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Archivio mensile:giugno 2012

Paraguay: Il secondo colpo di stato di Obama in America Latina

di: Shamus Cooke – 25 giugno 2012

Il recente golpe contro il presidente democraticamente eletto del Paraguay non è solo un colpo alla democrazia, ma un attacco contro la popolazione lavoratrice e i poveri che hanno sostenuto e portato alla vittoria il presidente Fernando Lugo, che essi vedono come un baluardo contro l’elite benestante che ha già dominato il paese per decenni.

I media mainstream e i politici statunitensi non stanno definendo gli eventi in Paraguay come un colpo di stato, dal momento che il presidente è stato “legalmente messo sotto accusa” dal Congresso del Paraguay dominato dall’elitè. Ma, come spiega l’economista Mark Weisbrot sul Guardian:

“Il Congresso del Paraguay sta cercando di spodestare il Presidente Fernando Lugo per mezzo di un procedimento di impeachment, per il quale gli sono state date meno di 24 ore per prepararsi e solo due ore per presentare una difesa.

Sembra che la decisione di condannarlo sia già stata scritta … La causa principale per metterlo sotto accusa è stato uno scontro armato tra i contadini che lottano per il diritto alla terra e i poliziotti … Ma questo scontro violento è stato solo un pretesto, in quanto è chiaro che il Presidente non aveva alcuna responsabilità per quanto accaduto. Né gli oppositori di Lugo hanno presentato alcuna prova per le loro accuse nel “processo” di oggi. Il Presidente Lugo ha proposto un’inchiesta sulla vicenda, l’opposizione non era interessata, preferendo i loro procedimenti giudiziari truccati “.

Qual è stata la vera ragione della destra del Senato del Paraguay di voler espellere il loro Presidente democraticamente eletto? Un altro articolo dal Guardian chiarisce questo punto:

“Il Presidente è stato anche messo sotto processo per altre quattro accuse: di aver impropriamente permesso ai partiti di sinistra, nel 2009, di tenere una riunione politica in una base militare, che permise a circa 3.000 abusivi [contadini senza terra] di invadere illegalmente una grande azienda brasiliana di semi di soia; che il suo governo non è riuscito a catturare i membri del gruppo guerrigliero [di sinistra] dell’Esercito Popolare del Paraguay … e di aver firmato un protocollo internazionale [di sinistra] senza correttamente presentare la proposta al Congresso per l’approvazione. “

L’articolo aggiunge che gli ex alleati politici del Presidente erano “… sconvolti dopo che il Presidente aveva consegnato la maggioranza delle cariche ministeriali agli alleati di sinistra e la minoranza ai moderati … La spaccatura politica era diventata nettamente chiara quando Lugo aveva pubblicamente riconosciuto che avrebbe sostenuto i candidati della sinistra alle elezioni future “.

E ‘ovvio che i veri crimini del Presidente sono stati quelli di essersi alleato più strettamente con la sinistra del Paraguay, che in realtà significa con le masse lavoratrici e povere del paese, le quali, come in altri paesi latino-americani, scelgono il socialismo come forma di espressione politica.

Anche se l’ elite del Paraguay ha perso il controllo della presidenza con l’elezione di Lugo, essi hanno usato la loro morsa sul Senato per rovesciare le conquiste fatte dai poveri del Paraguay. Questo è simile alla situazione in Egitto: quando il vecchio regime della ricca élite ha perso il suo Presidente / dittatore, hanno usato il loro controllo della magistratura nel tentativo di rovesciare le conquiste della rivoluzione.

E ‘giusto incolpare l’amministrazione Obama per il recente colpo di Stato in Paraguay? Sì, ma serve una lezione introduttiva sulle relazioni Stati Uniti – Paesi Latino Americani per  capire il perché. La destra del Paraguay – una piccola ricca elite  – ha rapporti di vecchia data con gli Usa, che per decenni hanno sostenuto dittature nel paese – uno schema comune in molti paesi dell’America Latina.

Gli Stati Uniti promuovono gli interessi dei ricchi di questi paesi per lo più poveri e, a loro volta, questa elite al potere resta obbediente alla politica estera pro-aziendale degli Stati Uniti (Le vene aperte dell’America Latina è un ottimo libro che narra questa storia).

