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Gli alberi del dissidio di piazza Taksim

Resistanbul tra manipolazioni e rivendicazioni. Da protesta ecologica contro un piano urbanistico, a rivolta di dimensioni colossali che si sta rapidamente espandendo a tutta la Turchia. Poteva l’amministrazione di Istanbul immaginare il vespaio che avrebbe provocato la proposta di un nuovo assetto per piazza Taksim?

Piazza Taksim, Istanbul, 11.06.2013. La polizia lancia gas lacrimogeni e getti d’acqua per disperdere i manifestanti. Foto Bulent Killic/Getty. Fonte: http://darkroom.baltimoresun.com

Il progetto prevedeva la ricostruzione di una caserma ottomana del 1800, che avrebbe dovuto ospitare prevalentemente un centro commerciale, e in parte un centro culturale. Ultimamente si vocifera anche che gran parte del polmone verde del parco Gezi, ospitato nella piazza, avrebbe dovuto essere sacrificato. L’abbattimento degli alberi del parco è ben presto assurto a simbolo dell’abbattimento dei pilastri della democrazia turca perpetuato dal premier Recep Tayyip Erdoğan e del suo governo islamo-conservatore, almeno nella percezione dei manifestanti. Erdoğan è al suo terzo mandato come primo ministro, per oltre dieci anni di governo assieme al partito AKP (conosciuto anche come “Giustizia e Sviluppo”) da lui fondato nel 2001. Un uomo che da sempre si batte per i diritti dei musulmani, come la rimozione del divieto di indossare il velo islamico in tribunali ed università. Nel 1999 scontò un periodo in prigione, con l’accusa di incitamento all’odio religioso e razziale per aver recitato i versi di una poesia in pubblico. I protestanti manifestano contro un’erosione costante e progressiva dei diritti del popolo turco, in un’ottica di integralismo islamico. Ripercorriamone assieme alcune tappe. Il 24 maggio viene reso effettivo il divieto di pubblicizzare alcolici, unitamente ad una forte limitazione delle vendite di questi prodotti, da ora vietata tra le 22 e le 6 di mattina. Le compagnie del settore saranno costrette ad apporre avvisi riguardanti i pericoli per la salute sul packaging, e i venditori al dettaglio non potranno esporre le bottiglie. Sempre nel mese di maggio, le hostess della Turkish Airlines avevano dovuto eliminare rossetti e  smalti per unghie rossi dalle loro trousse; la compagnia aerea, detenuta al 49% dallo Stato turco, aveva poi dovuto recedere il divieto a causa delle numerose proteste. Le effusioni in pubblico, per quanto non ufficialmente vietate, sono fortemente sconsigliate da un imperativo morale. E l’azienda dei trasporti pubblici cittadini, che grazie ad un comunicato diffuso a fine maggio in cui richiedeva agli utenti di mantenere un comportamento “conforme alle norme morali”, ha scatenato una protesta a suon di baci alla stazione Kurtulus della metropolitana di Ankara.

Il premier turco Erdogan

I giovani turchi, cosmopoliti e istruiti, non subiscono in silenzio. “We will not be oppressed!” urla in lettere maiuscole un annuncio a tutta pagina pubblicato sul New York Times, per iniziativa di tre privati turchi. Giovani che sanno come usare il web e i nuovi media: i 53.800 dollari necessari per l’annuncio sono stati raccolti tramite il sito Indiegogo. Erdoğan nel frattempo se la prende con Twitter e Facebook: l’emittente televisiva privata Ntv riferisce l’arresto di cinque manifestanti ad Adana e di 34 arresti a Smirne, con l’accusa di aver organizzato le proteste degli ultimi giorni con messaggi postati su tali media. Ma d’altra parte, i social network sopperiscono alle mancanze dei media ufficiali della Turchia, che disdegnando largamente la copertura degli scontri non vengono incontro alle esigenze di informazione. È diventato ormai leggendario il documentario sui pinguini mandato in onda dalla CNN Türk la sera del primo grande scontro, il 31 maggio. E quando invece provano a parlare della rivolta, cercano di creare una percezione distorta delle sue dimensioni e importanza. Basta leggere i titoli in prima pagina su turkishpress.com per rendersi conto di come la stampa turca stia gestendo la situazione: viene sottolineata una natura “vandalica” dei protestanti, a cui si appella il premier turco, e delle morti causate dagli scontri si nomina solo quella di un capo della polizia, a mano di “rimostranti illegali”. Nessun accenno agli altri due morti, un giovane attivista dell’opposizione, colpito da un proiettile partito da un blindato della polizia, e un altro manifestante investito da un taxi. Oltre 3.000 i feriti, secondo dati della Turkish Medical Association, ma il numero aumenta di giorno in giorno. Ancora da confermare invece la notizia del decesso di un ragazzino di soli 13 anni, riferita da un reportage della Stampa, che colloca l’avvenimento nella notte tra il 7 e l’8 giugno. Fin dall’800 però la nozione di rivoluzione è stata avvolta da un’aura romantica, che impedisce di essere completamente lucidi nel valutarne le reali motivazioni. Non molti riescono ancora a negare come il presidente USA George W. Bush abbia orchestrato la guerra in Iraq, millantando armi di distruzioni di massa mai trovate. Per non parlare dell’ingerenza occidentale nella rivoluzione libica, e la rapidità con cui Gheddafi, da grande amico, si era trasformato in indiscusso dittatore. Dittatore: già si sente questa parola serpeggiare in Turchia, riferita al premier Erdoğan. In che misura gli scontri sono l’effetto di legittime richieste del popolo di avere un governo meno influenzato dalla religione, e in che misura intervengono interessi esterni? I moti di piazza Taksim potranno anche essere totalmente spontanei, come testimonia il giornalista e attivista politico Avigdor Eskin, ma una manipolazione più sottile del quadro generale non è da escludersi. Alcuni già puntano il dito contro il magnate George Soros, fondatore di numerosi progetti filantropici e dichiarato sostenitore e finanziatore di gruppi pro-democrazia. Soros non nega la parte che ha svolto nel sostenere i movimenti che hanno destabilizzato l’Est Europa nei decenni passati. Già nel 2011, Lisa Graas del David Horowitz Freedom Center evidenziava “l’influenza manifesta” di Soros in Turchia tramite la sua Open Society Foundation, per quanto il miliardario neghi. Secondo il giornalista e scrittore Richard Poe, ogni volta che Soros cerca di destabilizzare un’area applica lo stesso schema, composto da sette punti. Siamo già al sesto punto, l’occupazione delle strade; se lo schema funziona, il prossimo passo prevede le dimissioni di Erdoğan per timore di un intervento NATO. NATO che è già presente in maniera massiccia sul suolo turco, soprattutto dopo l’inizio della guerra civile in Siria. Fin dal suo inizio, il governo turco si era schierato tra gli oppositori  del regime di Assad. Con atteggiamento ostile, il premier Erdoğan aveva previsto la caduta del regime siriano ad opera dei ribelli (l’ironia della sorte!), permettendo l’attivazione di una base NATO ad Incirlik, nel sud della Turchia e ospitando squadre della CIA per controllare l’invio di materiale bellico, fornito da Arabia Saudita e Qatar, come espongono più articoli del New York Times [vedi qui e qui, ndr]. Una presenza ingombrante, insomma, che Erdoğan farebbe bene a tenere d’occhio, considerato anche che Joe Biden , sollecitando Erdoğan a rispettare i diritti degli oppositori, ha affermato: “Il futuro della Turchia appartiene al popolo turco e a nessun altro. Ma gli USA non possono rimanere indifferenti.” Il governo turco sta già strumentalizzando a proprio favore una possibile ingerenza straniera nelle rivolte, che sarebbero causa di “estremisti venuti dall’estero”, a detta del primo ministro turco. Si parla di “spie” di una cospirazione internazionale, catturate tra i manifestanti. Ma è facile dare la colpa unicamente a cause esterne, cadendo nel complottismo gratuito, quando basterebbe aprire un dialogo e fare alcune piccole concessioni. “Nessun governo sopravvive contro il volere del suo popolo,” aveva detto Erdoğan prima della caduta di Mubarak in Egitto. “L’esecutivo ha imparato la lezione – promette il vice primo ministro Bulent Arinç – Non abbiamo il diritto di permetterci di ignorare la gente.” Ma anche se i capi dei governi occidentali tirano un respiro di sollievo, Arinç precisa che le scuse sono rivolte unicamente agli ambientalisti, non ai manifestanti politici. Kadir Topsas, sindaco di Istanbul, ha riconfermato la volontà di ricostruire l’antica caserma ottomana del parco Gezi, ma se non altro – sembra – il progetto si è liberato della prospettiva di un centro commerciale al suo interno. Il fronte dei rivoltosi è frammentato, e manca di organizzazione: due buoni motivi per supporre una conclusione dei moti prima che portino a qualcosa di più grande, a meno che non ci metta lo zampino qualche potere. In ogni caso, i giovani della rivolta ispireranno i giovani di Egitto e Tunisia, dove gli islamisti, ispirandosi al modello turco, sono riusciti a vincere le elezioni. Modello che a quanto pare non era sufficiente per garantire la stabilità.

L’anno prossimo, a marzo, in Turchia sono previste le elezioni; se Erdoğan riuscirà a rimanere in carica fino ad allora, non sembra molto plausibile una sua rielezione, per quanto per adesso goda ancora di buona popolarità. La gente non ha ancora del tutto dimenticato i risultati economici da lui ottenuti negli ultimi dieci anni.

 

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Societa’ segrete: buone o cattive?

Internet ha fatto conoscere a molte persone l’esistenza di un governo totalitario invisibile, costituito da famiglie elitarie che possiedono e controllano le banche e le multinazionali. Hanno acquisito l’egemonia finanziaria, economica e sociale, riducendo, virtualmente tutti in schiavitù. Molti autori e teorici del complotto hanno attribuito caratteristiche non veritiere al Governo Invisibile, accusando erroneamente questo gruppo scellerato di “discendere” delle antiche scuole misteriche e dai “maestri” delle antiche arti dello gnosticismo, dell’alchimia, dell’occultismo e della Massoneria (autentica). Se siete confusi da tutte le “congetture” viste su Internet e non capite chi siano i “buoni” e chi i “cattivi”, questo articolo cercherà di fornirvi qualche dritta.

