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In questa sezione appunteremo tutti gli articoli che insegnano come costruire e creare da se cio’ che normalmente si compra gia fatto e a provare alternative alle stesse.

Tecnologia Keshe: la fantascienza diviene realtà

RILASCIATE UFFICIALMENTE ALL’ITALIA LE TECNOLOGIE KESHE

Tecnologia Keshe: la fantascienza diviene realtà

Rendiamo nuovamente pubblico, con alcune necessarie precisazioni, un post che avevamo pubblicato nella tarda serata dello scorso venerdì 26 ottobre, in seguito ad un concitato avvicendarsi di informazioni e poi ritirato in attesa degli opportuni chiarimenti e conferme.

In un primo momento infatti sembrava che il rilascio delle tecnologie Keshe dovesse svolgersi in contemporanea in quello stesso giorno anche per molte altre nazioni del mondo, mentre così è stato al momento per l’Italia, alla cui ambasciata di Bruxelles, alle ore 16,00 sono stati fatti avere i “Blue Prints” ossia i disegni e le istruzioni esecutive integrali della tecnologia Keshe. Di questa notizia abbiamo avuto conferma diretta da fonte diplomatica.

Nessun pagamento è stato richiesto in cambio del rilascio delle tecnologie.

La Fondazione Keshe, il cui titolare e custode è l’ingegnere di origine iraniana Mehran T. Keshe – il sito è raggiungibile a questo link, ha pubblicato sul suo forum la notizia con ampia evidenza.

Iconicon Post segue da vicino ormai da mesi le vicende relative a questa realtà, siamo stati tra i primissimi in Italia, nei canali di informazione alternativa a darne notizia, nel totale silenzio della stampa ufficiale. Siamo stati tra i primi a credere in questa possibilità dandovi adeguato spazio ed impegnandoci nella sensibilizzazione dell’opinione pubblica con appelli alla partecipazione, prontamente raccolti dai nostri lettori.

Siamo stati il primo mezzo di informazione italiano a pubblicare recentemente una eccezionale intervista esclusiva – raggiungibile a questo link – che l’ing. Keshe ha concesso ad una mission di quattro persone approntata in collaborazione con il forum di Tempo di Cambiare di Italo Cillo, che parimenti ha trattato in più occasioni questo tema.

A questo punto i files consegnati all’ambasciata seguiranno l’iter di verifica tecnica per poter effettuare una valutazione in merito e procedere ad una decisione a riguardo.

Ci troviamo infatti ad uno snodo delicatissimo di questa vicenda, per cui da una parte, come sostiene lo stesso Keshe nell’intervista citata, non è stato possibile fino a questo momento mostrare pubblicamente le tecnologie, studiate per il programma di esplorazione spaziale, per una serie di vincoli incrociati posti dai poteri forti, dall’altra parte le fantascientifiche opportunità che tali tecnologie promettono consentirebbero alle nazioni del mondo di superare i principali problemi da cui attualmente sono afflitte come non mai.

A questo punto l’impegno di ciascuno di noi è fare la propria parte affinché la verità emerga nella sua piena evidenza: che si creino le condizioni perché una piena e libera dimostrazione delle tecnologie possa avvenire, la popolazione possa rendersi conto del salto evolutivo che esse promettono e la via dell’implementazione possa essere imboccata.

Per il pubblico ciò significa accostarsi a mente aperta a questo tema per capire di che cosa si tratta e, una volta verificate con la massima chiarezza la consistenza e fattibilità di tale complesso di tecnologie, reclamarne dal proprio governo la pronta implementazione a comune vantaggio di tutti i cittadini, e così come più volte sottolineato dalla Fondazione Keshe, ciò avvenga nel quadro di un programma in cui tutte le nazioni del mondo possano muoversi verso un futuro di pace, cooperazione ed abbondanza. Per ogni singolo abitante del pianeta.

Riproponiamo quindi il video di presentazione generale della Fondazione Keshe e delle relative tecnologie, video di cui abbiamo a suo tempo curato la versione doppiata in italiano, perché chi non ne sa ancora nulla possa farsene una propria idea.

Prossimamente da queste pagine di prima linea diffonderemo approfondimenti e notizie ulteriori.

Che la pace e il vero progresso possano giungere ad ogni anima della terra.

http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=OZ7Vjvag1jc

Fonte: http://www.iconicon.it/blog/2012/10/tecnologia-keshe-da-oggi-la-fantascienza-e-realta/

 

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Free energy e generatori a magneti permanenti: finalmente ci siamo?