L’elite del Paraguay non è in grado di agire in modo coraggioso senza aver prima consultato gli Stati Uniti, poiché i paesi confinanti sono estremamente ostili ad un tale comportamento, in quanto temono un colpo di stato sostenuto dagli Usa nei loro paesi.

L’elite paraguaiana ha solo i militari per il supporto interno, che per decenni sono stati finanziati e addestrati dagli Stati Uniti. Il Presidente Lugo non ha troncato in toto i legami dei militari del suo paese con gli Usa. Infatti, secondo Wikipedia, “Il Dipartimento della Difesa USA (DOD) fornisce assistenza tecnica e formazione per aiutare a modernizzare e professionalizzare i militari [ del Paraguay]  …”

In breve, non è lontanamente possibile per l’elite del Paraguay agire senza garanzie dagli Stati Uniti di continuare a fornirgli il loro sostegno politico e finanziario; questa élite necessita ora di un flusso costante di armi e carri armati per difendersi dai poveri del Paese .

I paesi latino-americani che circondano il Paraguay hanno denunciato gli avvenimenti mentre si svolgevano e compiuto una visita di emergenza nel paese col tentativo di fermarli. Quale è stata la risposta dell’amministrazione Obama? Business Week spiega:

“Mentre il Senato del Paraguay conduceva il processo di imputazione, il Dipartimento di Stato ha fatto sapere di star monitorando la situazione da vicino”.

“Siamo consapevoli che il Senato del Paraguay ha votato per mettere sotto accusa il Presidente Lugo”, ha detto Darla Jordan, portavoce dell’ Ufficio degli Affari dell’Emisfero Occidentale del Dipartimento di Stato americano…

“Esortiamo tutti i paraguaiani ad agire pacificamente, con calma e con responsabilità, nello spirito dei principi democratici del Paraguay “.

Obama avrebbe potuto anche dire: “Noi sosteniamo il colpo di stato della destra contro il Presidente eletto del Paraguay.” Guardare avvenire un crimine contro la democrazia  – anche se “osservato da vicino” – e non riuscire a denunciarlo, rende complici di quanto accaduto. Le parole del Dipartimento di Stato, scelte con cura, hanno lo scopo di dare implicito supporto al nuovo regime illegale in Paraguay.

Obama ha agito come ha fatto perché Lugo si è spostato a sinistra, lontano dagli interessi corporativi e verso i poveri del Paraguay. Lugo si era anche schierato più strettamente con i governi regionali che avevano lavorato a favore dell’indipendenza economica dagli Stati Uniti. Forse, la cosa più importante è stata che, nel 2009, il presidente Lugo aveva vietato la costruzione, già programmata, di una base militare statunitense in Paraguay.

Quale è stata la risposta dei lavoratori e della povera gente del Paraguay per la loro nuova dittatura? Si sono ammassati al di fuori del Congresso e sono stati attaccati dalla polizia antisommossa con gli idranti. E’ improbabile che resteranno con le mani in mano durante questo episodio, dato che il presidente Lugo aveva fatto aumentare le loro speranze di avere una esistenza più umana.

Il presidente Lugo ha sfortunatamente dato ai suoi avversari un vantaggio accettando le sentenze che egli stesso ha definito un colpo di stato, lasciando di essere sostituito da un Presidente nominato dal Senato. Ma i lavoratori e i poveri del Paraguay agiranno con più audacia, in linea con i movimenti sociali in America Latina, che hanno assestato colpi pesanti contro il potere dell’ elite benestante.

Le subdole azioni del presidente Obama nei confronti del Paraguay ribadiscono da quale parte  del divario della ricchezza si trovi. Il suo primo colpo di stato in Honduras ha suscitato l’indignazione di tutto l’emisfero, questo confermerà ai latinoamericani che né ai repubblicani né ai democratici importa nulla della democrazia.

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Cibo industriale, tutti i segreti svelati – parte 1