Foto di gruppo di alcuni membri della Skull & Bones. Università di Yale 1800

Tanti libri e video on-line mettono in luce diversi punti di vista, ridicoli e paradossali, spesso senza prove convincenti o ricerche credibili. I creatori di questi libri e video fanno un utilizzo sconsiderato di parole come “massoni” e “Illuminati”, come se sapessero con certezza cosa sono queste organizzazioni, quando e perché vennero fondate, ciò che esse rappresentano, e chi le compone.

Un simbolo che potete trovare ovunque su internet. Si cerca di insinuare l’idea che i massoni siano i veri responsabili del futuro Nuovo Ordine Mondiale.

Da un lato, questi autori, ricercatori e siti web (quelli non pagati per diffondere volutamente “disinformazione”), non possono essere criticati. Hanno notato che c’è qualcosa di sbagliato nel mondo e stanno cercando di scoprire come fermarlo. Non se ne stanno seduti nei loro salotti a guardare tv spazzatura come la maggior parte degli italiani, ma cercano la verità. D’altra parte, il loro lavoro è spesso superficiale, perché non scavano abbastanza in profondità, prendono per vero ciò che non lo è, mandando in confusione il pubblico a cui si rivolgono (piuttosto che risvegliarlo).

Spesso questi ricercatori sono cristiani che, non riflettendo sul lavaggio del cervello a cui sono stati sottoposti, danno per scontato che tutto ciò che non si adatta al cristianesimo – come la Massoneria – è, per sua stessa natura, il male.

SOCIETA’ SEGRETE – SEGRETEZZA PER RAGIONI VALIDE

Le società segrete, come la massoneria vennero fondate più di mille anni fa per scopi benevoli, allo scopo di proteggere una potente saggezza spirituale pre-cristiana dalla tirannia della Chiesa cattolica e dagli indicibili atti dell’Inquisizione.

Diamo un’occhiata ad una Società segreta, la Fraternità massonica alias la massoneria. Poche persone se ne rendono conto, ma l’Ordine venne fondato per essere depositario iniziatico di una antica saggezza spirituale. Questa saggezza fu chiamata “Dottrina Segreta” e / o “Filosofia Perenne” dai mistici rinascimentali e dagli studiosi occulti. La saggezza, una volta costituiva una “Religione Universale”, condivisa dalle antiche civiltà di tutto il mondo, come gli antichi egizi, gli indù, i cinesi e i Maya, ma fu vietata dalla Chiesa quando il cristianesimo divenne la dottrina dominante.

Se la Chiesa sorprendeva qualcuno mentre professava o praticava la Dottrina Segreta / Filosofia Perenne, veniva accusato di eresia e ucciso. Da qui la necessità di erigere un muro di segretezza.

“… I massoni hanno un segreto che nascondono con attenzione … La massoneria deriva da qualche religione molto antica … A quale periodo dell’antichità, o in quale nazione, questa religione fu fondata, è una conoscenza che si perde nel labirinto del tempo non registrato …”
-Thomas Paine, Origine della Massoneria

“L’oggetto primo e principale del nostro Ordine [massonico], il fondamento su cui poggia … è la conservazione e la consegna ai posteri di un certo importante mistero … che è giunto fino a noi dai tempi più remoti, dal primo uomo – un mistero su cui forse dipenderà il destino dell’umanità. “
-Lev Tolstoj, Guerra e pace

Nel disperato tentativo di garantire la sopravvivenza di questa antica saggezza e con la paura della l’inquisizione, la massoneria “nascose” la sua antica Dottrina Segreta / Filosofia Perenne in bella vista in luoghi dove sarebbe stata tranquillamente tramandata ai posteri.

Dove l’hanno nascosta?

La Chiesa commissionò i Massoni per la costruzione delle maestose cattedrali gotiche europee. In queste strutture incastonarono la loro saggezza proibita:

Riuscite a notare lo stesso schema a Trittico?

“Nell’Europa medioevale – frammenti della Dottrina Segreta – trasmessi nei simboli e nei segreti dei costruttori di cattedrali – determinarono gran parte dell’architettura gotica.”
-Claude Bragdon, The Beautiful Necessity, 1910

“Si ritiene generalmente, nei circoli occulti, che questi muratori medievali ereditarono la conoscenza esoterica dalle loro basi pagane e che questo sapere fosse incorporato nell’architettura sacra delle cattedrali”.
-Michael Howard, La cospirazione occulta, 1989

I massoni non sono stati l’unica società segreta che preservò la Dottrina Segreta / Filosofia Perenne. Ce ne sono state molte altre, ma la maggior parte vennero violentemente sradicate dalla Chiesa. Scomparvero praticamente tutte, tranne la Massoneria, che portò la fiaccola della Dottrina Segreta / Filosofia Perenne nell’era moderna.

“Quando l’impero romano d’Occidente venne distrutto, il potere politico si concentrò gradualmente nelle mani della Chiesa, la quale crebbe molto diventando sospettosa delle società segrete, sopprimendole con grande vigore. Non fece, tuttavia, perseguitare i massoni operativi, poichè li considerava come un gruppo di uomini i quali custodivano i segreti del loro mestiere, come le misure di colonne e archi, i quantitativi per la miscelazione della malta e molte altre cose. “
-C.W. Leadbeater, Freemasonry Ancient Mystic Rites

Nonostante la segretezza massonica, la Chiesa alla fine, scoprì che la Massoneria stava tramandando l’Antica Saggezza. La chiesa sapeva che tale sapienza minacciava la sua tirannia, il che spiega perché la Chiesa improvvisamente e inspiegabilmente fece completo dietro-front, evitando di commissionare massoni per la costruzione di cattedrali e cercando, allo stesso tempo, di distruggere la Massoneria.

Ecco una delle tante bolle papali emesse nel corso dei secoli passati che chiedono la distruzione totale della Massoneria, accusando l’Ordine di diffondere l’antica saggezza pagana:

“Lo scopo e l’obiettivo della setta massonica, evidenziato da chiare prove … è facile da capire … vogliono far rivivere, dopo diciotto secoli, i costumi e le istituzioni del paganesimo …
… Abbiamo intenzione di rivolgere la nostra attenzione alla società massonica … per svelare gli intrighi di questa forza malvagia e fermare la diffusione di questa malattia contagiosa … “
-Papa Leone XIII

Scopriremo l’antico e “blasfemo” Grande Segreto / Filosofia Perenne fra poco. Per ora, è importante che il lettore comprenda che la “segretezza” massonica esisteva per una buona ragione, ovvero proteggere la Fraternità massonica ed i suoi membri dall’ira della Chiesa e dell’Inquisizione.

Gli iniziati massonici iniziavano il loro viaggio nelle vesti rituali di un eretico medievale con un cappio da impiccato intorno alla testa. Questo perché la saggezza della Massoneria, una volta imparata, trasformava l’iniziatico in un eretico, passibile di morte agli occhi della chiesa e dell’inquisizione.

LA FRATELLANZA MASSONICA – PRIVATA DELLA SUA SAGGEZZA

Poi, nel 1800, accadde un evento critico. La fratellanza massonica attraversò una sorta di trasformazione non voluta. Un oscuro gruppo di individui organizzati, entrò e ne distrusse i rituali. I simboli vennero mistificati e gli insegnamenti modificati e compromessi. Sembra sia stato un processo lento, avvenuto nel corso di qualche decennio, piuttosto che tutto in una volta.

Questo cambiamento, a quanto pare, servì per rendere impotenti le società segrete in modo che non potessero più iniziare i loro adepti all’antica saggezza e fornir strumenti ed idee per promuovere la crescita spirituale dell’individuo. Oggi, per esempio, simboli massonici, come il Pentagramma (un simbolo molto potente e molto spirituale) non vengono più spiegati agli iniziati, poichè neppure i cosiddetti maestri ne conoscono il valore.

Il pentagramma massonico. La sua saggezza non viene più spiegata agli iniziati.

 “Il significato massonico del pentagramma è controverso. Mentre appare spesso nelle insegne e nelle illustrazioni massoniche, non viene menzionato nei rituali massonici o nelle conferenze. “
-Grand Lodge of British Columbia Website

Il Pentagramma è un esempio di simbolo spirituale, “rubato” alla massoneria, uno dei tanti emblemi spirituali storicamente associati alla Massoneria. Vedendo come le corporazioni elitarie utilizzano il pentagramma nei loro loghi aziendali, sembra chiaro dove sia andata a finire parte della saggezza/ simbolismo massonico (vale a dire, nelle mani delle grandi corporazioni):

Sopra: simbolismo massonico e pentagramma. In basso: loghi aziendali e pentagramma.

Come hanno fatto le grandi multinazionali come Macy, Texaco, Heineken ad arrivare a comprendere il potere del pentagramma? Come hanno fatto a mettere le mani su tale simbolismo? Hanno per caso derubato la massoneria?

La risposta, a mio parere, è sì. Ricordate, una popolazione emancipata non è assolutamente negli interessi dell’elite. Quest’ultima ha bisogno di pecore/seguaci, non di leoni / leader, altrimenti la loro egemonia, un giorno, potrebbe essere scoperta ed erosa. (L’Elite necessita di una popolazione rincretinita, paurosa e arrabbiata per riuscire a vendere i suoi vestiti / automobili / farmaci / alimenti geneticamente modificati. In altre parole, hanno bisogno di un sistema di concorrenza basato sulla paura, invece della cooperazione basata sull’amore . “Competizione basata sulla paura” rappresenta esattamente la società moderna) E’ possibile quindi che membri o rappresentanti di queste aziende alle prime armi decisero, quasi due secoli fa, di eliminare il “segreto” nelle organizzazioni mistiche e massoniche, vedendo tali gruppi come una potenziale minaccia per il loro nascente governo invisibile.

