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Come ricavare prodotti da uno scarto come la cenere.

16 Gen
 16 gennaio 2012

C’è chi come me usa il caminetto o la stufa a legna tutto l’inverno, c’è chi lo fa solo sotto le feste, perché si sa il fuoco in casa crea quella magica atmosfera. Resta il fatto che dopo resta il focolare da pulire e la cenere da sistemare. Ma dove si butta la cenere?

Partiamo dalla base, la cenere ovvero i resti della combustione della legna è un ricchissimo concentrato di sali minerali, infatti mentre il carbonio è bruciato, il residuo d’acqua evaporato, l’azoto (aria) volata via, tutti gli altri minerali che durante il suo ciclo vitale sono stati accumulati dalla pianta si ritrovano nella fine polvere che resta sul fondo del camino. Buttarli via è un terribile spreco, così ho un paio di proposte su come investire questo patrimonio minerale.


Concimare il prato

L’utilizzo più semplice che potete prevedere per la cenere è concimare il vostro orto o il giardino, ammesso di averne uno. Mia moglie non credeva che la cenere potesse essere un così forte concimante, così lo scorso inverno ho fatto un esperimento nel nostro prato: ha depositato la cenere facendo un disegno sul terreno, come se fosse uno scarabocchio grigio disegnato sull’erba bassa dell’inverno. La scorsa primavera, il disegno grigio si è tramutato in verde, molto prima e molto più verde dell’erba circostante. Quest’anno ci siamo concentrati sulle nostre piante, a partire dalla siepe all’azalea (foto sopra) e non solo. Noi non abbiamo l’orto, ma l’idea va bene anche per gli ortaggi, dovete solo ricordare che la cenere è ricca di potassio, ma completamente priva di azoto e dovete aggiungerlo per ottenere risultati.

Prima di iniziare

La lisciva: detersivo dalla cenere 

Se avete più spirito di avventura e il desiderio di provare a fare qualcosa con le vostre mani, tenetevi libero un sabato o una domenica, mettetevi una tuta di quelle andanti e date una buona dose di camomilla a vostra moglie che appena capirà cosa avete intenzione di fare avrà sicuramente qualcosa da ridire. Previa cottura, la cenere filtrata può essere utilizzata per ottenere un ottimo detersivo non schiumoso che può essere utilizzato come additivo alla lavatrice oppure diluito in acqua per il lavaggio dei pavimenti.

Al termine del setaccio

La prima cosa che dovete fare è passare la cenere al setaccio, io mi sono munito di scampoli di reti di plastica con passi differenti. In una prima passata ho rimosso tutta la parte grossa, che sono praticamente i residui incombusti, li ho messi in un secchio e ributtati nel camino la mattina successiva. Lo scarto della seconda passata l’ho buttato nuovamente in giardino, mentre solo la parte più fine, quella che è praticamente impalpabile è stata destinata alla produzione del detersivo. L’operazione è piuttosto lunga e non particolarmente eccitante, vi consiglio vivamente di farla all’aperto se non volete conciare la casa da buttare via. Avevo pensato di utilizzare l’aspira-cenere applicando sul tubo le reti da usare come filtri, ma alla fine ho visto che era molto più pratico fissare le reti sopra il secchio e buttarci sopra la cenere da separare; proprio come si fa con la sabbia in spiaggia con i bambini. Se la vostra cenere arriva da una stufa a pellets, allora l’operazione sarà velocissima.

Durante la cottura

Quando siete pronti andate in cucina. Se avete un fornello da campo o uno di quelli per esterni, usate quello e restate fuori in giardino. La vostra vita coniugale ne trarrà beneficio. Prendete una pentola, non di alluminio, e metteteci dentro 5 parti di acqua per ogni parte di cenere in volume. Se non sapete come fare prendete un bicchiere riempitelo di cenere e poi aggiungete 5 bicchieri di acqua, se la pentola non è ancora piena ripetete la procedura: 1 di cenere e 5 d’acqua, fino a quando la pentola è quasi piena. Mettete sul fornello e dopo che la miscela avrà raggiunto l’ebollizione, lasciate cuocere a fuoco lentissimo per altre 2 ore. Il motivo per cui sono da evitare le pentole di alluminio è la reazione che si viene a creare con la soda caustica che andrete a produrre durante la cottura. Per una dimostrazione di quello che succede mettendo alluminio e soda caustica guardate questo video.

Il prodotto finito

Al termine della cottura lasciate raffreddare senza agitare, in modo che sul fondo della pentola si posi uno spesso strato di deposito. Quando sarà freddo prendete uno straccio stendetelo sopra ad un imbuto e con un mestolo travasate la parte liquida del composto (il surnatante per usare il termine tecnico corretto). Finito di estrarre la parte liquida dalla pentola, sciacquate lo straccio dai residui di cenere piegatelo in due e ripetete la procedura rifiltrando. Continuate così, piegando ogni volta in un’altra metà lo straccio, fino a quando il liquido non presenta alcuna polvere all’interno. E questo sarà il vostro detersivo.

A seconda di quanto avete cotto la cenere, il liquido che ottenete sarà più o meno basico (l’opposto di acido). Io ho portato un campione in laboratorio dove ne abbiamo misurato il pH risultando 11.5 che su una scala da 7 (neutro) a 14 (completamente basico) è piuttosto elevato. Se guardate sulla pagina di wikipedia dove spiega il pH vedrete che per la lisciva il valore di riferimento è 13.5, che significa che avrei dovuto lasciar cuocere ancora qualche momento.

Ho provato il detersivo per pulire i pavimenti e non è male, però non credo che l’impegno di tutta la giornata, valga economicamente la pena. E’ una bell’idea per fare qualcosa con i propri figli che sicuramente si divertiranno a fare gli spazzacamini con la faccia tutta nera.

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Pubblicato da su gennaio 16, 2012 in Fai da te

 

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