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Spagnola: alla ricerca di un virus mortale

Marcello Pamio – tratto dal mensile “Biolcalenda” nr.47

La “Spagnola” scoppiò a settembre del 1918, in un momento storico ben preciso e cioè quando l’umanità era esausta dalla Grande Guerra; imperversò ovunque, e dopo aver ucciso nel giro di pochi mesi più persone di qualsiasi altro morbo che la storia umana ricordi, finì assieme alla guerra, scomparendo nello stesso misterioso modo in cui era apparsa.
E’ stata un’apparizione così strana, che i medici esitarono a definirla influenza proprio perché credevano fosse un nuovo morbo. E forse non era così sbagliato…
Il numero esatto di morti non lo sapremo mai: le stime ufficiali oscillano tra i 20 e i 60 milioni di individui, ma qualcuno azzarda addirittura 100 milioni!
I libri di storia vengono scritti dai vincitori, per cui andiamo per ordine, cercando di capire cosa realmente è successo agli inizi del secolo scorso.

I sintomi
Le persone cominciarono ad ammalarsi lievemente nella primavera del 1918, accusando brividi e febbre per tre/quattro giorni, ma poi guarivano. Dopo una calma estate, a settembre-ottobre si scatenò, con la potenza di una macchina bellica, l’epidemia.
I medici erano impotenti: morivano loro stessi, e quelli che sopravvivevano vedevano i pazienti, parenti e amici, morire come mosche. Provarono di tutto: farmaci, sieri e arrivando ad inoculare composti da secrezioni corporee degli ammalati e batteri che presumevano essere all’origine della malattia.
Iniettarono – scrive un medico – “una broda composta di sangue e muco degli influenzati, filtrata per eliminare le cellule più grandi e i detriti”, ovviamente senza alcun risultato, anzi scatenando vere e proprie patologie, come vedremo tra poco.

Vaccini per tutti
Per il paradigma vigente, la scomparsa delle grandi epidemie (colera, tifo, vaiolo, ecc.) è stata opera delle vaccinazioni, che le avrebbero debellato. Oggi sappiamo invece che il ruolo centrale lo hanno avuto le migliorate norme igienico-sanitarie, l’alimentazione e la pulizia in generale. Migliorie queste – e non i vaccini – che hanno contribuito a salvare la vita a centinaia di milioni di persone.
Tornando alla Spagnola: possiamo veramente credere alla favola, secondo la quale nel 1918 apparve dal nulla un virus, di cui nemmeno oggi sappiamo il ceppo, le origini e le evoluzioni, che sterminò 100 milioni di persone e poi, misteriosamente, da un giorno all’altro, scomparve proprio alla fine della Guerra? Liberi di farlo, ma se iniziassimo a usare il cervello – cose questa sempre più difficile in una società computerizzata e multi tasking – potremo scorgere qualcosa non torna…

I sopravvissuti
Numerose persone sopravvissute alla Spagnola, hanno testimoniato che si ammalavano e morivano solamente coloro che erano stati vaccinati!
I sintomi erano: febbre alta (tifoidea), brividi, dolore, crampi, diarrea, congestione di gola e polmoni come nella polmonite (tipica della difterite), vomito, mal di testa, debolezza, piaghe sulla pelle (causate dai vaccini antivaiolosi), paralisi, ecc.
Esattamente i sintomi provocati dalle malattie per le quali erano stati vaccinati tutti i militari e gran parte della popolazione civile: tifo, difterite, polmonite, polio e vaiolo. Casualità?
Il primo tassello della nostra storia è questo: i medici hanno inoculato vaccini totalmente sperimentali e sieri altamente tossici in quasi tutte le persone giovani e sane.
Ho potuto osservare – dice  il medico L. Day, ex chirurgo in capo dell’ospedale di S. Francisco e professore nella facoltà di medicina – che l’influenza essenzialmente veniva contratta dai vaccinati: coloro che non erano stati vaccinati, evitavano la malattia. La mia famiglia aveva rifiutato le vaccinazioni; e’ in questo modo che siamo rimasti tutto il tempo in ottima salute.
La combinazione di tutti quei vaccini tossici – per esempio quello contro la febbre tifoidea scatenò un problema ancor più serio chiamato paratifo – causò violente e gravissime reazioni che i medici non riuscirono ad affrontare e alcuni ospedali militari furono riempiti esclusivamente di soldati paralizzati.

L’esperimento di Sir William Leishman

E’ quasi sconosciuto il “grande esperimento di vaccinazione” condotto da Sir William Leishman medico e direttore generale della Sanità militare britannica, sui militari. Oltre a partecipare alla vaccinazione contro il tifo nel 1914, ne sviluppò il vaccino, partendo da tre fonti principali: tifo, paratifo A e paratifo B.
Nell’autunno del 1914 i medici iniziarono a chiedere la vaccinazione obbligatoria per tutte le truppe militari; quella contro il vaiolo lo era già da tempo. E fu così che durante il 1915, il 90% delle truppe fu vaccinato contro il tifo e a partire da febbraio 1916 anche contro paratifo A e B.
Il vaccino era composto da brodo di colture di un ceppo di bacilli del tifo, nel quale il batterio era standardizzato in modo che ogni centimetro cubo del liquido ne contenesse 500.000.000 nella prima dose e 1 miliardo nella seconda.
Nel resto del mondo la situazione non cambia: nel 1855 passa in Massachusetts la prima legge che impone l’obbligo vaccinale per tutti gli scolari e nel 1856, stranamente, vi fu una grande epidemia di difterite. Nel 1859 si inizia a produrre l’antitossina difterica; nel 1911 il vaccino contro il pneumococco e nel 1915 quello contro la pertosse. Nel 1917 i militari vengono vaccinati con l’antitossina tetanica, e nel 1918 arriva quello contro il vaiolo. Vaccini su vaccini vengono iniettati nel corpo di milioni di persone.