È interessante notare che, a diretto sostegno di questa affermazione, fu registrato un evento “catastrofico” nei libri di storia a metà del 1800: nello stesso periodo in cui fu rubata la saggezza antica alla massoneria, i media parlarono del “caso Morgan”. Dopo aver promesso di rivelare i più antichi segreti della Massoneria, il massone William Morgan scomparve. La sua dipartita e il presunto omicidio provocarono una reazione. Entro il 1830, la presenza massonica diminuì enormemente e l’ostilità contro i massoni crebbe esponenzialmente.

Per anni l’Ordine sopravvisse, ma gli storici riferiscono che la confraternita rinacque improvvisamente nel 1860. Si trattò, tuttavia, di una società completamente diversa, pur condividendo somiglianze superficiali con il suo predecessore esoterico, non era più interessata a determinate dottrine spirituali. Si focalizzò invece sui principi di “Fede, Speranza e Carità”, il suo nuovo slogan che continua a promuovere ai giorni nostri. Era come se una forza nuova ed invisibile, una forza estranea alla funzione originaria della fratellanza, ne avesse preso il controllo.

Il cosiddetto “Forchette & coltelli” è una parodia moderna dell’emblema massonico “Squadra e Compasso“, sottolineando il nuovo passatempo dei Massoni – cibo e bevande!

Così, la Massoneria odierna, esiste per finalità diverse dal suo spirito originale. Gli iniziati che cercano la luce della conoscenza praticamente restano nel buio più totale. L’intero apparato è stato distrutto (volontariamente), all’insaputa dei massoni moderni.

I massoni Chris Knight e Robert Lomas, autori de La chiave di Hiram, sostengono questa dichiarazione in un articolo dello Yorkshire Post, dell’11 maggio 1996:

“Una ragione convincente per mantenere il silenzio tra i massoni non è tanto una coazione a rispettare i voti sacri, o la paura di macabre ritorsioni da parte dei loro compagni: è che non capiscono una parola delle cerimonie a cui partecipano e il loro unico timore è che la gente rida dei loro rituali, considerandoli sciocchi e inutili …

La nostra più grande critica alla massoneria è la sua pura inutilità. Non sa da dove viene, nessuno sembra sapere quale sia il suo obiettivo ed è improbabile che abbia un futuro in un mondo che richiede trasparenza negli ideali e nei benefici. “
-Chris Knight e Robert Lomas, Yorkshire Post, 1996

Abbiamo letto una dichiarazione molto simile sul sito web della Gran Loggia d’Inghilterra:

“… La risposta onesta alle domande su quando, dove e perché nacque la Massoneria semplicemente non le conosco …”
-Gran Loggia Unita d’Inghilterra (sito web)

Quando parla di “risposta sincera” gli credo. Ecco un frammento di tre minuti dal documentario di Discovery Channel sui massoni. Spiega l’Affare Morgan e le sue conseguenze devastanti per la Massoneria:

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Che l’affare Morgan fosse una specie di operazione false flag, progettata per distruggere la Massoneria e consentire ad esterni di infiltrarsi e cambiare l’ordine da l’interno?

Se è così, allora, si spiega come mai la “massoneria” emersa “dopo” l’affare Morgan fosse molto diversa rispetto la massoneria “tradizionale”. Ciò spiega anche perché la stragrande maggioranza dei massoni odierni non capiscono nè i simboli massonici nè i rituali.

Migliaia di uomini di rilievo, nel corso degli anni, sono stati membri dell’Ordine Massonico.

Vi è, tuttavia, un piccolo gruppo di massoni, vivo ancora oggi, con una mentalità filosofica, che sta attivamente cercando di decodificare i simboli, mettere insieme i rituali, e trovare la verità mancante.

CRISTO E’ BENE, LA CRISTIANITA’ E’ MALE 

Fino ai tempi di Cristo, la Religione Universale era ampiamente seguita e le scuole misteriche insegnavano la sua saggezza. Lo spirito della Religione Universale consisteva nell’idea che sotto i nostri corpi siamo tutti uguali, siamo tutti anime spirituali eterne, le stesse anime (chiamate Brahman in Oriente), che scelsero di sperimentare temporaneamente l’umanità. Il guaio è che diventando esseri umani ci siamo scordati di questa verità, non ricordiamo chi siamo veramente nel profondo, perché non possiamo vedere la nostra divinità interiore. Pensiamo che la vita sia reale, ma non lo è, si tratta solo di un passaggio temporaneo.

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Una tradizione tramandata tra i mistici insegna che Gesù Cristo era uno studente degli antichi Misteri. Iniziato agli insegnamenti della Scuola misterica, Gesù si rese conto della sua natura spirituale interiore, della sua “anima” o “divinità” interiore. Il Messaggio di Gesù era che tutti noi abbiamo questa “divinità” interiore, questa “anima”, questo “Cristo” interiore.
I mistici credettero a lungo che Gesù avesse una profonda comprensione di questa conoscenza (gnosi), perché risvegliò il suo Terzo Occhio. Innumerevoli ritratti per centinaia di anni ritrassero Gesù assieme al Terzo Occhio:

Un dipinto del 1525, di Jacopo Pontormo, mostra Gesù con il Terzo Occhio sopra di lui.

Joseph Campbell spiegò:

“… Se avete letto “Gesù ascese al cielo” in senso metaforico, noterete che non si tratta di un percorso dalla Terra verso il Cielo, bensì dall’esterno verso l’interno, verso il luogo da cui tutto l’essere viene, nella coscienza fonte di tutte le cose. Le immagini sono verso l’esterno, ma il loro riflesso è verso l’interno. “
-Joseph Campbell, Il potere del mito

Il seguente Occhio con all’interno della pupilla Cristo, si chiama “La Trasfigurazione di Gesù.” E’ un mosaico dalla chiesa del monastero di Santa Caterina sul monte Sinai, in Egitto. Fu dipinto nel c. 560 dC. Trasmette l’idea che siamo in grado di vedere il nostro “Cristo interiore” o “anima” interiore  quando risvegliamo il Terzo Occhio.

Cristo raffigurato all’interno di una pupilla. “La Trasfigurazione di Gesù” dalla chiesa del monastero di Santa Caterina, Monte Sinai, Egitto (c. 560 dC).

Negli insegnamenti cristiani, questo concetto di “trasfigurazione” è descritto come una metamorfosi:

“La Trasfigurazione di Gesù è un episodio raccontato nel Nuovo Testamento in cui Gesù si trasfigura (o trasforma) e diventa radioso … Nella dottrina cristiana, la Trasfigurazione è un momento cruciale … il punto in cui la natura umana si incontra con Dio: il luogo di incontro tra il temporale e l’eterno … il ponte tra cielo e terra. “
-Wikipedia

Ciò che i cristiani non riescono a capire (non per colpa loro) è che la trasfigurazione è, nel Cristianesimo esoterico, l’atto in cui Gesù risveglia il suo Terzo Occhio. Ci insegna che dobbiamo seguire Gesù e fare ciò che lui ha fatto! Questa pittura antica ci sta dunque dicendo: “Segui Gesù. Risveglia il Terzo Occhio. Trova il tuo “Cristo Interiore” il  tuo “Dio interiore”, proprio come fece Gesù “.

“Gesù Cristo sapeva di essere Dio. Quindi svegliati e scopri finalmente chi sei veramente. Nella nostra cultura, certo, diranno che sei pazzo e sei blasfemo e ti metteranno in carcere/manicomio. Tuttavia, se ti svegli in India e dici ai tuoi amici e parenti, “Dio mio, ho appena scoperto che dentro di me c’è Dio” rideranno e ti diranno:’ Oh, complimenti, alla fine lo hai scoperto.”
-Alan Watts

Alcuni anni fa, il capolavoro rinascimentale intitolato La Vergine che adora il Bambino dormiente (illustrato di seguito) del maestro italiano Sandro Botticelli è stato oggetto di una scoperta colossale. Dopo essere stato fotografato con telecamere ad infrarossi, il dipinto mostrava un Terzo Occhio:

“… Si può notare un “terzo occhio” al centro della fronte del Bambino”.
-The Herald Scotland, 26 maggio 2005

La Vergine che adora il Bambino dormiente di Sandro Botticelli 1490.

Chi ha coperto, il terzo occhio nella pittura di Botticelli? Che tutte queste, immagini del Terzo Occhio puntino ad indicare una Tradizione interna al cristianesimo?Una tradizione la quale rivelerebbe che il messaggio di Gesù fosse quello di risvegliare il nostro “Terzo Occhio” e trovare la nostra “anima” o “dio interiore”?

“La lampada del corpo è l’occhio. Se dunque l’occhio tuo è sano, tutto il tuo corpo sarà illuminato”
-Gesù Cristo, Matteo 6:22

Se è così, queste idee sono molto diverse da quelle che il cristianesimo tradizionale ci ha insegnato. Il cristianesimo proposto dalla tirannica Chiesa Cattolica, ha storicamente consentito solo due punti di vista per quanto riguarda l’anima:

Creazionismo: Il Dio Ebraico/Biblico “Yahweh” crea ogni anima “al momento del concepimento” (per alcuni) o “alla nascita” (per gli altri).

Traducianismo: I genitori generando il figlio generano anche l’anima.

Lo studioso ed egittologo inglese del XIX secolo, Gerald Massey (1829-1907) affermò che questa negazione cristiana dell’eternità dell’anima fu il risultato della distorsione degli antichi misteri perpetrato dalla chiesa cattolica.

“… Si può osservare che la guerra del papato contro la Massoneria è in atto perchè quest’ultima mantiene in vita i Misteri pre cristiani, e, per quanto imperfetta, fa da testimone contro il Cristianesimo Storico!”
-Gerald Massey

“La massoneria è identica agli antichi misteri”
-Albert Pike

“La Massoneria è la custode dei Misteri”.
– J.S.M. Ward (massone e noto autore massonico) Massoneria e Dei Antichi

“Il movimento massonico … è la casa dei Misteri e la sede di iniziazione.”
-Alice Bailey, direttore della Casa della Teosofia

Nei suoi libri e conferenze Massey sottolineò il fatto che nei Misteri il concetto di “Cristo” non si riferisce ad un uomo in particolare. Al contrario, essa fa riferimento all’anima interiore presente in ciascuno di noi e in attesa di essere trovata.