Come mangiare sano difendendosi dai colpi bassi delle
multinazionali alimentari in 3 semplici passi che puoi
iniziare ad attuare subito
Se potessi riassumere come mangiare sano in 3 passi, ecco
quali sarebbero:
1. Abbandonare vecchi schemi e convinzioni
2. Iniziare a leggere le etichette dei diversi alimenti3. Scoprire nuovi gusti e nuovi sapori
1 Abbandonare vecchi schemi e convinzioni
Il cibo industriale ha fatto la sua comparsa agli inizi del 1900. In principio non fu accolto
molto bene dalle persone che ritenevano non naturale e non sano un alimento che si
conservava per settimane quando lo stesso alimento preparato da loro si conservava solo
pochi giorni!
Con il tempo e grazie alla martellante pubblicità, i prodotti industriali sono diventati
qualcosa di ritenuto normale, sono entrati a far parte della nostra cultura e, spesso, ci
ritroviamo a mangiare composti completamente insalubri senza nemmeno porci il
problema, in quanto quegli alimenti ci appaiono del tutto normali.
Certo questo non vale per tutti gli alimenti, se stai leggendo queste righe molto
probabilmente sei una di quelle persone che già pongono un po’ più di attenzione al cibo e
non danno tutto per scontato…
Nella maggioranza dei casi però anche le persone come te hanno in casa e mangiano
ogni giorno alimenti abominevoli senza nemmeno saperlo…
Ti stupirai seguendo questo corso di quante cose vengono tenute nascoste, di quanti
alimenti e abitudini nascondano delle vere e proprie insidie per la salute. Insidie che
nessuno sottolinea e mette in evidenza, troppi interessi girano dietro al mondo
dell’alimentazione e, si sa, il denaro ha grandi poteri!
Quindi come punto iniziale ti invito ad abbandonare le tue convinzioni, le tue abitudini per
metterti così nella condizione migliore per assimilare nuove informazioni, migliorare la tua
salute e smettere di farti ingannare giorno per giorno!
2 Iniziare a leggere le etichette dei diversi alimenti
Ovviamente per poter difenderci dal cibo industriale e mangiare sano dobbiamo conoscere
“il nemico” e uno dei modi più semplici e alla portata di tutti è quello di leggere le etichette:
sembra scontato, ma ci sono un sacco di persone che acquistano di tutto senza mai
leggere nulla dell’etichetta tranne le grandi scritte pubblicitarie poste sul davanti della
confezione.È importante acquisire subito la consapevolezza che tutte le scritte stampate in grande
sulle confezioni hanno solo ed esclusivamente uno scopo pubblicitario. Le scritte
che ci interessano a noi sono quelle scritte in piccolo, nascoste: quelle che il produttore è
costretto a mettere ma che ci tiene a non farci leggere!
In particolare a noi interessa la lista degli ingredienti.
Un piccolo consiglio: se hai problemi di vista procurati una piccola lente di ingrandimento,
altrimenti il compito di leggere la lista degli ingredienti potrebbe risultare troppo arduo ( e
questo i produttori lo sanno…).
Leggere l’etichetta è importante, ma per farlo in modo efficace è necessario riuscire a
riconoscere i diversi ingredienti per poterli valutare meglio.
Gli ingredienti utilizzati sono davvero molti, alcuni innocui, molti nocivi, ti fornirò più
informazioni possibili al riguardo! ( se vuoi accedere subito a tutte le informazioni sugli
ingredienti, anche quelle più nascoste, visita http://ebookdautore.it/inganno-nel-cibo).
Intanto voglio dirti subito una cosa importante che non tutti sanno:
la lista degli ingredienti non è elencata a caso, e nemmeno in ordine alfabetico. Gli
ingredienti vengono elencati in “ordine di presenza”, il primo ingrediente in lista è quello
maggiormente presente nell’alimento, poi via via fino all’ultimo ingrediente in lista che è
quello presente in quantità minore.
Sulla base di questo puoi confrontare diversi prodotti e capire per esempio quale dei due
contiene meno zucchero, semplicemente valutando la posizione dell’ingrediente
“zucchero” nella lista. ( Attenzione però, questo sistema è valido con prodotti molto simili
tra loro come ad esempio due panettoni della stessa grandezza…)
I principali ingredienti da cui devi difenderti sono gli additivi chimici ( ne parleremo più
approfonditamente nella prossima lezione), per ora sappi che esistono alimenti che
addirittura sono prodotti solo ed esclusivamente grazie all’uso di additivi chimici, è il caso
di una famosa marca di mentine che ha come ingredienti:
Sorbitolo, sucralosio, aspartame, acesulfame k, aromi ( di cui parleremo nelle prossime
lezioni), E470b, E133.
In pratica in quella mentina non c’è nessun alimento vero e proprio ma solo chimica e tral’altro della peggior specie!
Non tutti i prodotti però hanno l’etichetta: i prodotti “da banco” spesso ne sono privi, puoi
conoscerne però lo stesso gli ingredienti consultando quel piccolo libro che tutti i
negozianti sono obbligati ad esporre vicino al banco. Si tratta solitamente di un
raccoglitore ad anelle o di un gruppo di fogli appesi vicino al banco: per legge il negoziante
è obbligato a rendere chiari e consultabili tutti gli ingredienti contenuti negli alimenti
distribuiti a banco privi di etichetta.
Non devi vergognarti a consultare quella lista, è lì apposta e ne va della tua salute!
Potrai scoprire per esempio che esistono diversi tipi di prosciutti con diversi ingredienti, in
particolare scoprirai che in molti è presente come conservante il dannoso nitrato di
potassio e altri invece ne sono privi. Inutile dire che i prosciutti privi di questi dannosi
additivi sono più salutari e di qualità migliore: dal momento che si conservano senza aiuti
chimici è evidente che si tratta di carne di alta qualità!
Approfitto dal momento che stiamo parlando di carne per approfondire un poco
l’argomento.
Non voglio addentrarmi su un discorso di vegetarianesimo o fare discorsi etici, so
benissimo che per molte persone la carne è un piatto apparentemente insostituibile.