Pandemia del 1976
Dove si verifica nel 1918 il primo caso di Spagnola? Nella base militare di Fort Riley nel Kansas.
Nulla di strano, visto che l’altra cosiddetta pandemia avvenuta nel 1976 è scoppiata contemporaneamente nelle basi militari di Fort Meade nel Maryland e Fort Dix nel New Jersey! Sempre e solo basi militari. Le pandemie del 1918 e 1976 si sono manifestate nelle persone più vaccinate al mondo: i militari.
Nel 1976 seguendo il motto “meglio un vaccino senza epidemia, che un’epidemia senza vaccini” volevano vaccinare l’intera popolazione americana: 200 milioni di individui.
L’American Insurance Association e le varie compagnie assicurative – certamente più informate degli enti governativi e dei medici – misero le mani avanti, affermando che toccava al governo farsi garante per gli eventuali danni. Erano a conoscenza che i vaccini sono pericolosi per la salute, per cui ritardarono la loro produzione.
L’empasse durò fino al 12 agosto, quando il presidente Gerald Ford firmò la legge che assegnava al governo federale la responsabilità civile per eventuali danni. I primi americani si vaccinarono il 1° ottobre e dieci giorni dopo si verificarono i primi morti.
Per mitigare i timori, Ford e la sua famiglia si fecero vaccinare davanti alle telecamere, ma i quotidiani continuarono a contare le vittime: svariate migliaia di casi di Guillan-Barré (paralisi con deficit sensoriale), sclerosi multipla, artrite reumatoide, polimiosite, sincopi, paralisi facciale, nevrite, tetraplegie da encefalite, demielinizzazione, nevrite ottica, ecc.

Le vittime: i più giovani e sani
Nel 1918 i medici che non usarono farmaci, ottennero guarigioni nel 100% dei casi.
La malattia aveva le caratteristiche della peste nera, con l’aggiunta del tifo, polmonite, vaiolo e di quelle malattie contro le quali la gente era stata vaccinata alla fine della prima Guerra Mondiale. La pandemia si trascinò per due anni, mantenuta viva dall’aggiunta di farmaci velenosi dispensati dai medici. Quelli che rifiutarono le vaccinazioni non si ammalarono!
La malattia colpiva sette volte di più i soldati vaccinati che i civili non vaccinati.”
Non bastavano sieri e vaccini, vi fu anche un eccesso di farmaci come l’aspirina, utilizzata per curare l’influenza. Secondo alcune ricerche questa pratica fece morire moltissime persone: le autorità sanitarie scambiarono gli  effetti del sovradosaggio di aspirina con l’influenza stessa.
Il secondo tassello, è la caratteristica atipica della strana pandemia, che uccise perlopiù adulti giovani, con il 99% delle vittime di età inferiore ai 65 anni di cui più della metà tra i 20 e i 40 anni.
E’ curioso perché normalmente l’influenza è più micidiale tra i bambini di meno di 2 anni e i vecchi con più di 70. Curioso fino a un certo punto, perché le fasce a maggior mortalità sono proprio le fasce più vaccinate…

Perché si chiama Spagnola?
Alcuni soldati americani ammalati erano stati in Spagna durante il periodo bellico, e così nacque l’idea di incolpare qualcun altro della pandemia. Tanto più che all’epoca la Spagna non era coinvolta nella Guerra, quindi la stampa era meno soggetta alla censura, onnipresente nei periodi bellici. Essendo il primo paese a parlarne pubblicamente, venne chiamata Spagnola, forse per rappresaglia nei confronti di questo paese. Negli Stati Uniti, il silenzio fu tombale.

Resuscitare il mostro
Il dottor Johan Hultin di San Francisco è riuscito a far rivivere il virus della Spagnola.
Uno sforzo perseguito per 10 anni, e che ha compreso l’esumazione dei resti di alcuni morti di spagnola, ben conservati nel permafrost sub-artico.
Hultin però non è un ricercatore normale: lavora per l’Armed Forces Institute of Pathology di Rockwille e la ricerca è stata finanziata dal Pentagono.
Una simile ricerca finanziata dalla Difesa rende credibili i peggiori sospetti, dichiarati da Leonard Horowitz, esperto internazionale di sanità pubblica. Egli sostiene che nel 1975 Henry Kissinger affidò alla CIA la preparazione di germi che potessero “ridurre la popolazione mondiale”, come risulta dagli atti del Congresso. Ed accenna ad un agghiacciante successo di alcuni ricercatori (O’Conner, Stewart, Kinard, Rauscher) dello Special Virus Cancer Program, che sarebbero riusciti, lavorando sui virus ricombinanti, a combinare i virus influenzali con un virus che provoca leucemia acuta linfocitica, per produrre una arma capace di trasmettere la leucemia, come l’influenza.
Sappiamo pochissimo, per ovvi motivi di segretezza militare, ma è possibile che nel 1918 stavano eseguendo simili esperimenti? Esperimenti di guerra batteriologica sfuggiti di mano?
Il primo a proporre questa tesi fantascientifica fu nel 1948 Heinrich Mueller, già capo della Gestapo. Durante gli interrogatori della CIA disse che la Spagnola era parte di un’arma batteriologica iniettata con i vaccini dell’esercito che infettò i soldati del Camp Riley nel marzo del 1918 e si diffuse nel mondo…
Farneticazioni di un nazista o amara realtà? Non si sa, ma la cosa certa, è che sicuramente c’entrano i vaccini e i primi infettati furono i soldati.

Conclusione
Cosa accadde nell’autunno del 1918? Vi furono una concomitanza di fattori molto particolari, tra cui una Guerra Mondiale devastante, condizioni igienico-sanitarie complesse e numerose campagne di vaccinazioni che interessarono decine di milioni di persone.
Alla fine del XIX secolo, la medicina era agli albori. I vaccini erano un miscuglio tossico formato da sangue infetto di persone malate, colture di batteri e bacilli; i medicinali erano a base di mercurio (calomelano), stricnina, antimonio, iodio, poi c’erano i salassi, i caustici e vescicanti, ecc.
Vaccini e medicinali erano un abbinamento mortifero che uccideva il paziente.
Queste sostanze, iniettate più e più volte, assieme a farmaci, in organismi debilitati, stressati e snervati dalla guerra, hanno creato le premesse per la manifestazione di patologie mortali.
Oggi, nel Ventunesimo secolo, c’è chi afferma che l’omeopatia è acqua fresca.
Sarà anche vero, ma su 26.795 casi analizzati di influenza Spagnola, i medici omeopati e naturisti nel 1918 avevano un tasso di mortalità pari a l’1%, mentre gli allopati, con i loro farmaci, una mortalità dal 30 al 100%!
Laudato sì, mi Signore, per sor Aqua, la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.
Ben venga l’acqua fresca…

www.disinformazione.it

 

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Mi scusi: lei è in cura con il Metodo Di Bella? Bene, dica addio alla cura e ci ridia 113.000 euro!

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Ci risiamo.
Ennesima cattiveria gratuita, gesto irresponsabile da parte dei giudici che nemmeno hanno voluto ascoltare le motivazioni dell’avvocato della signora Flora Nardelli (da vedere la videotestimonianza sotto).
Appena è stato fatto il nome “Di Bella” è stato esclamato “Bocciato”.