“… Cristo era lo Spirito immortale nell’uomo … Non è e non può dipendere da una singola manifestazione in un personaggio storico.”

Il Cristianesimo Storico è nato rivoltando … sotto sopra gli insegnamenti misterici esternalizzando l’allegoria mitica in una personale storia umana …. un orribile ed enorme errore … “
-Gerald Massey, Gerald Massey Lectures

Secondo Massey, il cristianesimo sovvertì il concetto di “Cristo Interiore”; mentre le tradizioni Misteriche lo collegavano ad una realtà interiore comune a tutta l’umanità, il cristianesimo lo legò ad un personaggio storico, spostando il percorso di illuminazione e ascensione, verso l’esterno, con una figura messianica. Ciò diede luogo a due millenni di dominazione, l’impero che oggi conosciamo come la cristianità.

Massey venne preso in considerazione dagli studiosi del 20 ° secolo e molti proseguirono la sua indagine. Tra di loro Alvin Boyd Kuhn. Il professor Kuhn nell’opera The Lost Light (1940) afferma che, negando la divinità dell’anima e la sua pre-esistenza, il cristianesimo spazzò via un prezioso frammento, anzi il principio chiave della religione misterica. Di conseguenza, l’insegnamento dell’”anima interiore” andò perso:

“Il cristianesimo lasciò l’aspetto divino nell’uomo a strisciare nella polvere …… spostò il centro di gravità, per così dire, dal culto del Cristo interiore a quello del Cristo esteriore, o dal Cristo come principio al Cristo come uomo. “
-Alvin Boyd Kuhn, The Lost Light

Il lavoro di Kuhn dimostrò come i principi fondamentali cristiani erano perversioni degli antichi Misteri. Nel suo libro del 2005, Il Cristo Pagano, l’autore e studioso Tom Harpur riportò alla luce, coraggiosamente, le ricerche di Kuhn:

“… Il principio di Cristo è potenzialmente in ognuno di noi.”

“Il Cristo del mito è diventato una persona di carne e sangue identificato con Gesù”.
-Tom Harpur, Il Cristo Pagano

Kuhn sottolineò che la Chiesa primitiva nascose volutamente la saggezza del “dio interiore”, al fine di consolidare la loro presa sulle masse. La Chiesa invece promosse l’idea della venuta di un Salvatore futuro destinato a salvare tutti gli uomini, a condizione che l’uomo segua i dettami della Chiesa. Ciò portò ad un rapido consolidamento del potere ecclesiale, visibile ancora oggi.

Innumerevoli sette pagane antiche cercarono di fermare la Chiesa, secondo Massey, Kuhn e molti altri studiosi del loro tempo. Ma a causa di una persecuzione spietata, realizzarono ben presto che la loro causa era inutile. Queste sette pagane quindi si posero l’obiettivo di mantenere la fiaccola della religione misterica viva attraverso iniziazioni segrete nella loro gnosi, o “conoscenza”. Questo fu l’inizio di società segrete.

Fu il motivo per cui nacque la massoneria, come maggiore detentrice della Dottrina Segreta / Filosofia Perenne. Così, il cristianesimo non è che una corruzione degli insegnamenti misterici, di cui la massoneria moderna è diventata il mezzo. Nei giorni dell’Inquisizione, il concetto che ognuno di noi possedeva un’anima interna, era un “segreto” e la conoscenza di questo segreto era punibile con la morte. Da qui la necessità della “segretezza” massonica.

CONCLUSIONE

Le antiche culture pagane, i loro potenti misteri e i custodi di questi antichi saperi, i massoni, erano buoni. Più si va indietro nella storia, più gli uomini e le donne erano sofisticati ed elevati dal punto di vista spirituale. E’ possibile vedere questo fatto in tutti i monumenti antichi del mondo. Andate a visitarli. Sentirete il loro potere spirituale.

Quasi duecento anni fa, l’Elite globalista, allora neonata, (le famiglie benestanti che ora possiedono banche corporazioni e multinazionali) dirottarono le società segrete e diluendone il potere. In alcuni casi gli illuminati si infiltrarono totalmente, cambiando il loro corso e trasformandole in organizzazioni molto diverse da come erano in origine.

Il risultato? I moderni iniziati cercano la luce ma rimangono al buio. Corrompendo le società segrete l’Elite ha diminuito le possibilità di scoprire la verità ed il fatto che utilizzano l’antico simbolismo per fini avidi e meschini!

L’Elite non è per nulla spirituale. Molti di loro sono sociopatici e psicopatici che bramano soldi, potere e controllo. Questo è esattamente il motivo per cui sono al tutt’ora al potere, non solo in America ma in tutto il mondo.

Quindi, per rispondere alla domanda: Le società segrete sono buone o cattive? La risposta, è entrambi. Vennero fondate per buone ragioni, in particolare per preservare l’antica religione universale, ma sono state manipolate e non svolgono più il ruolo per cui furono costituite.

Fonte originale: richardcassaro.com

Fonte italiana: neovitruvian.it

 
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Pubblicato da su aprile 23, 2013 in Massoneria, Misteri, Storia

 

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Vandali sotto bandiera Nato

Quando nel marzo 2001 due antiche statue di Buddha vennero distrutte in Afghanistan dai taleban, le immagini dell’atto vandalico fecero il giro del mondo, suscitando legittima indignazione. La cappa del silenzio politico-mediatico copre invece quanto avviene oggi in Siria. I siti archeologici vengono non solo danneggiati dalla guerra, ma saccheggiati soprattutto dai «ribelli» che, alla ricerca di gioielli e statuette, distruggono spesso altri preziosi reperti. Ad Apamea hanno asportato antichi mosaici e capitelli romani servendosi di bulldozer.
Molti delle decine di musei sparsi in tutta la Siria, compreso quello di Homs, sono stati depredati di beni di inestimabile valore storico e culturale, tra cui una statua d’oro dell’8° secolo a.C. e vasellame del terzo millennio a.C. In due anni di guerra sono state cancellate testimonianze di millenni di storia. L’appello dell’Unesco per salvare i beni culturali siriani, parte del Patrimonio mondiale, resta inascoltato. Il perché è chiaro: principali autori dello scempio sono i «ribelli», armati e addestrati dai comandi e servizi segreti Usa/Nato, che concedono loro il «diritto di saccheggio» e la possibilità di portar via dalla Siria i beni rubati per venderli sul mercato nero internazionale. Una pratica ormai consolidata. In Kosovo, nel 1999, chiese e monasteri serbo-ortodossi di epoca medioevale furono prima danneggiati dai bombardamenti, quindi incendiati o demoliti dalle milizie dell’Uck, cui la Nato dette anche la possibilità di saccheggiarli, rubando icone e altri preziosi oggetti. Il tutto sotto la cappa del silenzio politico-mediatico. Quando i taleban distrussero nel 2001 le statue di Buddha, invece, i primi a condannare tale atto furono gli Stati uniti e i loro alleati. Non certo per salvaguardare il patrimonio storico afghano, ma per preparare l’opinione pubblica alla nuova guerra, che iniziò pochi mesi dopo quando, nell’ottobre 2001, forze statunitensi invasero l’Afghanistan aprendo la strada all’intervento Nato contro le forze taleban: le stesse che gli Usa avevano prima contribuito a formare attraverso il Pakistan e che, una volta servite allo scopo, dovevano essere eliminate.
In Iraq, dove durante la guerra del 1991 erano già stati saccheggiati almeno 13 musei, il colpo mortale al patrimonio storico è stato inferto con l’invasione iniziata dagli Usa e alleati nel 2003. Il sito archeologico di Babilonia, trasformato in campo militare Usa, fu in gran parte spianato con i bulldozer. Il Museo nazionale di Baghdad, volutamente lasciato sguarnito, fu saccheggiato: sparirono oltre 15mila reperti, testimoni di cinquemila anni di storia, 10mila dei quali non sono più stati ritrovati. Mentre militari Usa e contractor partecipavano al saccheggio di musei e siti archeologici e al mercato nero degli oggetti rubati, il segretario alla difesa Rumsfeld dichiarava «sono cose che capitano». Come oggi in Siria, mentre quasi tutto il «mondo della cultura» occidentale osserva in silenzio.

Fonte: ilmanifesto.it

 

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Il Papa Nero si fa Bianco

Abbiamo previsto un paio di fumate nere, così è stato. Abbiamo previsto un papa gesuita, così è stato. La lobby mondiale di Bilderberg e soci non si smentisce. Ma se straordinaria è l’abdicazione di un papa, lo è ancor più che un gesuita diventi papa. Di dimissionari ce ne sono stati, di gesuiti papi egli è il primo. Qualcuno potrà pensare a Leone XIII, ma aveva solamente studiato dai gesuiti, e gesuita non era. Un gesuita papa? Evento storico! L’impossibile diviene possibile, il Papa Nero (dal colore della veste dei gesuiti) e il Papa Bianco (quello di Roma, che ubbidisce però al Nero) riuniti in una sola persona.

Sarebbe come mettere un lupo a guardia di un gregge, un pedofilo a dirigere un asilo. Non alludo soltanto alla massoneria che accompagna i gesuiti, poiché di cardinali massoni è pieno da sempre il Vaticano. Quando nel 1978 il giornalista della P2, Mino Pecorelli, pubblicava sull’Osservatore Politico la lista dei cardinali massoni, papa Luciani era sul punto di silurarne molti (compreso quel Marcinkus, capo dello IOR) se il veleno non l’avesse raggiunto poche ore prima. Grave errore fu confidarsi con l’allora Segretario di Stato Villot, anch’egli membro della loggia P2. Pecorelli sarà ucciso pochi mesi dopo ma per ulteriori motivi. Un altro scrittore affiliato alla P2, Pier Carpi, parlò chiaramente di Loggia Ecclesia, operante in Vaticano alle dipendenze dirette del Duca di Kent, loggia che lo stesso Gelli definì “potentissima, composta solo da cardinali e alti prelati”. Perché ricordarlo?