22/04/2010

Decisamente c’è gran fermento nel settore della cosiddetta “Free Energy”, soprattutto quella basata sulla tecnologia dei magneti permanenti. Ultimamente si sono fatti avanti molti inventori e addirittura compagnie (come l’irlandese Steorn) con eclatanti dimostrazioni pubbliche e televisive, ma ritengo che quella proposta da Muammer Yildiz, un inventore turco che da tempo si cimenta nella ricerca (in particolare sui lavori e le scoperte di Nikola Tesla) e che ha costruito negli ultimi nove anni ben 34 prototipi funzionanti, segnerà un punto assai importante a favore di questo tipo di tecnologia.

Si presume che quello presentato il 21 aprile 2010 dall’inventore di fronte a una platea di studiosi e professori dell’Università di Delft, in Olanda, sia il suo ultimo prototipo dotato di 140 magneti. Al momento non sono ancora disponibili i dati delle misurazioni. Come si può vedere, al termine della dimostrazione la macchina è stata smontata davanti a tutti ed è stato permesso di esaminarla liberamente, con grande soddisfazione di tutti i convenuti. Il fatto che una dimostrazione di questo genere abbia potuto avere luogo in ambito accademico fa ben sperare per il futuro, anche se dubito se ne sentirà parlare molto attraverso i canali di informazione “ufficiali”. Mi auguro di essere smentito quanto prima…

 
 

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Come riciclare la cenere

C’è chi come me usa il caminetto o la stufa a legna tutto l’inverno, c’è chi lo fa solo sotto le feste, perché si sa il fuoco in casa crea quella magica atmosfera. Resta il fatto che dopo resta il focolare da pulire e la cenere da sistemare. Ma dove si butta la cenere?

Partiamo dalla base, la cenere ovvero i resti della combustione della legna è un ricchissimo concentrato di sali minerali, infatti mentre il carbonio è bruciato, il residuo d’acqua evaporato, l’azoto (aria) volata via, tutti gli altri minerali che durante il suo ciclo vitale sono stati accumulati dalla pianta si ritrovano nella fine polvere che resta sul fondo del camino. Buttarli via è un terribile spreco, così ho un paio di proposte su come investire questo patrimonio minerale.

Concimare il prato

L’utilizzo più semplice che potete prevedere per la cenere è concimare il vostro orto o il giardino, ammesso di averne uno. Mia moglie non credeva che la cenere potesse essere un così forte concimante, così lo scorso inverno ho fatto un esperimento nel nostro prato: ha depositato la cenere facendo un disegno sul terreno, come se fosse uno scarabocchio grigio disegnato sull’erba bassa dell’inverno. La scorsa primavera, il disegno grigio si è tramutato in verde, molto prima e molto più verde dell’erba circostante. Quest’anno ci siamo concentrati sulle nostre piante, a partire dalla siepe all’azalea (foto sopra) e non solo. Noi non abbiamo l’orto, ma l’idea va bene anche per gli ortaggi, dovete solo ricordare che la cenere è ricca di potassio, ma completamente priva di azoto e dovete aggiungerlo per ottenere risultati.

Prima di iniziare

La lisciva: detersivo dalla cenere 

Se avete più spirito di avventura e il desiderio di provare a fare qualcosa con le vostre mani, tenetevi libero un sabato o una domenica, mettetevi una tuta di quelleandanti e date una buona dose di camomilla a vostra moglie che appena capirà cosa avete intenzione di fare avrà sicuramente qualcosa da ridire. Previa cottura, la cenere filtrata può essere utilizzata per ottenere un ottimo detersivo non schiumoso che può essere utilizzato come additivo alla lavatrice oppure diluito in acqua per il lavaggio dei pavimenti.

Al termine del setaccio

La prima cosa che dovete fare è passare la cenere al setaccio, io mi sono munito di scampoli di reti di plastica con passi differenti. In una prima passata ho rimosso tutta la parte grossa, che sono praticamente i residui incombusti, li ho messi in un secchio e ributtati nel camino la mattina successiva. Lo scarto della seconda passata l’ho buttato nuovamente in giardino, mentre solo la parte più fine, quella che è praticamente impalpabile è stata destinata alla produzione del detersivo. L’operazione è piuttosto lunga e non particolarmente eccitante, vi consiglio vivamente di farla all’aperto se non volete conciare la casa da buttare via. Avevo pensato di utilizzare l’aspira-cenere applicando sul tubo le reti da usare come filtri, ma alla fine ho visto che era molto più pratico fissare le reti sopra il secchio e buttarci sopra la cenere da separare; proprio come si fa con la sabbia in spiaggia con i bambini. Se la vostra cenere arriva da una stufa a pellets, allora l’operazione sarà velocissima.