La situazione è particolarmente grave, peggio di quello che è capitato a me, condannata anche io, dopo due ricorsi vinti precedentemente con la possibilità di curarmi il cancro con il Metodo Di Bella gratuitamente dopo il fallimento delle cure ufficiali, a risarcire l’ASL di Bologna di 41 mila euro! A Flora toglieranno la cura, che sta facendo da oltre 5 anni, chiedendole indietro la cifra di 113 mila euro. Il prezzo della vita di Flora, per una cura che le ha permesso di restare ancora viva!

Al di là dei soldi, che non restituiremo per due motivi essenziali, non li abbiamo, non possediamo nulla e non ci vogliamo piegare a un’ingiustizia! Le conseguenze per Flora, a differenzia mia che sto benissimo da molti anni e non mi curo più, è che lei, invece, la cura la deve continuare.

Com’è possibile che non sia stato nemmeno preso in considerazione che togliere le cure a una persona, la rende a rischio di poter peggiorare la situazione che ad oggi era perfetta?
Ma questo paese è davvero impazzito.
Anzi, non è il paese italiano, sono le persone che lo abitano!
Quanti altri soprusi dovremo ancora sopportare? Io dico basta!

Se avete voglia di aiutare Flora, vi chiedo di attivarvi scrivendo mail di protesta al ministro della salute e all’asl di Bologna, all’attenzione del direttore Fausto Francia; sul sito, sotto la sua foto, c’è una citazione: “Il Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Azienda USL di Bologna ha la finalità di prevenire le malattie, promuovere, proteggere e migliorare la salute e il benessere dei cittadini”  e continua così:

Il Dipartimento garantisce:

– attività sanitarie e tecniche, attività di vigilanza, per la tutela della salute in ambiente di vita e di lavoro;
– supporto tecnico agli altri servizi dell’Azienda USL di Bologna nella definizione delle strategie di promozione per la salute, di prevenzione delle malattie e delle disabilità, di miglioramento della qualità della vita;
– supporto tecnico agli Enti Locali e agli altri soggetti coinvolti, in particolare alla Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria, nella promozione della salute e nelle valutazioni di natura epidemiologica.

Si articola in quattro Aree:
– Igiene e Sanità Pubblica (Profilassi Malattie Infettive, Igiene Edilizia e Urbanistica, Igiene Alimenti e Nutrizione, Medicina dello Sport).
– Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (Impiantistica e Antinfortunistica).
– Sanità Pubblica Veterinaria (Sanità Animale, Igiene Alimenti di Origine Animale, Igiene degli Allevamenti e delle Produzioni Zootecniche).
– Analisi, Prevenzione e Comunicazione del Rischio (Promozione della Salute, Epidemiologia Descrittiva, SIRS, Pianificazione e Innovazione, Centro Screening).

Il direttore è Fausto Francia, la sede della direzione è a San Lazzaro di Savena, Via del Seminario, 1. Tel. 051 6224161/153 /165- Fax 051 6224406.

direzione.generale@ausl.bologna.it
segreteria.direzione.dsp@ausl.bologna.it

Se leggete il secondo punto,  “miglioramento della qualità della vita” importantissimo per tutti, usatela per sollecitarlo affinché si occupi di non lasciare morire una cittadina della città di cui è direttore sanitario! Vi ricordo, per chi non conoscesse la storia di Flora Nardelli, che era stata mandata a casa dagli oncologi dell’ufficiale cura, chemio, radio e quant’altro, perché non vi erano più possibilità oltre a tutto quello che avevano già fatto, che l’ha pure peggiorata, rimediandole un secondo tumore oltre il mieloma per cui era in cura, ovvero un cancro al polmone!
Scegliendo il Metodo Di Bella ha potuto seguire una speranza di vita, e ha fatto bene, visto che è ancora qui con noi dopo tanti anni! Vi prego di aiutarla, io aprirò un gruppo/pagina di sostegno a Flora, sono benvenute tutte le iniziative che vorrete suggerire.
Diciamo basta ai soprusi di ogni sorta ai danni della nostra vita!
Grazie!

Barbara Bartorelli

La mail da inviare, per chi non sa cosa poter scrivere, è la seguente:

—————————————————————————————–

direzione.generale@ausl.bologna.it

segreteria.direzione.dsp@ausl.bologna.it

dsp@pec.ausl.bologna.it

All’attenzione del Direttore del Dipartimento di Sanità Pubblica – AUSL di Bologna
Dott. Fausto Francia

Spettabile Direttore,
con incredibile costernazione ho appreso la notizia che una cittadina bolognese, la signora Flora Nardelli, ammalatasi … anni fa di tumore…, nello specifico di mieloma multiplo, è stata condannata dai giudici a restituire alla Asl la cifra di 113.000 Euro, somma che la stessa ha speso per garantire alla donna la terapia che la sta curando e guarendo! Non soltanto: la terapia le verrà sospesa, mettendo a rischio la vita della signora Flora.

A seguito della diagnosi di mieloma multiplo, come purtroppo accade in casi del genere, la donna fu sottoposta alle cure “ufficiali”, che si rivelarono del tutto vane e che, anzi, resero ancor più grave una situazione già difficile. Infatti, tali terapie le causarono un ulteriore tumore, ad un polmone. Ancora chemio, radio, trapianto…
Finchè, gli stessi medici delle strutture pubbliche a cui si era affidata dichiararono di “arrendersi” a quel che a loro appariva inevitabile, invitando la paziente a rassegnarsi alla… fine!
Forza di carattere e un po’ di “fortuna”, posero sulla strada di Flora un’altra possibilità, un’alternativa che le diede l’opportunità di continuare a VIVERE: il METODO DI BELLA!
Fu con esso che la donna si riappropriò della vita, in modo dignitoso e pieno, libera di tutte le sofferenze che portano, sempre, le terapie a tutti note: chemio, radio ecc.
La strada intrapresa fu impegnativa ma valida: cosa occorre discutere di fronte all’evidenza di una guarigione che agli stessi medici appariva impossibile?

Oggi la signora Nardelli sta bene e, a dispetto di altre difficoltà che la vita le ha posto davanti, conduce una vita normale. Che ne sarebbe di lei nel momento in cui le venisse tolta la possibilità di continuare la cura?
Giudici e medici, con tale sentenza, si stanno assumendo l’onere e la responsabilità di decidere che la vita di una persona debba avere termine, unicamente per una cieca visione di quella che dovrebbe essere sempre la garanzia della tutela della nostra salute.
La sentenza della signora Nardelli segue di poco una precedente, riguardante un’altra cittadina ancora della provincia di Bologna, condannata a sua volta a restituire alla Asl i soldi spesi per la Terapia di Bella. Come per la signora Flora, fu un provvedimento d’urgenza ed una successiva sentenza di merito che imposero alla Asl l’erogazione gratuita dei farmaci alla donna.