Voglio però parlarti della qualità della carne che mangi, perché questo è davvero
importante! Personalmente non mangio carne in quanto credo sia la scelta più salutare
che puoi fare, soprattutto alla luce di quanto sto per dirti.
La carne che acquisti al supermercato non è carne!
La possiamo definire come un agglomerato di sostanze biologiche misto a tossine di vario
tipo e farmaci vari! Questo perché la carne che possiamo acquistare la supermercato
proviene da allevamenti intensivi che hanno il solo scopo di produrre sempre di più per
guadagnare sempre di più, non gli interessa certo la salute dei consumatori come certe
pubblicità vogliono farci credere!
Gli animali destinati alla macellazione vengono allevati in modo disumano, vengono
sottoposti ad alimentazione forzata, e viene dato loro qualunque cosa li possa far
ingrassare velocemente: un pollo in questi allevamenti diventa pronto per essere
macellato dopo 1-2 mesi, un pollo ruspante allevato in modo naturale impiega almeno 6mesi.
I polli vengono sottoposti a continua luce artificiale, eliminando la notte essi dormono
meno e quindi hanno più tempo per mangiare e crescere velocemente!
Gli allevamenti intensivi sono caratterizzati da continue malattie dovute all’alta
concentrazione di animali per metro quadro. Queste malattie vengono curate con continue
cure di antibiotici, questo vale sia per la carne bianca che per quella rossa! Gli antibiotici
lasciano sempre una traccia nella carne che poi noi ci portiamo nel piatto!
Concludendo il discorso sulla carne quello che è importante ricordare è
• La carne che trovi al supermercato è piena di tossine e farmaci
• Il sistema di allevamento è teso a far crescere gli animali in pochissimo tempo,
questo ne rende la carne davvero poco nutriente e altamente insalubre, oltre a
mettere gli animali allevati in condizioni davvero inumane!
3 Scoprire nuovi gusti e nuovi sapori
Tante sono le cose che l’industria alimentare ti tiene nascosto, alcune la maggioranza
delle persone nemmeno se le immagina…
Per questo se vuoi davvero mangiare sano allora dovrai scoprire nuovi gusti e nuovi
sapori!
Per mangiare davvero sano, rimanere in salute, e guarire anche dalle malattie, è
necessario che inizi a cambiare anche il tuo modo di cucinare, che inizi a sostituire le tue
ricette, ( che magari ti sono state passate da tua madre o tua nonna), con nuove ricette,
ricette con ingredienti sani, energetici, vivi! (Per scoprire subito le ricette sane per un mese
visita http://ebookdautore.it/inganno-nel-cibo).
Il primo passo quindi è imparare a scegliere al meglio nella giungla delle offerte
dell’alimentazione industriale, il passo successivo è quello di imparare a scegliere gli
ingredienti che utilizzi ogni giorno in cucina: esistono ingredienti che a prescindere dalla
loro qualità sono comunque nocivi e sarebbero da evitare il più possibile, come la carne e ilatticini!
Ironia della sorte molti degli ingredienti più nocivi sono quelli più utilizzati dalla
maggioranza delle persone!
Cambiare il proprio modo di cucinare può apparire per molti un grosso scoglio, tendiamo
ad attaccarci alla vecchie abitudini e siamo restii al cambiamento, ma come ti dicevo
prepararsi ad abbandonare le abitudini è il primo passo per cominciare davvero a
mangiare sano!
4 Tiriamo le somme
Per iniziare a mangiare sano hai bisogno di:
➔ Liberarti dalle tue abitudini e credenze
➔ Iniziare a leggere le etichette degli alimenti
➔ Cominciare a modificare il tuo modo di cucinare
Per fare tutto ciò c’è bisogno essenzialmente di due cose:
✔ La tua volontà
✔ Informazioni
La prima la puoi mettere solo tu, la seconda è qualcosa di davvero prezioso che, nel
mondo di oggi, l’era dell’informazione, viene sempre più dispersa in mezzo a un sacco di
contenuti inutili e travianti: nell’era dell’informazione spesso chi ha più potere controlla le
informazioni nascondendo, mistificando e ridicolizzando tutto ciò che potrebbe dargli
fastidio e ridurre il suo potere.
Per questo le informazioni vere sono qualcosa di raro, qualcosa che non lo si può trovare
in televisione o sui giornali (tranne alcuni rari casi), troppi interessi sono in ballo, le
televisioni, i giornali si reggono sulla pubblicità, riportare informazioni che danneggiano gli
inserzionisti pubblicitari (spesso industrie alimentari) è chiaramente qualcosa che vieneevitato il più possibile per ovvi rapporti economici.
In questo mare di informazioni quindi nascoste, mistificate, edulcorate si nascondono le
informazioni pericolose per le multinazionali e utilissime per la nostra salute!
Con queste 5 lezioni ho intenzione di fornirti un poco di queste informazioni così importanti
per la tua salute: quello che vorrei che tu capissi bene è che c’è sempre qualcosa che
ancora non sai, c’è sempre un altro modo attraverso il quale le industrie alimentari e le
multinazionali in genere ti ingannano senza che tu te ne accorga…ù
La salute è forse il business più grande al mondo: c’è che contribuisce vendendo prodotti
scadenti a creare il problema (guadagnando tra l’altro cifre stratosferiche), a creare più
malati e chi contribuisce a curare questi malati nel tempo ( le industrie farmaceutiche..).
Infatti le industrie farmaceutiche non hanno come unico scopo quello di curare le persone,
ma quello di curarle nel tempo questo significa che il loro obbiettivo non è quello di farti
stare bene, in piena salute, autonomo al 100% ma quello di farti campare grazie alle loro
cure, grazie a pastiglie da prendere ogni giorno per tutta la vita: questi sono i più grandi
business del mondo!
Ma la bella notizia è che puoi liberarti, puoi smettere di farti prendere in giro e farti
sfruttare, puoi scegliere di sapere, puoi scegliere di agire in piena responsabilità senza
farti ingannare ogni giorno.
Puoi scegliere di vivere in piena salute!