Durante la cottura

Quando siete pronti andate in cucina. Se avete un fornello da campo o uno di quelli per esterni, usate quello e restate fuori in giardino. La vostra vita coniugale ne trarrà beneficio. Prendete una pentola, non di alluminio, e metteteci dentro 5 parti di acqua per ogni parte di cenere in volume. Se non sapete come fare prendete un bicchiere riempitelo di cenere e poi aggiungete 5 bicchieri di acqua, se la pentola non è ancora piena ripetete la procedura: 1 di cenere e 5 d’acqua, fino a quando la pentola è quasi piena. Mettete sul fornello e dopo che la miscela avrà raggiunto l’ebollizione, lasciate cuocere a fuoco lentissimo per altre 2 ore. Il motivo per cui sono da evitare le pentole di alluminio è la reazione che si viene a creare con la soda caustica che andrete a produrre durante la cottura. Per una dimostrazione di quello che succede mettendo alluminio e soda caustica guardate questo video.

Il prodotto finito

Al termine della cottura lasciate raffreddare senza agitare, in modo che sul fondo della pentola si posi uno spesso strato di deposito. Quando sarà freddo prendete uno straccio stendetelo sopra ad un imbuto e con un mestolo travasate la parte liquida del composto (il surnatante per usare il termine tecnico corretto). Finito di estrarre la parte liquida dalla pentola, sciacquate lo straccio dai residui di cenere piegatelo in due e ripetete la procedura rifiltrando. Continuate così, piegando ogni volta in un’altra metà lo straccio, fino a quando il liquido non presenta alcuna polvere all’interno. E questo sarà il vostro detersivo.

A seconda di quanto avete cotto la cenere, il liquido che ottenete sarà più o meno basico (l’opposto di acido). Io ho portato un campione in laboratorio dove ne abbiamo misurato il pH risultando 11.5 che su una scala da 7 (neutro) a 14 (completamente basico) è piuttosto elevato. Se guardate sulla pagina di wikipedia dove spiega il pH vedrete che per la lisciva il valore di riferimento è 13.5, che significa che avrei dovuto lasciar cuocere ancora qualche momento.

Ho provato il detersivo per pulire i pavimenti e non è male, però non credo che l’impegno di tutta la giornata, valga economicamente la pena. E’ una bell’idea per fare qualcosa con i propri figli che sicuramente si divertiranno a fare gli spazzacamini con la faccia tutta nera.

 
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Pubblicato da su gennaio 16, 2012 in Fai da te

 

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Come ricavare prodotti da uno scarto come la cenere.

 16 gennaio 2012

C’è chi come me usa il caminetto o la stufa a legna tutto l’inverno, c’è chi lo fa solo sotto le feste, perché si sa il fuoco in casa crea quella magica atmosfera. Resta il fatto che dopo resta il focolare da pulire e la cenere da sistemare. Ma dove si butta la cenere?

Partiamo dalla base, la cenere ovvero i resti della combustione della legna è un ricchissimo concentrato di sali minerali, infatti mentre il carbonio è bruciato, il residuo d’acqua evaporato, l’azoto (aria) volata via, tutti gli altri minerali che durante il suo ciclo vitale sono stati accumulati dalla pianta si ritrovano nella fine polvere che resta sul fondo del camino. Buttarli via è un terribile spreco, così ho un paio di proposte su come investire questo patrimonio minerale.


Concimare il prato

L’utilizzo più semplice che potete prevedere per la cenere è concimare il vostro orto o il giardino, ammesso di averne uno. Mia moglie non credeva che la cenere potesse essere un così forte concimante, così lo scorso inverno ho fatto un esperimento nel nostro prato: ha depositato la cenere facendo un disegno sul terreno, come se fosse uno scarabocchio grigio disegnato sull’erba bassa dell’inverno. La scorsa primavera, il disegno grigio si è tramutato in verde, molto prima e molto più verde dell’erba circostante. Quest’anno ci siamo concentrati sulle nostre piante, a partire dalla siepe all’azalea (foto sopra) e non solo. Noi non abbiamo l’orto, ma l’idea va bene anche per gli ortaggi, dovete solo ricordare che la cenere è ricca di potassio, ma completamente priva di azoto e dovete aggiungerlo per ottenere risultati.