Il Dipartimento da Lei diretto si pone tra le finalità quella di “prevenire le malattie, promuovere, proteggere e migliorare la salute e il benessere dei cittadini”.
E, tra le garanzie, il supporto tecnico agli altri servizi dell’Azienda USL di Bologna nella definizione delle strategie di promozione per la salute, di prevenzione delle malattie e delle disabilità, di miglioramento della qualità della vita.
Nel leggere queste parole, voglio interpretarle nel loro significato più ampio. Pur scontrandoci quotidianamente con una serie interminabile di ingiustizie, si cerca e si chiede uno spiraglio, affinchè una cosa sacra come la vita e pertanto la salute siano finalmente considerate diritto inviolabile di ogni persona!

Chiedo a Lei, da amica della signora Flora, di intervenire per risolvere questo “errore”, frutto di una pessima e tutt’altro che disinteressata gestione della Sanità e della salute pubblica.
Chiedo a Lei, ancora, di sostenere coloro che, come Flora, si trovano quotidianamente a dover affrontare il difficile e penoso calvario di malattie gravi e che, volendo guarire, desiderano l’assistenza ed il supporto di medici spinti unicamente dall’intento di aiutarli, senza pregiudizi o ostacoli di alcun tipo, ancor meno in relazione alla scelta terapeutica che ognuno di noi dovrebbe poter scegliere liberamente!

Fiduciosa nel ricevere una Sua risposta positiva,

La saluto cordialmente

 
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Pubblicato da su marzo 23, 2013 in Governo sovranazionale, Medicina

 

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Dal 1931 si conosceva la causa e la cura del Cancro

Una notizia che ha dell’incredibile: la causa principale del cancro è stata ufficialmente scoperta decenni fa (1923) da uno scienziato premio Nobel per la medicina, nel 1931.E da allora nulla è stato fatto in base a tale conseguimento, se non continuare a raccogliere in tutto il mondo soldi per la ricerca, attraverso associazioni come, ad esempio l’italiana, AIRC.
Quando la causa primaria del cancro era già conosciuta.Pochissime persone in tutto il mondo lo sanno, perché questo fatto è nascosto dall’industria farmaceutica e alimentare.

Nel 1931, lo scienziato tedesco Otto Heinrich Warburg ha ricevuto il Premio Noanimaltesting Nobel per la scoperta sulla causa primaria del cancro.

Proprio così. Ha trovato la causa primaria del cancro e ha vinto il Premio Nobel.

Otto ha scoperto che il cancro è il risultato di un potere anti-fisiologico e di uno stile di vita anti-fisiologico.

Perché? Poiché sia con uno stile anti-fisiologico nutrizionale (dieta basata su cibi acidificanti) e l’inattività fisica, il corpo crea un ambiente acido (nel caso di inattività, per una cattiva ossigenazione delle cellule).

L’acidosi cellulare causa l’espulsione dell’ossigeno. La mancanza di ossigeno nelle cellule crea un ambiente acido.

Egli ha detto: “La mancanza di ossigeno e l’acidità sono due facce della stessa medaglia: Se una persona ha uno, ha anche l’altro”.

Cioè, se una persona ha eccesso di acidità, quindi automaticamente avrà mancanza di ossigeno nel suo sistema. Se manca l’ossigeno, avrete acidità nel vostro corpo.

Egli ha anche detto: “Le sostanze acide respingono ossigeno, a differenza delle alcaline che attirano ossigeno”.

Cioè, un ambiente acido è un ambiente senza ossigeno.

Egli ha dichiarato: “Privando una cellula del 35% del suo ossigeno per 48 ore è possibile convertirla in un cancro”.

“Tutte le cellule normali hanno il bisogno assoluto di ossigeno, ma le cellule tumorali possono vivere senza di esso”. (Una regola senza eccezioni).

“I tessuti tumorali sono acidi, mentre i tessuti sani sono alcalini.”

Nella sua opera “Il metabolismo dei tumori”, Otto ha mostrato che tutte le forme di cancro sono caratterizzate da due condizioni fondamentali: acidosi del sangue (acido) e ipossia (mancanza di ossigeno).

Ha scoperto che le cellule tumorali sono anaerobiche (non respirano ossigeno) e non possono sopravvivere in presenza di alti livelli di ossigeno.

Le cellule tumorali possono sopravvivere soltanto con glucosio e in un ambiente privo di ossigeno.

Pertanto, il cancro non è altro che un meccanismo di difesa che hanno alcune cellule del corpo per sopravvivere in un ambiente acido e privo di ossigeno.

IN SINTESI:
Le cellule sane vivono in un ambiente ossigenato e alcalino che consente il normale funzionamento. Le cellule tumorali vivono in un ambiente acido e carente di ossigeno.

IMPORTANTE:
Una volta terminato il processo digestivo, gli alimenti, a secondo della qualità di proteine, carboidrati, grassi, vitamine e minerali, forniscono e generano una condizione di acidità o alcalinità nel corpo. In altre parole … tutto dipende unicamente da ciò che si mangia.

Il risultato acidificante o alcalinizzante viene misurato con una scala chiamata PH, i cui valori vanno da 0 a 14, al valore 7 corrisponde un pH neutro.

È importante sapere come gli alimenti acidi e alcalini influiscono sulla salute, poiché le cellule..per funzionare correttamente dovrebbe essere di un ph leggermente alcalino (poco di sopra al 7).

In una persona sana, il pH del sangue è compreso tra 7.4 e 7.45.

Se il pH del sangue di una persona è inferiore 7, va in coma.

GLI ALIMENTI CHE ACIDIFICANO IL CORPO:
* Lo zucchero raffinato e tutti i suoi sottoprodotti. (È il peggiore di tutti: non ha proteine, senza grassi, senza vitamine o minerali, solo carboidrati raffinati che schiacciano il pancreas). Il suo pH è di 2,1 (molto acido)
* Carne. (Tutti i tipi)
* Prodotti di origine animale (latte e formaggio, ricotta, yogurt, ecc)
* Il sale raffinato.
* Farina raffinata e tutti i suoi derivati. (Pasta, torte, biscotti, ecc)
* Pane. (La maggior parte contengono grassi saturi, margarina, sale, zucchero e conservanti)
* Margarina.
* Caffeina. (Caffè, tè nero, cioccolato)
* Alcool.
* Tabacco. (Sigarette)
* Antibiotici e medicina in generale.
* Qualsiasi cibo cotto. (la cottura elimina l’ossigeno aumentando l’acidita’ dei cibi”)
* Tutti gli alimenti trasformati, in scatola, contenenti conservanti, coloranti, aromi, stabilizzanti, ecc.