 

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Una proposta dalla Germania: tasse in forma volontaria

di GUGLIELMO PIOMBINI – 06 Giugno 2012

In tutte le democrazie occidentali la riduzione delle imposte e della spesa pubblica è diventata ormai una missione impossibile. Nessun governo, tecnico, di destra o di sinistra, sembra essere in grado di rovesciare l’innata tendenza dei nostri sistemi politici ad evolvere verso forme sempre più estese di statalismo. La ragione, forse, sta nel modo difettoso con cui sono organizzati i nostri apparati pubblici e fiscali, troppo coercitivi e burocratizzati. Probabilmente non è possibile arrestare questa tendenza con gli strumenti del normale gioco politico democratico, sperando che si formi in Parlamento una maggioranza favorevole a consistenti tagli delle tasse e della spesa pubblica, perché la logica del sistema va nella direzione opposta.

Cosa si può fare, allora? L’unica proposta veramente innovativa, in mezzo a tanto chiacchericcio ripetitivo sulla lotta all’evasione, il pagare meno per pagare tutti o la spending review, arriva dalla Germania. Uno dei maggiori filosofi tedeschi contemporanei, Peter Sloterdijk, ha scatenato infatti un acceso dibattito in Germania con la sua proposta di cambiare completamente i nostri sistemi d’imposizione fiscale, passando a forme volontarie di tassazione: l’unico modo, a suo parere, per rivitalizzare le nostre moderne democrazie, ormai trascinate alla bancarotta da sistemi fiscali sempre più esosi e polizieschi, che riducono le libertà individuali e umiliano i contribuenti. Le sue idee sono esposte in un libro da pochi giorni tradotto in Italia dall’editore Raffaello Cortina, intitolato La mano che prende e la mano che dà.