I gesuiti cominciarono a infiltrare la massoneria dal suo nascere nel Settecento e forse fu il vero motivo che spinse Clemente XIV a sciogliere l’Ordine nel 1773. Forse era quel qualcosa, come disse quel papa, che teneva celato nel suo cuore. Prima di essere avvelenato con arsenico l’anno seguente. Arsenico come quello che due secoli prima viaggiava sui galeoni spagnoli della terza spedizione coloniale in Perù, con il quale fu avvelenato il vino che sterminò l’Inca e il suo popolo. Lo provano documenti di viaggio redatti da certi frati e rinvenuti in casa del principe di Sansevero a Napoli.

Cosa fecero i gesuiti dopo lo scioglimento dell’Ordine? Tre anni dopo, un agente dei Rothschild che aveva studiato nelle loro scuole, Adam Weishaupt, fondò l’ordine degli Illuminati, nel quale confluirono molti della disciolta Compagnia di Gesù. È il tempo in cui massoneria, illuminati, gesuiti, banchieri ebrei cominciano a collaborare ad majorem Dei gloriam (o alla maggior gloria del denaro?). Come scrive il vostro Umberto Eco: “I gesuiti sono massoni vestiti da donna”. Ecco allora che, tramite i loro bracci secolari, i Rothschild pianificarono e finanziarono la rivoluzione francese e Napoleone. I gesuiti erano ai vertici dell’organizzazione che minò le monarchie colpevoli di aver fatto cadere il loro Ordine. Quello stesso Ordine che, guarda caso, ricomparirà due mesi dopo la sconfitta di Napoleone a Waterloo, nel 1814. “Il più assoluto dei dispotismi e il più grande degli abusi”, così Napoleone definirà il gesuitismo, accortosi troppo tardi di essere stato manovrato. Avendo finanziato Wellington, Natan Rothschild ebbe così il completo controllo sulla Banca d’Inghilterra, e i gesuiti la loro vendetta.

Gesuiti sono i Rothschild, i Morgan, i Rockefeller. Quindi il CFR, feudo di questi ultimi. Fu il banchiere sionista J. P. Morgan, gesuita, a scatenare la crisi economica americana che, con l’aiuto degli altri banchieri e del presidente Wilson, altro gesuita, portò all’incostituzionale Federal Reserve. Non è necessario essere preti per essere gesuiti. Fu Morgan a finanziare la costruzione del Titanic, sul quale invitò per il viaggio inaugurale molti dei magnati a lui contrari, mandati a morire tra i ghiacci l’anno prima della costituzione truffaldina della Federal Reserve. Gesuita era il capitano Smith, comandante di quel transatlantico, al quale fu ordinato di lanciare a tutta velocità la nave contro l’iceberg, spianando così la via alla privatizzazione della Banca americana.

Comunismo, sionismo, nazionalsocialismo, sono tra le creature della potentissima lobby economica ebraica, massonica, gesuita. Scrisse Hitler: “Ho imparato dai gesuiti. Una buona parte di questa organizzazione l’ho trasportata direttamente nel mio partito. Sto fondando un ordine (le SS)… In Himmler vedo il nostro Ignazio di Loyola”.

Il vostro Monti è un gesuita. Professore universitario e rettore, capo del governo delle università private, per lo più cattoliche. L’istruzione è da sempre nelle mani dei gesuiti, che se la contendono con quelli dell’Opus Dei. Stessa cosa con le finanze vaticane, da sempre amministrate dai gesuiti. L’Opus Dei, nato in Spagna come la Compagnia di Gesù, scaturito dai gesuiti stessi, fu avversato dai papi fino a Giovanni Paolo II, che invece lo portò alle stelle e ne santificò il fondatore. Dell’Opus Dei era perfino il suo portavoce Navarro e il presidente dello IOR, Ettore Gotti Tedeschi. Benedetto XVI non fece che continuare a favorire gli opusdeisti, irritando i gesuiti. Altro motivo per deporre quel papa e sostituirlo con un gesuita che sistemerà le dissestate finanze dello IOR. La dismissione del papa era già nell’aria durante la guerra in Vaticano dello scorso anno e spiega l’improvvisa cacciata di Gotti Tedeschi, dopo la sua rottura con Bertone e a maggior ragione con lo scandalo MPS. Il nuovo capo dello IOR è stato nominato, tanti mesi dopo, proprio all’indomani dell’abdicazione del papa. Un papa che, ancora una volta, l’arsenico stava lentamente avvelenando.

In Vaticano non si aggira più un pastore tedesco ma un gesuita argentino. Il tutto previsto da tempo: prova ne è che due settimane dopo la sua elezione era già in distribuzione il libro biografico del nuovo papa. Nella riunione straordinaria di Bilderberg a Roma il 13 novembre dello scorso anno che cosa si sarà mai deciso? Magari le dimissioni di Monti, del papa e il predominio dei gesuiti su tutti? Adesso le guerre intestine in Vaticano potranno cominciare a quietarsi. Il Papa Nero ha messo un suo luogotenente a governare Roma e ha pieni poteri come mai nella storia dell’umanità.

Troppo presto per valutare papa Francesco e capire se il richiamo è al Santo di Assisi oppure a San Francesco Saverio, Francisco Javier, cofondatore con Ignazio di Loyola della Compagnia di Gesù. Vedremo se si comporterà da francescano o da gesuita. Bergoglio è molto potente, lo era già da cardinale, tanto sa essere determinante perfino nell’elezione di Obama a presidente. Obama, un altro Bilderberg. Se Bergoglio ha ricevuto mandato dai poteri bancari che puntano al governo mondiale lo vedremo nel lungo periodo quando, conquistati i cuori dei fedeli, amato e venerato al di sopra di ogni sospetto, dovrà convincerli a ubbidire alla dittatura mondiale. State certi che tutti lo seguiranno levando inni di gioia al Signore: l’idolo amato dalla gente, il buon pastore della Chiesa povera, dirigerà le sue greggi verso la tana del lupo. Questo con B16 non sarebbe stato possibile. Questo è essere gesuiti. Questo è un Papa Nero.

ELIA MANDEL, Toscana, marzo 2013

 

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LA GRECIA FA I CONTI CON LA TROIKA

Se la situazione della Grecia descritta nel libro La guerra dell’Europa era già molto preoccupante, negli ultimi mesi la devastazione è diventata profonda, diffusa e palpabile in tutto il paese. A nulla sono servite ben due tornate elettorali a distanza di poche settimane fra l’una e l’altra: con una legge elettorale (che alcune forze politiche vorrebbero in qualche modo imitare nella riforma di quella italiana) che attribuisce un premio di maggioranza di ben 50 seggi su un totale di 300 al primo partito, è relativamente semplice rovesciare la volontà dell’elettorato. Infatti, il governo greco oggi deve piegarsi alle richieste e ai ricatti della troika – Commissione Europea, Banca Centrale Europea e Fondo Monetario Internazionale – nonostante la maggioranza di chi si è recato alle urne abbia scelto una formazione contraria all’Euro e al cosiddetto Memorandum.

In barba quindi alla cosiddetta governabilità ottenuta con l’espediente elettorale, la popolazione greca sta vivendo una disperazione agghiacciante: non solo bambini che svengono a scuola per la denutrizione, ma anche ospedali che chiudono, un comparto produttivo azzerato, il 27% dei cittadini che si trova al di sotto della soglia di povertà, decine di migliaia di persone (spesso famiglie intere) che vivono all’aperto nei parchi di Atene perché hanno perduto lavoro e casa. Si tratta di chi magari era giunto a pagare l’80-85% del proprio mutuo, ma non avendo più un’occupazione, si è visto portare via la propria abitazione dalle banche, per via del meccanismo che prevede il saldo anticipato degli interessi e solo in seguito il pagamento del prestito effettivamente ricevuto.

Dopo ben cinque anni di recessione continua, la penisola ellenica è allo stremo. Secondo il parametro ufficiale del PIL, si sono persi 22 punti percentuali negli ultimi quattro anni a causa delle politiche cosiddette di austerity. Per chiarire meglio questo punto si pensi che la portata delle manovre greche è di 63 miliardi di euro; contestualizzando il dato in Italia, sarebbe come dire che sono stati eseguiti tagli per circa 600 miliardi.

Per alleggerire la povertà dilagante, in conseguenza dei provvedimenti adottati, il Ministero dello Sviluppo ellenico ha approvato ad inizio ottobre una legge per permettere ai supermercati di commercializzare a prezzi stracciati (con uno sconto del 66%) i prodotti alimentari scaduti, fino a 90 giorni – a seconda dei generi – dalla data del consumo indicato. Ma anche acquistare questo tipo di cibo per sfamarsi può essere proibitivo per chi non ha alcun reddito, perché è stato licenziato, ha chiuso la propria attività oppure non trova proprio il lavoro. E oggi un Greco su 4 è disoccupato, mentre ben oltre il 54% dei giovani non ha occupazione (dati allarmanti che però non tengono contro anche dei tanti che hanno smesso di cercare lavoro).

Nelle città aumenta così la micro-criminalità (furti, scippi, scassi), mentre un numero crescente di persone, spinte dalla disperazione si riducono a delinquere o a prostituirsi. La popolazione che invece ha ancora un lavoro, si ritrova spesso a protestare contro le misure di austerità: in 10 mesi sono stati fatti addirittura 4 scioperi generali, e quello del 18 ottobre, durante il quale un manifestante di 66 anni è stato stroncato da un infarto, è stato il secondo in poco più di un mese.