Il sangue si ‘autoregola’ costantemente per non cadere in acidosi metabolica, garantire il buon funzionamento e ottimizzare il metabolismo cellulare. Il corpo deve ottenere delle basi minerali alimentari per neutralizzare l’acidità del sangue nel metabolismo, ma tutti gli alimenti già citati (per lo più raffinati) acidificano il sangue e ammorbano il corpo.

Dobbiamo tener conto che con il moderno stile di vita, questi cibi vengono consumati almeno 3 volte al giorno, 365 giorni l’anno e tutti questi alimenti sono anti-fisiologici.

GLI ALIMENTI ALCALINIZZANTI:
* Tutte le verdure crude. (Alcune sono acide al gusto, ma all’interno del corpo avviene una reazione è alcalinizzante.”. Altre sono un po acide, tuttavia, forniscono le basi necessarie per il corretto equilibrio). Le verdure crude producono ossigeno, quelle cotte no.
* I Frutti, stessa cosa. Ad esempio, il limone ha un pH di circa 2,2, tuttavia, all’interno del corpo ha un effetto altamente alcalino. (Probabilmente il più potente di tutti – non fatevi ingannare dal sapore acidulo)

* I frutti producono abbastanza ossigeno.
* Alcuni semi, come le mandorle sono fortemente alcalini.
* I cereali integrali: l’unico cereale alcalinizzante è il miglio. Tutti gli altri sono leggermente acidi, tuttavia, siccome la dieta ideale ha bisogno di una percentuale di acidità, è bene consumarne qualcuno. Tutti i cereali devono essere consumati cotti.
*Il miele è altamente alcalinizzante.
* La clorofilla: le piante sono fortemente alcaline. (In particolare aloe vera, noto anche come aloe)
* L’acqua è importante per la produzione di ossigeno. “La disidratazione cronica è la tensione principale del corpo e la radice della maggior parte tutte le malattie degenerative.” Lo afferma il Dott. Feydoon Batmanghelidj.
* L’esercizio ossigena tutto il corpo. “Uno stile di vita sedentario usura il corpo.”

L’ideale è avere una alimentazione di circa il 60% alcalina piuttosto che acida, e, naturalmente, evitare i prodotti maggiormente acidi, come le bibite, lo zucchero raffinato e gli edulcoranti.

Non abusare del sale o evitarlo il più possibile.

Per coloro che sono malati, l’ideale è che l’alimentazione sia di circa 80% alcalina, eliminando tutti i prodotti più nocivi.

Se si ha il cancro il consiglio è quello di alcalinizzare il più possibile.”

Il Dr. George W. Crile, di Cleveland, uno dei chirurghi più rispettati al mondo, dichiara apertamente: “Tutte le morti chiamate naturali non sono altro che il punto terminale di un saturazione di acidità nel corpo.”

Come precedentemente accennato, è del tutto impossibile, per il cancro, comparire in una persona che libera il corpo dagli acidi con una dieta alcalina, che aumenta il consumo di acqua pura e che eviti i cibi che producono acido.

In generale, il cancro non si contrae e nemmeno si eredita. Ciò che si eredita sono le abitudini alimentari, ambientali e lo stile di vita. Questo può produrre il cancro.

Mencken ha scritto: “La lotta della vita è contro la ritenzione di acido”. “Invecchiamento, mancanza di energia, stress, mal di testa, malattie cardiache, allergie, eczema, orticaria, asma, calcoli renali, arteriosclerosi, tra gli altri, non sono altro che l’accumulo di acidi”.

Il Dr. Theodore A. Baroody ha scritto, nel suo libro “Alcalinizzare o morire” (alcaline o Die):
” In realtà, non importa i nomi delle innumerevoli malattie, ciò che conta è che essi provengono tutti dalla stessa causa principale: molte scorie acide nel corpo”

Dr. Robert O. Young ha detto:
“L’eccesso di acidificazione nell’organismo è la causa di tutte le malattie degenerative. Se succede una perturbazione dell’equilibrio e un corpo inizia a produrre e immagazzinare più acidità e rifiuti tossici di quelli che è in grado di eliminare, allora le malattie si manifestano.”

E LA CHEMIOTERAPIA?
La chemioterapia acidifica il corpo a tal punto, che ricorre alle riserve alcaline dell’organismo, per neutralizzare l’acidità, sacrificando basi minerali (calcio, magnesio e potassio) depositati nelle ossa, denti, articolazioni, unghie e capelli.

Per questo motivo osserviamo tali alterazioni nelle persone che ricevono questo trattamento e, tra le altre cose, la caduta dei capelli. Per il corpo non vuol dire nulla stare senza capelli, ma un pH acido significherebbe la morte.

Niente di tutto questo è descritto o raccontato perché, per tutte le indicazioni, l’industria del cancro (leggi: industria farmaceutica) e la chemioterapia sono alcune delle attività più remunerative che esistano..Si parla di un giro multi-milionario e i proprietari di queste industrie non vogliono che questo sia pubblicato.

Tutto indica che l’industria farmaceutica e l’industria alimentare sono un’unica entità e che ci sia una cospirazione in cui si aiuta l’altro al profitto.

Più le persone sono malate, più sale il profitto dell’industria farmaceutica. E per avere molte persone malate serve molto cibo spazzatura, tanto quanto ne produce l’industria alimentare.

Quanti di noi hanno sentito la notizia di qualcuno che ha il cancro e qualcuno dire: “… Poteva capitare a chiunque …”

No, non poteva!

“Che il cibo sia la tua medicina, la medicina sia il tuo cibo”.
(Ippocrate, il padre della medicina)

FONTI: http://www.ecplanet.com/node/3619
http://www.pmbeautyline.wordpress.com/

ALTRI ARTICOLI:
ISTITUTO SUPERIORE SANITA’: http://www.scienzaeconoscenza.it/articolo/tumore-ph-alcalino.php
PIANETA CANCRO: http://www.assie.it/italiano/nir/nir.htm
ALDO VACCARO: http://valdovaccaro.blogspot.it/2012/11/documento-esplosivo-del-nobel-otto.html
QUESTA ITALIA: http://questaitalia.wordpress.com/2012/11/01/nel-1931-otto-heinrich-warburg-ha-scoperto-la-causa-primaria-del-cancro-e-ha-vinto-il-premio-nobel/
WIKIPEDIA: http://it.wikipedia.org/wiki/Otto_Heinrich_Warburg

— con Riccardo BandiniStefania TrefilettiMonique de Ruiter e altri 12

 

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Tecnologia Keshe: la fantascienza diviene realtà

RILASCIATE UFFICIALMENTE ALL’ITALIA LE TECNOLOGIE KESHE

Tecnologia Keshe: la fantascienza diviene realtà

Rendiamo nuovamente pubblico, con alcune necessarie precisazioni, un post che avevamo pubblicato nella tarda serata dello scorso venerdì 26 ottobre, in seguito ad un concitato avvicendarsi di informazioni e poi ritirato in attesa degli opportuni chiarimenti e conferme.