Sloterdijk fa notare innanzitutto quanto siano carenti le teorie moderne poste a fondamento del potere di tassazione degli Stati. Sarebbe vano, scrive Sloterdijk, aspettarsi dal fisco attuale una spiegazione, soddisfacente sul piano razionale, dei principi a base della sua condotta impositiva: «Chi sfoglia un libro recente di diritto tributario o di finanza pubblica si imbatte in una marea di banalità stataliste … Da nessuna parte troviamo la benché minima traccia di una giustificazione delle tasse all’altezza dei tempi». La verità è che «lo Stato odierno, come tutti i suoi precursori, è uno Stato che prende sempre quanto riesce effettivamente a prendere. Se mai lo si dovesse mettere di fronte alla necessità di motivare questo suo prendere, si constaterebbe come sia ormai abituato a ruotare in tautologie»: lo Stato tassa perché ha bisogno di soldi, e tassando dimostra di cosa ha bisogno. La sua legittimazione a prendere viene presupposta in via dogmatica.

Storicamente, osserva il filosofo tedesco, si sono avuti quattro modi diversi di prelievo e altrettante giustificazioni da parte dei governi. Il primo è quello del saccheggio della tradizione bellico−predatoria, che anche dal punto di vista storico rappresenta la prima modalità di arricchimento statale. Si ha quando un esercito vincitore impone il “tributo” alle popolazioni vinte. La seconda modalità per procurare e giustificare introiti statali deriva dalla tradizione autoritaria e assolutistica delle “imposte”, secondo cui i sudditi sono obbligati a pagare quanto dall’alto decide unilateralmente l’autorità, come prezzo da pagare per vivere in condizioni regolamentate sotto l’ombrello protettivo del Leviatano statuale. A questa modalità, secondo Sloterdijk, si richiama gran parte dell’attuale cultura fiscale, dato che le procedure della fiscalità contemporanea scaturiscono, senza soluzioni di continuità, dalle tradizioni assolutistiche. Il terzo metodo per procurare e giustificare le tasse nella collettività moderna è quello del “contro−esproprio” della tradizione socialista e di sinistra. Se la “proprietà è un furto”, allora lo Stato deve riparare questa ingiustizia “espropriando gli espropriatori”, cioè attuando un contro−furto ben dosato per mezzo del fisco. Infine, il quarto modo per reperire e giustificare le entrate della mano pubblica è rappresentato dall’attività di donatori e benefattori della tradizione filantropica.

La prima modalità, quella del diritto di conquista, oggi non più accettabile perché si ritiene che, negli stati di diritto, il saccheggio esterno deve essere totalmente sostituito dalla tassazione interna. Sloterdijk osserva quindi che i nostri attuali sistemi fiscali possono essere compresi solo come un amalgama tra la seconda e la terza modalità di giustificazione del prelievo fiscale, quella assolutistica e quella socialista. Fondendosi, queste due concezioni hanno prodotto un blocco che non ha lasciato ai sostenitori della concezione della tassazione volontaria altra opzione se non quella di sottomettersi. Sloterdijk sospetta che, dalla Rivoluzione Francese in poi, abbiamo coltivato un’errata concezione progressista del mondo, dato che in realtà non è avvenuta alcuna cesura così profonda come ci viene fatto credere. Ben poco infatti è cambiato rispetto alla monotona storia di rapacità fiscale dell’umanità.

Eppure, sostiene Sloterdijk, in un autentico sistema democratico i versamenti nelle casse dello Stato dovrebbero essere concepiti come doni attivi a vantaggio della comunità, non come tributi di sudditanza. Soltanto un sistema di tassazione basato sulla libera scelta dei cittadini, consapevoli e attivi, potrebbe metter fine al degradante sistema dei prelievi coatti, che tratta i contribuenti come soggetti passivi da premere e da gabellare a piacimento. Un sistema del genere, dice Sloterdijk, finirebbe per essere ben più vitale, umano ed efficace di quanto posano mai essere le procedure fiscali obbligatorie oggi dominanti: ottuse, anonime, inefficienti, dissipatrici e soggette a continui abusi.