Un panorama tanto allarmante ha indotto il Ministro delle Finanze Yannis Stournas a dichiarare a metà ottobre che “La Grecia ha urgentemente bisogno della nuova tranche da 31,5 miliardi di euro altrimenti morirà asfissiata”. Ma non sarà un’iniezione di denaro, fra l’altro in larga parte indirizzato alle banche, che potrà salvare una situazione ormai generalmente compromessa. Senza calcolare che ogni volta che si parla di aiuti dall’UE o dalla troika, in realtà si dovrebbe indicare che si tratta di prestiti da restituire con relativi, salatissimi, interessi.

Il destino della Grecia sarebbe, infatti, appeso, secondo le Istituzioni, gli economisti e i politici, al rapporto della troika atteso per fine novembre. Al momento è certo che il paese si trova davanti a tre sole possibilità: tagli, un nuovo pacchetto di misure oppure una proroga nei tempi indicati per la realizzazione dei provvedimenti imposti. La stessa Christine Lagarde del Fondo Monetario Internazionale si è resa disponibile a dare più tempo alla Grecia, ma è stata immediatamente rimproverata da Wolfgang Schauble (che ha deciso, alcuni mesi fa, la formazione di 160 finanzieri tedeschi da spedire in Grecia per appropriarsi direttamente delle tasse versate). Secondo il Ministro delle Finanze della Germania, la politica di austerità non può assolutamente essere allentata.

Risultato? La troika chiede in questi giorni ad Atene di effettuare nel 2013 (in anticipo rispetto a quanto previsto) una politica per ulteriori 9 miliardi di euro di tagli, in modo da poter accedere alla tranche di aiuti invocata dal Ministro Stournas. Le trattative non sono però state così ‘tranquille’: il 16 ottobre la troika ha interrotto per breve tempo i negoziati con il governo greco, salvo poi riprendere i rapporti via email, dopo una consultazione telefonica con la Lagarde. L’attrito, anche interno allo stesso terzetto, sarebbe stato imputabile alle diverse posizioni rispetto alle misure da attuare. Dall’Unione Europea sono state, infatti, avanzate richieste come il taglio del 50% degli indennizzi di licenziamento con effetto retroattivo (a partire dall’1 gennaio 2012), l’incremento dei giorni lavorativi (da 5 a 6 alla settimana), l’eliminazione degli adeguamenti delle retribuzioni previste dal contratto nazionale ogni 3 anni, il licenziamento di ulteriori 15.000 dipendenti pubblici.

Non solo. La troika deve anche verificare quanto la Grecia sia stata disciplinata e abbia attuato i provvedimenti già indicati nel Memorandum. La Merkel  si è addirittura recata personalmente ad Atene per rendersi conto di quanto sia stato fatto dagli ellenici ma, nonostante tutto, il suo giudizio è stato inflessibile: “C’è ancora molto da fare”. Un’opinione probabilmente utile per la Cancelliera anche in occasione dell’incontro nella capitale con imprenditori e rappresentanti delle aziende tedesche che operano nella penisola ellenica, come Siemens, Ote, Bauer, oltre a istituti bancari come Alphabank ed Eurobank. La Grecia infatti è oggetto degli appetiti di grandi aziende straniere, in alcuni casi vere e proprie multinazionali, pronte ad avventarsi sul bottino ellenico, anche grazie alle ingenti privatizzazioni imposte dalla stessa troika.

Curiosamente, al Forum organizzato dall’International Herald Tribune ad Atene il 15 e 16 ottobre, anche chi ha duellato nell’ultima tornata elettorale, come l’attuale primo ministro e i presidenti del social-democratico Pasok e del partito della sinistra Syriza, sono stati relatori per definire il programma di privatizzazioni, definito “una priorità strategica per il paese”. Così, alla piattaforma prevista per nuove opportunità di investimento, anche nei “settori chiave dell’economia greca, come energia, miniere, turismo e sviluppo delle infrastrutture”, partecipano rappresentanti del Fondo Monetario Internazionale, l’ambasciatore australiano, il presidente della camera di commercio Franco-Ellenica, uno dei direttori del Roubini Global Economics (strettamente collegato allo statunitense Council on Foreign Relations), oltre al vicepresidente del settore sviluppo economico della Lockheed Martin Aeronautics. Convegni internazionali come questo potrebbero dunque accreditare quanti vanno sostenendo che nell’Egeo ci sarebbero enormi risorse di petrolio, gas naturale e altri minerali e che quindi la Grecia dovrebbe seguire Cipro, che ha già concluso un accordo con Tel Aviv per lo sfruttamento comune degli idrocarburi.

Quel che è certo è che il sistema di potere della grande finanza internazionale, rappresentato dalla troika, non mollerà la presa. Al vertice europeo del 18 ottobre, Mario Monti ha fatto proprie le parole del presidente dell’euro Parlamento Juncker, secondo il quale durante l’incontro “si è stabilito in modo definitivo che nessuno pensa, né chiede di escludere la Grecia dall’euro zona, né di metterla in una posizione in cui si autoescluda.”  Nessuna via d’uscita dunque, nonostante i trattati europei prevedano chiaramente la possibilità di recesso da istituzioni totalmente vocate a un’Unione che è soprattutto bancaria e che soddisfa le pretese originatesi con la speculazione finanziaria. L’uscita da queste trappole avrebbe, secondo molti, costi elevatissimi. Ma siamo davvero sicuri che questi siano più elevati di quanto non implichi la nostra permanenza?

 
 

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Le origini segrete della banca d’Inghilterra

di Stepehn Goodson – tratto da “Rinascita”
www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=17542

Dall’A.D. 757 fino alla morte nel 791, il grande Re Offa governò il regno di Mercia (1), uno dei sette regni autonomi della eptarchia anglosassone. Offa era un saggio ed abile amministratore dal cuore gentile, benchè fosse duro con i suoi nemici. Egli fondò il primo sistema monetario in Inghilterra (diversa dalla Britannia romano-celtica). Causa la scarsità di oro, usò l’argento per il conio e come riserva di ricchezza. L’unità di conto monetaria era una libbra di argento, divisa in 240 pennies. Sui pennies veniva impressa una stella (antico inglese “stearra”), dalla quale deriva la parola “sterling”. Nel 787 Offa introdusse una legge che proibiva l’usura, cioè caricare di interesse il prestito della moneta. Le leggi contro l’usura furono ulteriormente rafforzate dal Re Alfredo (r. 865- 99) che ordinò la confisca delle proprietà degli usurai, mentre nel 1050 Edoardo il Confessore (1042-66) decretò non solo la confisca, ma anche che l’usuraio fosse dichiarato fuorilegge e condannato al bando perpetuo.

PRIMA MIGRAZIONE ED ESPULSIONE EBRAICA..

Gli ebrei giunsero per la prima volta in Inghilterra nel 1066 in seguito alla sconfitta di Harold II ad Hastings provocata da Guglielmo I il 14 ottobre. Questi ebrei arrivarono da Rouen, 75 miglia da Falaise, dove Guglielmo venne al mondo illegittimamente come Guglielmo il Bastardo. Nonostante le registrazioni storiche non dicano se essi appoggiarono l’idea di una invasione militare dell’Inghilterra, questi ebrei per lo meno la finanziarono. Per questo sostegno essi furono riccamente remunerati permettendo loro di praticare l’usura sotto la protezione reale (2). Le conseguenze per il popolo inglese furono disastrose. Facendo pagare ratei di interesse del 33% l’anno sui terreni ipotecati dai nobili ed il 300% l’anno sugli strumenti di mestiere e su tutti i beni impegnati dai lavoratori, entro due generazioni un quarto di tutte le terre inglesi cadde nelle mani degli usurai ebrei. Inoltre questi immigrati minavano l’etica delle corporazioni ed infuriavano i mercanti inglesi vendendo una gran quantità di merce “sotto lo stesso tetto” (con una singola licenza). Ebbero inoltre un ruolo primario nel limare le monete d’argento fondendo la limatura in lingotti e placccando d’argento lo stagno.

Il famoso economista Dr. William Cunningham paragona l’attività degli ebrei in Inghilterra dall’11° secolo in poi ad una spugna, che succhia tutta la ricchezza della terra e ne compromette lo sviluppo economico. E’ interessante notare che vi sono le prove che perfino in questo periodo inziale il Governo fece tutto ciò che era in suo potere per indurre gli ebrei a commerci decenti e lavoro onesto e quindi amalgamarsi con il resto della popolazione, ma senza successo. (3).
Nel 1233 e nel 1275 furono approvati gli statuti sulla Giudea che abolivano qualsiasi forma di usura. Siccome gran parte di questi ebrei non potevano “guadagnarsi da vivere”, fu approvata una legge del Re Edward I (1272-1307) il 18 luglio1290 che obbligava tutta la popolazione ebraica di 16.000 persone a lasciare l’Inghilterra per sempre (4). A differenza della pratica moderna di pulizia etnica, agli ebrei, dopo il pagamento di 1/15° del valore dei loro beni e 1/10° delle loro monete, fu permesso di uscire con tutti i loro beni ed attrezzi. Qualsiasi ebreo che restasse in Inghilterra dopo il 1° novembre 1290 (Tutti i Santi) era passibile di esecuzione.

IL GLORIOSO MEDIO EVO
Con il bando dei prestatori di denaro e l’abolizione dell’usura (5), c’erano ben poche tasse da pagare e nessun debito statale, perché il Governo usava i “tally sticks” (bastoni di legno con le tacche), denaro senza interessi. L’Inghilterra ora godeva un periodo disviluppo e prosperità senza paragoni. Il lavoratore medio lavorava solo 14 settimane l’anno e godeva da160 a 180 giorni di festivi. Secondo Lord Leverhulme, uno scrittore dell’epoca: “Gli uomini del 15° secolo erano molto ben pagati “, così bene che il potere d’acquisto delle loro paghe ed il loro standard di vita sarebbe stato superato solo nel tardo 19° secolo.