In un primo momento infatti sembrava che il rilascio delle tecnologie Keshe dovesse svolgersi in contemporanea in quello stesso giorno anche per molte altre nazioni del mondo, mentre così è stato al momento per l’Italia, alla cui ambasciata di Bruxelles, alle ore 16,00 sono stati fatti avere i “Blue Prints” ossia i disegni e le istruzioni esecutive integrali della tecnologia Keshe. Di questa notizia abbiamo avuto conferma diretta da fonte diplomatica.

Nessun pagamento è stato richiesto in cambio del rilascio delle tecnologie.

La Fondazione Keshe, il cui titolare e custode è l’ingegnere di origine iraniana Mehran T. Keshe – il sito è raggiungibile a questo link, ha pubblicato sul suo forum la notizia con ampia evidenza.

Iconicon Post segue da vicino ormai da mesi le vicende relative a questa realtà, siamo stati tra i primissimi in Italia, nei canali di informazione alternativa a darne notizia, nel totale silenzio della stampa ufficiale. Siamo stati tra i primi a credere in questa possibilità dandovi adeguato spazio ed impegnandoci nella sensibilizzazione dell’opinione pubblica con appelli alla partecipazione, prontamente raccolti dai nostri lettori.

Siamo stati il primo mezzo di informazione italiano a pubblicare recentemente una eccezionale intervista esclusiva – raggiungibile a questo link – che l’ing. Keshe ha concesso ad una mission di quattro persone approntata in collaborazione con il forum di Tempo di Cambiare di Italo Cillo, che parimenti ha trattato in più occasioni questo tema.

A questo punto i files consegnati all’ambasciata seguiranno l’iter di verifica tecnica per poter effettuare una valutazione in merito e procedere ad una decisione a riguardo.

Ci troviamo infatti ad uno snodo delicatissimo di questa vicenda, per cui da una parte, come sostiene lo stesso Keshe nell’intervista citata, non è stato possibile fino a questo momento mostrare pubblicamente le tecnologie, studiate per il programma di esplorazione spaziale, per una serie di vincoli incrociati posti dai poteri forti, dall’altra parte le fantascientifiche opportunità che tali tecnologie promettono consentirebbero alle nazioni del mondo di superare i principali problemi da cui attualmente sono afflitte come non mai.

A questo punto l’impegno di ciascuno di noi è fare la propria parte affinché la verità emerga nella sua piena evidenza: che si creino le condizioni perché una piena e libera dimostrazione delle tecnologie possa avvenire, la popolazione possa rendersi conto del salto evolutivo che esse promettono e la via dell’implementazione possa essere imboccata.

Per il pubblico ciò significa accostarsi a mente aperta a questo tema per capire di che cosa si tratta e, una volta verificate con la massima chiarezza la consistenza e fattibilità di tale complesso di tecnologie, reclamarne dal proprio governo la pronta implementazione a comune vantaggio di tutti i cittadini, e così come più volte sottolineato dalla Fondazione Keshe, ciò avvenga nel quadro di un programma in cui tutte le nazioni del mondo possano muoversi verso un futuro di pace, cooperazione ed abbondanza. Per ogni singolo abitante del pianeta.

Riproponiamo quindi il video di presentazione generale della Fondazione Keshe e delle relative tecnologie, video di cui abbiamo a suo tempo curato la versione doppiata in italiano, perché chi non ne sa ancora nulla possa farsene una propria idea.

Prossimamente da queste pagine di prima linea diffonderemo approfondimenti e notizie ulteriori.

Che la pace e il vero progresso possano giungere ad ogni anima della terra.

http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=OZ7Vjvag1jc

Fonte: http://www.iconicon.it/blog/2012/10/tecnologia-keshe-da-oggi-la-fantascienza-e-realta/

 

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Primo prelievo in alta quota

11/10/2012

fonte: tankerenemymeteo

 

Veleni_nellaria

PRELIEVO IN QUOTA (Volo Ryanair Pisa-Creta – Agosto 2012)

Un nostro valente e determinato collaboratore, che qui ringraziamo e con il quale ci congratuliamo per il coraggio e la determinazione, ha prelevato un campione di polvere da bordo di un velivolo Ryanair (volo Pisa-Creta). Dalle analisi, eseguite da un laboratorio di nostra fiducia che, per motivi di sicurezza ed incolumità personale, vuole mantenere l’anonimato, risultano positivi tre elementi specifici. Gli elementi presenti nel campione analizzato sono:

BARIOALLUMINIOCADMIO.

Si tenga presente che l’aria immessa nella cabina di pilotaggio nonché nella zona passeggeri, viene prelevata dalla conchiglia dei motori e cioè essa viene catturata dall’esterno. I risultati delle analisi dimostrano, in modo inequivocabile, che l’atmosfera a quota di crociera è contaminata perlomeno dai tre metalli pesanti ritrovati nel campione di polvere, raccolto da una insenatura delle pareti interne del Jet Ryanair. Questi tre elementi non dovrebbero essere assolutamente presenti nella cabina pressurizzata di un volo commerciale!

Nel documento che vi mostriamo, sono state occultate le generalità del committente e quelle del laboratorio di analisi, per i motivi sopra chiariti. Il foglio con i risultati che di seguito vi mostriamo è nelle mani del nostro contatto che ha fatto da tramite con i tecnici del laboratorio.

Qui il documento in formato PDF. 

SULLE ANALISI

Per monitorare i gas e quello che è contenuto nell’aria, servirebbe uno strumento apposito: lo spettrometro di fumi, che cattura questi gas e ne esegue un’analisi, però, essendo all’interno di un aereo, questo non è possibile, allora… come si può risolvere questo problema? Certo… consideriamo che non è la procedura migliore, ma noi, con i nostri limiti economici, ci dobbiamo destreggiare.

Il pulviscolo tende a cadere e quindi a depositarsi sulle superfici solide. Raccogliamo allora questo pulviscolo con un materiale idoneo… un tampone… dell’ovatta. Il pulviscolo, però, non si può analizzare direttamente, poiché deve essere sospeso in un liquido che, in questo caso, è acqua distillata sterile. A questo punto diventa un’acqua reflua. Il risultato di questa soluzione viene quindi analizzato, rilevando quanto si trova in sospensione. Qui è perciò evidente che nel documento siano indicati i mg/litro e non mg/kg. Non potrebbe essere altrimenti!