Prima di iniziare

La lisciva: detersivo dalla cenere 

Se avete più spirito di avventura e il desiderio di provare a fare qualcosa con le vostre mani, tenetevi libero un sabato o una domenica, mettetevi una tuta di quelle andanti e date una buona dose di camomilla a vostra moglie che appena capirà cosa avete intenzione di fare avrà sicuramente qualcosa da ridire. Previa cottura, la cenere filtrata può essere utilizzata per ottenere un ottimo detersivo non schiumoso che può essere utilizzato come additivo alla lavatrice oppure diluito in acqua per il lavaggio dei pavimenti.

Al termine del setaccio

La prima cosa che dovete fare è passare la cenere al setaccio, io mi sono munito di scampoli di reti di plastica con passi differenti. In una prima passata ho rimosso tutta la parte grossa, che sono praticamente i residui incombusti, li ho messi in un secchio e ributtati nel camino la mattina successiva. Lo scarto della seconda passata l’ho buttato nuovamente in giardino, mentre solo la parte più fine, quella che è praticamente impalpabile è stata destinata alla produzione del detersivo. L’operazione è piuttosto lunga e non particolarmente eccitante, vi consiglio vivamente di farla all’aperto se non volete conciare la casa da buttare via. Avevo pensato di utilizzare l’aspira-cenere applicando sul tubo le reti da usare come filtri, ma alla fine ho visto che era molto più pratico fissare le reti sopra il secchio e buttarci sopra la cenere da separare; proprio come si fa con la sabbia in spiaggia con i bambini. Se la vostra cenere arriva da una stufa a pellets, allora l’operazione sarà velocissima.

Durante la cottura

Quando siete pronti andate in cucina. Se avete un fornello da campo o uno di quelli per esterni, usate quello e restate fuori in giardino. La vostra vita coniugale ne trarrà beneficio. Prendete una pentola, non di alluminio, e metteteci dentro 5 parti di acqua per ogni parte di cenere in volume. Se non sapete come fare prendete un bicchiere riempitelo di cenere e poi aggiungete 5 bicchieri di acqua, se la pentola non è ancora piena ripetete la procedura: 1 di cenere e 5 d’acqua, fino a quando la pentola è quasi piena. Mettete sul fornello e dopo che la miscela avrà raggiunto l’ebollizione, lasciate cuocere a fuoco lentissimo per altre 2 ore. Il motivo per cui sono da evitare le pentole di alluminio è la reazione che si viene a creare con la soda caustica che andrete a produrre durante la cottura. Per una dimostrazione di quello che succede mettendo alluminio e soda caustica guardate questo video.

Il prodotto finito

Al termine della cottura lasciate raffreddare senza agitare, in modo che sul fondo della pentola si posi uno spesso strato di deposito. Quando sarà freddo prendete uno straccio stendetelo sopra ad un imbuto e con un mestolo travasate la parte liquida del composto (il surnatante per usare il termine tecnico corretto). Finito di estrarre la parte liquida dalla pentola, sciacquate lo straccio dai residui di cenere piegatelo in due e ripetete la procedura rifiltrando. Continuate così, piegando ogni volta in un’altra metà lo straccio, fino a quando il liquido non presenta alcuna polvere all’interno. E questo sarà il vostro detersivo.

A seconda di quanto avete cotto la cenere, il liquido che ottenete sarà più o meno basico (l’opposto di acido). Io ho portato un campione in laboratorio dove ne abbiamo misurato il pH risultando 11.5 che su una scala da 7 (neutro) a 14 (completamente basico) è piuttosto elevato. Se guardate sulla pagina di wikipedia dove spiega il pH vedrete che per la lisciva il valore di riferimento è 13.5, che significa che avrei dovuto lasciar cuocere ancora qualche momento.

Ho provato il detersivo per pulire i pavimenti e non è male, però non credo che l’impegno di tutta la giornata, valga economicamente la pena. E’ una bell’idea per fare qualcosa con i propri figli che sicuramente si divertiranno a fare gli spazzacamini con la faccia tutta nera.

 
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Pubblicato da su gennaio 16, 2012 in Fai da te

 

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