Un sistema di tassazione volontaristico produrrebbe dei cambiamenti psicologici immensi nei cittadini: cesserebbe il loro malumore verso lo Stato e la politica, e si ridesterebbe l’impegno sociale e comunitario. In una società rimodellata sullo spirito del dare, spiega Sloterdijk, il gesto della beneficenza diventerebbe sempre più comune, apportando alla fiscalità pubblica gran parte di ciò che oggi le serve per consolidarsi. La donazione a vantaggio del bene comune potrebbe dunque trasformarsi, nel tempo, in un’abitudine psicopolitica consolidata, impregnando le popolazioni democratiche di una sorta di seconda natura. Esonerati dalla necessità di dare a favore di un obiettivo imposto, i cittadini non si lascerebbero assolutamente sfuggire la possibilità di effettuare gli investimenti necessari nei settori che stanno loro più a cuore, come l’ambiente, l’istruzione, la ricerca medica e mille altre cose. Dopo una lunga era di passività imposta, i cittadini tornerebbero insomma a scoprire la bellezza del dare e di contribuire a progetti d’interesse comune.

Un sistema volontario di tassazione, in realtà, non è un’utopia libertaria, ma ha avuto degli esempi storici importanti, come l’antica “liturgia” greco−romana o le più moderne forme di mecenatismo. Charles Adams, in un libro pubblicato in Italia dall’editore Liberilibri intitolato For Good and Evil. L’influsso della tassazione della storia dell’umanità, ricorda che gli antichi greci manifestarono il proprio genio non solo inventando una civiltà senza dispotismo, ma anche un sistema fiscale su base volontaria, privo di burocrazia, di uffici governativi e di forze di polizia. Gli antichi greci avevano infatti capito, guardando agli imperi orientali, che dispotismo e tassazione erano strettamente legati. In Grecia i cittadini più facoltosi di ogni città venivano chiamati a pagare i beni pubblici come l’equipaggiamento militare, le navi da guerra, i giochi atletici, i divertimenti pubblici, e raramente qualcuno si sottraeva a questo dovere, chiamato “liturgia”. Da ogni cittadino ci si aspettava una certa cifra, ma il più delle volte essi davano molto di più, anche il doppio o il triplo, per dimostrare l’attaccamento alla propria comunità (un fatto oggi impensabile!). È probabile, osserva Adams, che in questo modo la comunità abbia ricevuto più averi dai ricchi nell’antica Grecia che nelle nostre democrazie a tendenza socialista.

I critici di Sloterdijk, provenienti soprattutto dalla sinistra, lo hanno accusato di voler provocare un crollo delle entrate dello Stato, per favorire i ricchi. Secondo questi “amanti della coercizione” (così li ha definiti Sloterdijk) il cittadino, se non costretto con la forza, si rintanerebbe nel proprio più gretto interesse egoistico e non farebbe più nulla per la comunità. Questa visione “misantropica” secondo Sloterdijk si basa su una concezione errata e unilaterale della natura umana, dato che l’uomo è un essere duplice, non solo egoistico, ma anche capace di gesti di generosità. È possibile che all’inizio molte entrate dello stato si riducano, anche drasticamente (e questo non è necessariamente un male), ma è possibile anche che determinati beni pubblici che godono di particolare interesse risultino più finanziati di quanto lo siano oggi. Ed è anche probabile che si instauri un benefica concorrenza tra lo stato centrale e i diversi enti locali (o addirittura le associazioni private no-profit), se ai cittadini viene permesso di scegliere l’ente cui versare le tasse.

Per procedere per gradi, all’inizio si potrebbe lasciare facoltativa solo una parte dell’imposizione fiscale, o quantomeno controllata sul piano della destinazione, ad esempio estendendo i meccanismi del 5 x 1000. Col tempo il carattere volontario della tassazione dovrebbe essere ampliato. In definitiva, quello di Sloterdijk potrebbe costituire, come egli stesso riconosce, un “pensiero politico visionario” a favore dei ceti medi produttivi, oggi divisi e privi di rappresentanza politica, così come nel XIX secolo il socialismo lo è stato per il proletariato industriale. Quello che è certo è che solo un cambiamento dei nostri sistemi fiscali nella direzione della volontarietà potrà impedire alle moderne democrazie di collassare sotto il peso della crescente e inarrestabile esosità dei sistemi fiscali coercitivi, come è accaduto a tante civiltà del passato.

 
 

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