In sospensione sono stati quindi trovati alluminiobario cadmio. La questione è che in quota non ci devono essere questi metalli. Certo è che non si trova dell’altro… ad esempio il silicio, proprio perché siamo a bordo di un aereo, a novemila metri! E’ un’analisi qualitativa e non quantitativa.

Il risultato che abbiamo ottenuto è di notevole importanza, in quanto dimostra che, ad oggi, sonodiffusi in quota (anche dagli aerei di linea (si veda, ad esempio, l’additivo Stadis 450) per lo meno gli elementi che abbiamo trovato nella polvere depositata sul volo Ryanair. Se avessimo voluto falsificare il documento, ci avremmo inserito altri elementi e composti! Ad esempio, il diossido di titanio, il ferro etc.

Dobbiamo anche tenere conto che l’aver reperito solo questi tre elementi – alluminiobario cadmio – non significa che nella nostra atmosfera non se ne rintraccino altri. Semplicemente sono gli unici che sono passati attraverso i filtri EPA del sistema di condizionamento dell’aereo e ciò significa che essi sono di dimensioni nanoscopiche! Dell’ordine di pm1 e pm2! Questo è molto grave!

 

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Cibo industriale, tutti i segreti svelati – parte 1

Come mangiare sano difendendosi dai colpi bassi delle
multinazionali alimentari in 3 semplici passi che puoi
iniziare ad attuare subito
Se potessi riassumere come mangiare sano in 3 passi, ecco
quali sarebbero:
1. Abbandonare vecchi schemi e convinzioni
2. Iniziare a leggere le etichette dei diversi alimenti3. Scoprire nuovi gusti e nuovi sapori
1 Abbandonare vecchi schemi e convinzioni
Il cibo industriale ha fatto la sua comparsa agli inizi del 1900. In principio non fu accolto
molto bene dalle persone che ritenevano non naturale e non sano un alimento che si
conservava per settimane quando lo stesso alimento preparato da loro si conservava solo
pochi giorni!
Con il tempo e grazie alla martellante pubblicità, i prodotti industriali sono diventati
qualcosa di ritenuto normale, sono entrati a far parte della nostra cultura e, spesso, ci
ritroviamo a mangiare composti completamente insalubri senza nemmeno porci il
problema, in quanto quegli alimenti ci appaiono del tutto normali.
Certo questo non vale per tutti gli alimenti, se stai leggendo queste righe molto
probabilmente sei una di quelle persone che già pongono un po’ più di attenzione al cibo e
non danno tutto per scontato…
Nella maggioranza dei casi però anche le persone come te hanno in casa e mangiano
ogni giorno alimenti abominevoli senza nemmeno saperlo…
Ti stupirai seguendo questo corso di quante cose vengono tenute nascoste, di quanti
alimenti e abitudini nascondano delle vere e proprie insidie per la salute. Insidie che
nessuno sottolinea e mette in evidenza, troppi interessi girano dietro al mondo
dell’alimentazione e, si sa, il denaro ha grandi poteri!
Quindi come punto iniziale ti invito ad abbandonare le tue convinzioni, le tue abitudini per
metterti così nella condizione migliore per assimilare nuove informazioni, migliorare la tua
salute e smettere di farti ingannare giorno per giorno!
2 Iniziare a leggere le etichette dei diversi alimenti
Ovviamente per poter difenderci dal cibo industriale e mangiare sano dobbiamo conoscere
“il nemico” e uno dei modi più semplici e alla portata di tutti è quello di leggere le etichette:
sembra scontato, ma ci sono un sacco di persone che acquistano di tutto senza mai
leggere nulla dell’etichetta tranne le grandi scritte pubblicitarie poste sul davanti della
confezione.È importante acquisire subito la consapevolezza che tutte le scritte stampate in grande
sulle confezioni hanno solo ed esclusivamente uno scopo pubblicitario. Le scritte
che ci interessano a noi sono quelle scritte in piccolo, nascoste: quelle che il produttore è
costretto a mettere ma che ci tiene a non farci leggere!
In particolare a noi interessa la lista degli ingredienti.
Un piccolo consiglio: se hai problemi di vista procurati una piccola lente di ingrandimento,
altrimenti il compito di leggere la lista degli ingredienti potrebbe risultare troppo arduo ( e
questo i produttori lo sanno…).
Leggere l’etichetta è importante, ma per farlo in modo efficace è necessario riuscire a
riconoscere i diversi ingredienti per poterli valutare meglio.
Gli ingredienti utilizzati sono davvero molti, alcuni innocui, molti nocivi, ti fornirò più
informazioni possibili al riguardo! ( se vuoi accedere subito a tutte le informazioni sugli
ingredienti, anche quelle più nascoste, visita http://ebookdautore.it/inganno-nel-cibo).
Intanto voglio dirti subito una cosa importante che non tutti sanno:
la lista degli ingredienti non è elencata a caso, e nemmeno in ordine alfabetico. Gli
ingredienti vengono elencati in “ordine di presenza”, il primo ingrediente in lista è quello
maggiormente presente nell’alimento, poi via via fino all’ultimo ingrediente in lista che è
quello presente in quantità minore.
Sulla base di questo puoi confrontare diversi prodotti e capire per esempio quale dei due
contiene meno zucchero, semplicemente valutando la posizione dell’ingrediente
“zucchero” nella lista. ( Attenzione però, questo sistema è valido con prodotti molto simili
tra loro come ad esempio due panettoni della stessa grandezza…)
I principali ingredienti da cui devi difenderti sono gli additivi chimici ( ne parleremo più
approfonditamente nella prossima lezione), per ora sappi che esistono alimenti che
addirittura sono prodotti solo ed esclusivamente grazie all’uso di additivi chimici, è il caso
di una famosa marca di mentine che ha come ingredienti:
Sorbitolo, sucralosio, aspartame, acesulfame k, aromi ( di cui parleremo nelle prossime
lezioni), E470b, E133.
In pratica in quella mentina non c’è nessun alimento vero e proprio ma solo chimica e tral’altro della peggior specie!
Non tutti i prodotti però hanno l’etichetta: i prodotti “da banco” spesso ne sono privi, puoi
conoscerne però lo stesso gli ingredienti consultando quel piccolo libro che tutti i
negozianti sono obbligati ad esporre vicino al banco. Si tratta solitamente di un
raccoglitore ad anelle o di un gruppo di fogli appesi vicino al banco: per legge il negoziante
è obbligato a rendere chiari e consultabili tutti gli ingredienti contenuti negli alimenti
distribuiti a banco privi di etichetta.
Non devi vergognarti a consultare quella lista, è lì apposta e ne va della tua salute!
Potrai scoprire per esempio che esistono diversi tipi di prosciutti con diversi ingredienti, in
