tecnologie di manipolazione atmosferica in campo militare.

Già il titolo del documento, “The weather as a force multiplier – Owning the weather by 2025″ (Il tempo come moltiplicatore della forza – Essere padroni del tempo entro il 2025”), è tutto un programma. Giustamente però, come dicono i debunkers, si tratta solo di un documento “esplorativo”, che non dimostra necessariamente che i tutti i progetti tecnologici che contiene siano stati poi adottati dal Pentagono stesso.

Pare però che gli autori del documento abbiano commesso una piccola distrazione, nel compilare una tabella riassuntiva, intitolata “A system development road map to weather modification in 2025”, ovvero “una mappa programmatica per lo sviluppo dei sistemi per la modificazione del tempo nel 2025”. (La tabella si trova a pag. 34 dell’originale).

Come si può vedere, le nuove tecnologie da sviluppare nel futuro sono contrassegnate da un asterisco, e seguono una curva di utilizzo che va da “adesso” (1995) fino al 2025. Le altre, già disponibili, sono da utilizzare ed integrare con quelle future secondo una curva simile.Ad esempio, il Global Weather Network (GWN), di cui il sistema radar VTRPE era un sub-programma, risulta già attivo nel ’95, insieme ai sistemi di Sensori (SENSORS), di Comunicazione (COMM) e di Computer Modeling (COMP MOD), e dovrà integrarsi con i sistemi di Tempo Virtuale (VR WX) e quello di Supporto della Weather Force (WFSE) in arrivo per il 2015/2020.I sistemi di Energia Direzionale (DE) e quello degli Specchi Ionosferici Artificiali (AIM) non sono ancora disponibili, ma devono essere sviluppati immediatamente.

Sono già disponibili invece i composti chimici (CHEM) e quello dei veicoli aerei per la disseminazione (ADV), che sono destinati ad integrarsi nel 2005 con il progetto Carbon Black Dust (CBD), Secondo questa tabella, risultano anche già disponibili le cosidette “Smart Clouds” (SC) a base di nanotecnologie, la cui curva di utilizzo raggiunge i valori massimi nel 2025.

Non è questo lo spazio adatto per approfondire certi argomenti, ma vi possiamo garantire che le varie informazioni oggi disponibili rendono la lettura di questa tabella, datata 1995, semplicemente terrificante.

In ogni caso, poniamo la seguente DOMANDA:

7 – Se l’utilizzo dei composti chimici per la modificazione dell’atmosfera e quello dei veicoli aerei per la disseminazione non fossero già stati disponibili nel 1995, perchè gli autori della ricerca non li hanno contrassegnati con l’asterisco che individua proprio le potenziali tecnologie ancora da sviluppare?

Per evitare risposte stupide, basate sui soliti giochi di parole, diciamo già che una tecnologia militare, per essere considerata “disponibile”, deve essere già stata largamente utilizzata e collaudata. Altrimenti comparirebbe fra quelle da sviluppare. I progetti di questo tipo si fanno proprio per capire dove è possibile arrivare, partendo da quello che già esiste, e non certo partendo da zero. Il senso di questa tabella è molto chiaro, e solo chi finge di non capirlo può sostenere il contrario.
PROVA n. 8 – Forme geometriche nei radar satellitari

Finchè nelle immagini satellitare compaiono scie che hanno bene o male una forma naturale, si può sempre discutere se siano state generate artificialmente oppure no. Ma quando ci si trova di fronte a enormi “buchi” rettangolari, con lati di svariate centinaia di chilometri ciascuno, diventa davvero difficile sostenere che siano dei fenomeni dovuti al semplice passaggio degli aerei commerciali.

Le immagini sono tratte da questo montaggio video, e provengono dal sito di intellicast, uno dei più attrezzati ed interessanti in assoluto per gli appassionati di meteorologia.

In questo caso la DOMANDA è:

8 – Sai spiegare come può avvenire la formazione di vaste aree di forma geometrica, come quelle presentate qui sopra, grazie alla semplice disseminazione di contrails fatte dagli aerei lungo le normali rotte commerciali?
Questa domanda per ora rimane in sospeso, in attesa di definire meglio i termini del problema. La lasciamo comunque online, perchè le immagini sono in ogni caso molto particolari.
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L’articolo sarà completato nei prossimi giorni con le domande mancanti. Probabilmente, le domande complessive passeranno da 10 a 12.
 
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Pubblicato da su gennaio 15, 2012 in Scie chimiche

 

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