Houston Stewart Chamberlain, il filosofo anglo-tedesco, conferma queste condizioni di vita ne “ The Foundations of the XIX Century”: “Nel 13° secolo, quando le razze teutoniche cominciarono a costruire il loro nuovo mondo, l’agricoltore in quasi tutta l’Europa era un uomo libero, con una assistenza più assicurata di quanto lo sia oggi. La proprietà del terreno era la regola, cosicchè l’Inghilterra, oggi sede del latifondo – era fino al 15° secolo quasi interamente in mano a migliaia di agricoltori, che non solo erano proprietari legittimi della loro terra, ma possedevano in aggiunta il diritto al libero accesso a pascoli e boschi comuni”

FINE DELL’ETA’ DELL’ORO
Durante il 17° secolo questa età dell’oro si concluse tragicamente. Un gran numero di ebrei che erano stati espulsi dalla Spagna nel 1492 da Isabella I di Castiglia e da Ferdinando II di Aragona (8) si stabilirono in Olanda. Benchè gli olandesi all’epoca fossero una potenza marittima, gli usurai ebrei che si erano stabiliti ad Amsterdam desideravano ritornare in Inghilterra, dove le prospettive per espandere le operazioni di prestiti di denaro erano più promettenti. Durante il regno della Regina Elisabetta I (1558-1603) piccoli gruppi di “marrani” – ebrei spagnoli che si erano convertiti ad una forma falso cristianesimo – si stabilirono a Londra. Molti di essi erano orafi, accettavano depositi di oro in custodia e quindi emettevano ricevute dieci volte l’ammontare dell’oro custodito come ricevute di oro, cioè prestiti con interesse. Queste ricevute, precursori del sistema fraudolento di riserva frazionaria delle banche, erano all’inizio prestate alla Corona o al tesoro all’8% l’anno, ma secondo Samuel Pepys (9), diarista e segretario dell’Ammiragliato, il rateo di interesse aumentò fino al 20% o addirittura il 30% l’anno (10) L’ interesse che i mercanti pagavano spesso eccedeva il 33% l’anno, anche se il rateo legale era il 6% l’anno (11). Operai e bisognosi sopportavano il peso di questi interessi estorsivi dovendo pagare 60%, 70% o fino all’80% l’anno (12). Secondo Michael Godfrey, autore dell’opuscolo intitolato “A short Account of the Bank of England”, da 2 a 3 milioni di sterline si erano perdute per bancarotta di orafi e scomparsa dei loro commessi (13).

Nel 1534, con la Legge sulla Supremazia, la chiesa d’Inghilterra fu dichiarata religione ufficiale dal Re Enrico VIII (1509-1547). Durante i secoli 16° e 17° le credenze puritane basate sugli insegnamenti di John Wycliffe e John Calvin (14) guadagnarono un crescente numero di aderenti. I Puritani consideravano la Bibbia la vera Legge di Dio e incoraggiavano la sua lettura, la preghiera ed i sermoni e la semplificazione del rituale dei sacramenti. Il Re Stuart Charles I (1625-1649), che desiderava mantenere la preminenza della chiesa anglicana, giunse ad aspro conflitto con i Puritani, che stavano facendo grandi progressi nel proselitismo della intera popolazione. Dopo l’assassinio dell’amico fidato e consigliere di Carlo, il duca di Buckingham, nel 1628, gradualmente si isolò dalla gente.

Le crescenti divisioni religiose fornirono la perfetta opportunità di sfruttamento ai cospiratori ebrei. Come scrisse Israel Israeli, il padre del Primo Ministro Benjamin Israeli ne “The Life and Reign of Charles I” “la nazione fu artatamente divisa fra Sabatariani e violatori del Sabato (15).
Nel 1640 uno dei capi della comunità ebraica clandestina Fernandez Carvajal, mercante e spia, conosciuto anche come “The Great Jew”, organizzò una milizia armata di circa 10.000 membri, che furono utilizzati per intimidire i londinesi e seminare la confusione. Furono distribuiti un gran numero di opuscoli e volantini (16).Ben presto scoppiò la guerra civile fra i Realisti (Anglicani) e “Rounbdheads” (Puritani) che durò dal 1642al 1648. I Roundheads con il loro esercito “New Model Army” furono vittoriosi e si stima che morirono190.000 persone, il 3,8% della popolazione. Il capo dei Roundheads (o Parlamentaristi) era Oliver Cromwell (1599-1658), il cui esercito “NewModel Army” non solo era attrezzato e approvvigionato dal capo imprenditore ed agitatore di mestiere, Fernando Carvajal, ma anche rifornito di denaro dagli ebrei prestatori di soldi di Amsterdam. Il capo degli ebrei olandesi, Monasseh ben Israel (17), inviò una petizione a Cromwell chiedendogli che fosse permesso agli ebrei di immigrare in Inghilterra in cambio dei favori finanziari, da lui generosamente forniti (18).

L’ASSASSINIO DI RE CARLO I
Il tradimento a cui si abbassò Cromwell è rivelato nella corrispondenza fra lui e la sinagoga di Muelheim (Germania): “16 giugno 1647. da A.C. (Oliver Cromwell) a Ebener Pratt: In cambio del sostegno finanziario sosteniamo l’ammissione degli ebrei in Inghilterra. Questo è impossibile con Re Charles vivente. Charles non può essere giustiziato senza processo, non esistono al momento ragioni adeguate . Quindi consigliamo che Charles sia assassinato, non sarà difficile procurare un assassino, che lo aiuterà a fuggire”. La risposta: “Ad Oliver Cromwell da Ebebener: Forniremo aiuto finanziario appena Carlo sarà rimosso e gli ebrei riammessi. L’assassinio è troppo pericoloso. A Charles sarà data l’opportunità di fuggire: la sua cattura giustificherà il processo e l’esecuzione. Il sostegno sarà liberale, ma non è il caso di discutere i termini fino a quando comincerà il processo” (19).

Re Charles era trattenuto come virtuale prigioniero a Holmy House, Northamptonshire. Il 4 giugno 1647 500 rivoluzionari catturarono il Re, ma gli consentirono di fuggire all’isola di Wight, dove fu in seguito arrestato . Il 5 dicembre 1648 la Camera dei Comuni decise “che le concessioni del Re erano soddisfacenti per un accomodamento” (20). Cromwell quindi epurò la Camera dei Comuni con l’assistenza del colonnello Pryde fino a quando rimase un gruppetto di 50 membri, che votarono opportunamente che il Re fosse processato. Non un singolo avvocato se la sentiva di vergare un atto di accusa contro il Re. Alla fine fu un ebreo olandese che provvide alla bisogna, Isaac Dorislaus. Il Re fu costretto a partecipare ad un processo spettacolo in una Alta Corte di Giustizia nella quale due terzi dei suoi membri erano ””levellers” (agitatori cromwelliani) dell’esercito.
Il Re Charles rifiutò di chiedere la grazia, ma fu dichiarato colpevole e giustiziato il 29 gennaio 1649. Quando la processione si avvicinò al patibolo, moltissimi componenti della folla gridarono: “God save the King!” Quando tutto fu finito si udirono molti gemiti di angoscia.

SECONDA IMMIGRAZIONE EBRAICA
Dal 7 al 18 dicembre 1655 Cromwell tenne una conferenza a Whitehall allo scopo di ottenere l’approvazione per l’immigrazione su vasta scala degli ebrei. Nonostante la sala fosse gremita di sostenitori di Cromwell, la schiacciante maggioranza dei delegati, in massima parte preti, legali e mercanti, votò contro l’ingresso degli ebrei in Inghilterra (22). Nell’ottobre 1656 ai primi ebrei fu surrettiziamente permesso di entrare liberamente in Inghilterra, nonostante forti proteste registrate dal sottocomitato del Consiglio di Stato, che dichiarò che questi ebrei “sarebbero stati una grave minaccia per lo Stato e per la religione cristiana”. I mercanti, senza eccezione, parlarono contro l’ammissione degli ebrei. Essi dichiararono che gli immigranti proposti sarebbero stati “moralmente pericolosi per lo Stato e che la loro ammissione avrebbe arricchito gli stranieri a spese degli inglesi” (24).

Cromwell morì il 3 settembre 1658, succeduto dal figlio, Richard, che governò per nove mesi. Charles II (1660-1685), figlio del giustiziato Charles I, succedette al padre. Nonostante egli fosse l’ultimo monarca inglese ad emettere banconote con pieno diritto, fece due errori fatali nell’esercizio del potere. Il 1° agosto 1663 approvò la legge eufemisticamente di sondaggio per l’incoraggiamento del commercio che permise l’”esportazione di tutte le monete straniere, lingotti d’oro o d’argento, liberi da interdizione, regolamentazione o imposte di qualsiasi genere” (25). Tre anni più tardi con la legge per l’ incoraggiamento della coniatura permise a privati, bancari ed orefici di coniare le monete del regno nella zecca reale e con ciò acquisire i considerevoli benefici del reddito del signoraggio (26) per loro conto privato.

Il regno di suo fratello James II (1685-1688) regnò appena tre anni. Egli fu vittima di opuscoli senza scrupoli e propaganda, provenienti in gran parte dall’ Olanda. Una spedizione militare condotta dal principe William d’Orange alla fine lo detronizzò. Benchè l’esercito di James fosse numericamente superiore, fu scoraggiato dall’attaccare dopo che John Churchill, primo duca di Marlborough, lo aveva improvvisamente abbandonato. Secondo l’enciclopedia ebraica, Churchill ricevette uno stipendio annuale di 6.000 sterline dall’ebreo olandese Solomon Medina in pagamento della sua condotta traditrice. (27)

La campagna militare di William d’Orange come quella dell’altro William il Conquistatore nel 1666 era stata finanziata da banchieri ebrei. In cambio del loro appoggio William III (1689-1702) avrebbe trasferito le prerogative reali di emettere la valuta dell’Inghilterra libera da debito ed interesse ad un consorzio conosciuto come “Governor and Company of the Bank of England.” A.N. Field in “All these Things” riassume questi gravi momenti come segue: “Trentatre anni più tardi dopo che Cromwell aveva ammesso gli ebrei in Inghilterra, un principe olandese arrivò da Amsterdam circondato da uno sciame di ebrei di quel centro finanziario. Estromettendo suo suocero dal regno, graziosamente accettò di ascendere al trono d’Inghilterra. Un risultato naturale che seguì questo evento fu la inaugurazione del debito nazionale in seguito alla fondazione della Banca d’Inghilterra allo scopo di prestare denaro alla Corona. L’Inghilterra aveva sempre pagato di tasca sua fino all’arrivo degli ebrei.Si aprì in quel momento il monte di pietà e la risultante situazione in cui si trova oggi non potrebbe essere descritta meglio delle parole che Shakespeare con visione profetica mette in bocca al morente John de Gaunt: “This blessed plot, this earth, this realm, this England … ./this land of such dear souls, this dear, dear land/Dear for her reputation through the world,/is now leas’d out, (I die pronouncing it,/like to a tenement, or :/or pelting farm/England, bound in with the triumphant sea,/Whose rocky shore beats back the envious siege/Of wat’y Neptune, is now bound in with shame,/with inky blots,and rotten parchment bonds: /That England, that was wont to conquer others,/Hath made a shameful conquest of itself.” (Richard II, Act 2, Scene 1).