particolare scoprirai che in molti è presente come conservante il dannoso nitrato di
potassio e altri invece ne sono privi. Inutile dire che i prosciutti privi di questi dannosi
additivi sono più salutari e di qualità migliore: dal momento che si conservano senza aiuti
chimici è evidente che si tratta di carne di alta qualità!
Approfitto dal momento che stiamo parlando di carne per approfondire un poco
l’argomento.
Non voglio addentrarmi su un discorso di vegetarianesimo o fare discorsi etici, so
benissimo che per molte persone la carne è un piatto apparentemente insostituibile.
Voglio però parlarti della qualità della carne che mangi, perché questo è davvero
importante! Personalmente non mangio carne in quanto credo sia la scelta più salutare
che puoi fare, soprattutto alla luce di quanto sto per dirti.
La carne che acquisti al supermercato non è carne!
La possiamo definire come un agglomerato di sostanze biologiche misto a tossine di vario
tipo e farmaci vari! Questo perché la carne che possiamo acquistare la supermercato
proviene da allevamenti intensivi che hanno il solo scopo di produrre sempre di più per
guadagnare sempre di più, non gli interessa certo la salute dei consumatori come certe
pubblicità vogliono farci credere!
Gli animali destinati alla macellazione vengono allevati in modo disumano, vengono
sottoposti ad alimentazione forzata, e viene dato loro qualunque cosa li possa far
ingrassare velocemente: un pollo in questi allevamenti diventa pronto per essere
macellato dopo 1-2 mesi, un pollo ruspante allevato in modo naturale impiega almeno 6mesi.
I polli vengono sottoposti a continua luce artificiale, eliminando la notte essi dormono
meno e quindi hanno più tempo per mangiare e crescere velocemente!
Gli allevamenti intensivi sono caratterizzati da continue malattie dovute all’alta
concentrazione di animali per metro quadro. Queste malattie vengono curate con continue
cure di antibiotici, questo vale sia per la carne bianca che per quella rossa! Gli antibiotici
lasciano sempre una traccia nella carne che poi noi ci portiamo nel piatto!
Concludendo il discorso sulla carne quello che è importante ricordare è
• La carne che trovi al supermercato è piena di tossine e farmaci
• Il sistema di allevamento è teso a far crescere gli animali in pochissimo tempo,
questo ne rende la carne davvero poco nutriente e altamente insalubre, oltre a
mettere gli animali allevati in condizioni davvero inumane!
3 Scoprire nuovi gusti e nuovi sapori
Tante sono le cose che l’industria alimentare ti tiene nascosto, alcune la maggioranza
delle persone nemmeno se le immagina…
Per questo se vuoi davvero mangiare sano allora dovrai scoprire nuovi gusti e nuovi
sapori!
Per mangiare davvero sano, rimanere in salute, e guarire anche dalle malattie, è
necessario che inizi a cambiare anche il tuo modo di cucinare, che inizi a sostituire le tue
ricette, ( che magari ti sono state passate da tua madre o tua nonna), con nuove ricette,
ricette con ingredienti sani, energetici, vivi! (Per scoprire subito le ricette sane per un mese
visita http://ebookdautore.it/inganno-nel-cibo).
Il primo passo quindi è imparare a scegliere al meglio nella giungla delle offerte
dell’alimentazione industriale, il passo successivo è quello di imparare a scegliere gli
ingredienti che utilizzi ogni giorno in cucina: esistono ingredienti che a prescindere dalla
loro qualità sono comunque nocivi e sarebbero da evitare il più possibile, come la carne e ilatticini!
Ironia della sorte molti degli ingredienti più nocivi sono quelli più utilizzati dalla
maggioranza delle persone!
Cambiare il proprio modo di cucinare può apparire per molti un grosso scoglio, tendiamo
ad attaccarci alla vecchie abitudini e siamo restii al cambiamento, ma come ti dicevo
prepararsi ad abbandonare le abitudini è il primo passo per cominciare davvero a
mangiare sano!
4 Tiriamo le somme
Per iniziare a mangiare sano hai bisogno di:
➔ Liberarti dalle tue abitudini e credenze
➔ Iniziare a leggere le etichette degli alimenti
➔ Cominciare a modificare il tuo modo di cucinare
Per fare tutto ciò c’è bisogno essenzialmente di due cose:
✔ La tua volontà
✔ Informazioni
La prima la puoi mettere solo tu, la seconda è qualcosa di davvero prezioso che, nel
mondo di oggi, l’era dell’informazione, viene sempre più dispersa in mezzo a un sacco di
contenuti inutili e travianti: nell’era dell’informazione spesso chi ha più potere controlla le
informazioni nascondendo, mistificando e ridicolizzando tutto ciò che potrebbe dargli
fastidio e ridurre il suo potere.
Per questo le informazioni vere sono qualcosa di raro, qualcosa che non lo si può trovare
in televisione o sui giornali (tranne alcuni rari casi), troppi interessi sono in ballo, le
televisioni, i giornali si reggono sulla pubblicità, riportare informazioni che danneggiano gli
inserzionisti pubblicitari (spesso industrie alimentari) è chiaramente qualcosa che vieneevitato il più possibile per ovvi rapporti economici.
In questo mare di informazioni quindi nascoste, mistificate, edulcorate si nascondono le
informazioni pericolose per le multinazionali e utilissime per la nostra salute!
Con queste 5 lezioni ho intenzione di fornirti un poco di queste informazioni così importanti
per la tua salute: quello che vorrei che tu capissi bene è che c’è sempre qualcosa che
ancora non sai, c’è sempre un altro modo attraverso il quale le industrie alimentari e le
multinazionali in genere ti ingannano senza che tu te ne accorga…ù
La salute è forse il business più grande al mondo: c’è che contribuisce vendendo prodotti
scadenti a creare il problema (guadagnando tra l’altro cifre stratosferiche), a creare più
malati e chi contribuisce a curare questi malati nel tempo ( le industrie farmaceutiche..).
Infatti le industrie farmaceutiche non hanno come unico scopo quello di curare le persone,
ma quello di curarle nel tempo questo significa che il loro obbiettivo non è quello di farti
stare bene, in piena salute, autonomo al 100% ma quello di farti campare grazie alle loro
cure, grazie a pastiglie da prendere ogni giorno per tutta la vita: questi sono i più grandi
business del mondo!
Ma la bella notizia è che puoi liberarti, puoi smettere di farti prendere in giro e farti
sfruttare, puoi scegliere di sapere, puoi scegliere di agire in piena responsabilità senza
farti ingannare ogni giorno.
Puoi scegliere di vivere in piena salute!

 

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