La storia del secondo insediamento ebraico in Gran Bretagna è una lunga scia di obbligazioni di pergamena che incatenano la nazione al debito. Ogni passo dell’ascesa ebraica negli affari della nazione è stato contrassegnato dall’aumento e moltiplicazione del debito.

LA BANCA D’INGHILTERRA
La necessità di una banca centrale privata fu affrontata da un pirata in pensione, (29), William Paterson, quando scrisse un opuscolo nel 1693 intitolato “A Brief Account of the intended Bank of England” (30). Si sarebbe più avanti vantato che “questa banca avrebbe il beneficio dell’interesse sul denaro che egli avrebbe creato dal nulla”(31). Il 21 giugno 1694 si aprirono le liste di sottoscrizione della banca, che aveva un capitale di 1.200.000 sterline. Il seguente lunedì questa somma era stata interamente sottoscritta

Lo scopo apparente della banca era di prestare al Re William somme illimitate all’8% annuo per permettere la prosecuzione della guerra, ed in particolare il conflitto contro Luigi XIV di Francia (32). La banca avrebbe quindi ricevuto dalla Corona interesse di 100.000 sterline all’anno, le ulteriori 4.000 sterline come imposta amministrativa. La banca acquistò inoltre il diritto di emettere 1.200.000 sterline in banconote senza copertura aurea.
Prima degli elenchi, gli statuti della banca erano attentamente esaminati da Serjeant Levinz allo scopo di accertare che la banca si attenesse ai suoi scopi nascosti, cioè derubare perpetuamente il popolo inglese permettendo la creazione della moneta nazionale e mezzi di scambio dal nulla, con interessi. Tutto questo denaro contraffatto era accompagnato da interesse composto. Levinz era un ebreo di Amsterdam che praticava l’avvocatura (33).

Ci fu forte opposizione alla fondazione della banca. I più contrari erano gli orefici ed i prestatori di denaro, che a buona ragione temevano che essa avrebbe condotto al loro usuraio racket della riserva frazionaria bancaria fondata sulle loro ricevute di oro. I proprietari di case e la piccola nobiltà terriera temevano una scalata dei ratei di interesse poiché la banca avrebbe tenuto sotto controllo la circolazione monetaria della nazione. C’erano affermazioni che la banca avrebbe favorito certi mercanti con bassi ratei di interesse. Il più grande timore era che la banca sarebbe cresciuta troppo potente e sarebbe divenuta la pietra angolare del commercio mondiale (34). Sfortunatamente ciò è esattamente ciò che accadde, quando la Banca d’Inghilterra diventò il modello sul quale furono copiate le altre banche centrali. A quell’epoca la Camera dei Comuni aveva 512 membri, di cui 243 Tories, 241 Whigs e 28 membri di cui non conosciamo l’orientamento (35). Circa due terzi dei membri erano gentiluomini di campagna e si crede che di 512 membri il 20% di essi fosse illetterato. La legge fu dibattuta nel luglio 1694, nel pieno dell’estate, quando la maggior parte dei membri rurali erano occupati negli affari della campagna e nella raccolta della produzione agricola (36).

In quel fatale venerdì 27 luglio 1694, quando fu concesso l’atto costitutivo, solo 42 membri erano presenti , tutti Whigs, poiché i Tories avversavano la legge (questo dimostra come fosse composto il quorum all’epoca), Il titolo della Legge on faceva menzione della proposta Banca d’Inghilterra, che è descritta solo, o meglio, secretata, con un inintelligibile linguaggio per i profani.
Le parole della Legge cominciavano come segue:”William and Mary by the grace of God, King and Queen of England, Scotland, France and Ireland, defenders of the faith, etc. To all for whom these presents shall come greetings. …” La terza frase, contenente 242 parole, comincia: “Whereas in and by a certain Act made in Parliament entitled an Act for granting to Their Majesties several rates and duties upon tonnage of ships and vessels, and upon beer, ale, and other liqueurs, for securing certain recompenses and advantages in the said Act mentioned, to such persons as shall voluntarily advance the sum of fifteen hundred thousands pounds towards carrying on the war it is amongst other things enacted…..(37).”

L’essenza dei primi due terzi della legge elenca la necessità di imporre un complicato insieme di nuove aliquote di tasse e imposte su navi, birra, ale ad altri liquori. Il vero motivo di queste tasse era la necessità di pagare gli interessi sui futuri prestiti governativi. Poco dopo furono introdotte ulteriori tasse inclusi imposta fondiaria, tassa su carta da parati, testatico (imposta su ogni persona sopra i quindici anni, tassa sul sale, imposta di bollo, imposta sulle finestre, che rimpiazzava la tassa sul focolare o tassa sulla ciminiera. Altre tasse introdotte furono la tassa sui venditori ambulanti, tassa su carrozze d noleggio, tassa sulle nascite e sui matrimoni e funerali e per finire la tassa sugli scapoli (38). Comunque, la più punitiva delle tasse introdotte fu l’imposta sull’entrata, riscossa al 20%. Fu applicata non solo sulle società, ma anche sugli individui (39).

GUERRA E SCHIAVITU’ DEL DEBITO
Da quel momento sarebbe emerso il disegno di preparare guerre non necessarie che avrebbero elevato istantaneamente il debito nazionale e i profitti degli usurai.
Significativamente, molte di queste guerre furono iniziate contro Paesi che avevano attuato sistemi di banche statali senza interesse, come fu il caso delle colonie nordamericane e Francia sotto Napoleone. Questo schema di attaccare ed imporre il sistema bancario dell’usura è stato largamente impiegato nell’era moderna e comprende la sconfitta della Russia imperiale nella I Guerra mondiale, Germania, Italia e Giappone nella Seconda, e recentemente Libia nel 2011. Questi erano Paesi che avevano sistemi bancari statali, che distribuivano la ricchezza prodotta su basi uguali e provvedevano ai loro popoli con una qualità di vita di gran lunga superiore a quella dei loro rivali e controparti.

Entro due anni dalla sua fondazione nel 1696 la Banca d’Inghilterra aveva un valore circolante in banconote di 1.750.000 con una riserva aurea solo del 2% o 36.000 sterline (40). Il 1 maggio 1707 si ebbe l’unione fra Inghilterra e Scozia, motivata in gran parte dalla necessità di assumere il controllo della zecca reale di Edimburgo, che ebbe luogo nel 1709.
Nel 1720 dopo la conclusione della Guerra di Successione spagnola (1701-1714) il debito nazionale era salito a 30 milioni di sterline con un costo della guerra stessa di 50.000.000 di sterline- (41). Dopo la guerra di indipendenza americana (1776-1883) che si combattè dopo che i colonialisti avevano obbligato i coloniali a rimpiazzare la loro valuta senza debito con moneta inglese, il che risultò in una disoccupazione del 50& ed il debito nazionale schizzò a 176 milioni di sterline.

Nel 1786 il Primo MinistroWiliam Pitt il Giovane cercò di abolire il debito nazionale con un accantonamento periodico che generò interessi di 1 milione di sterline l’anno per pagare il debito (42). Questo schema fu presto abbandonato per l’enorme aumento riscontrato per finanziare la guerra contro Napoleone. Nel 1797 allo scopo di pagare il peso crescente dell’interesse si dovette introdurre una graduale tassa sull’entrata.
La guerra contro Napoleone durò dal 1792 al 1815. Fra i principali obbiettivi di questo sanguinoso conflitto c’era la distruzione del sistema finanziario napoleonico senza debito e senza interessi. Il 18 gennaio 1800 Napoleone fondò la Banque de France come banca di Stato. Poichè Napoleone detestava i banchieri si autonominò Governatore della banca ed anche Ministro del Tesoro. Durante questo periodo l’Inghilterra intraprese una guerra contro gli Stati Uniti dal 1812 al 1814. Questa guerra fu fomentata dalla Gran Bretagna dopo che il Congresso degli Stati Uniti rifiutò di rinnovare la carta della banca degli Stati Uniti di proprietà straniera, che era stata la banca centrale americana dal 1791 al 1811 (43).

Nel 1815 il debito nazionale era ingigantito a 885 milioni di sterline. Questa guerra inutile e non vincibile che ebbe il risultato di tre milioni di morti fra il personale militare ed almeno un milione di civili, costò 831 milioni di sterline (44), di cui più di 2,5 miliardi di sterline erano ancora in sospeso nel 1914. Il capitale di504 milioni di sterline aumentò di cinque volte per gli interessi composti.
Un astuto agrario e parlamentare, William Cobbett (1763-1835) percepì che cosa stava succedendo, e scrisse quanto segue: “I set to read the Act of Parliament by which the Bank of England was created. The investors knew what they were about . . . lands . . . houses . . . property . . . labour. The scheme has produced what the world never saw before: starvation in the midst of abundance.

Gli affari della Banca d’Inghilterra restarono segreti, e non fu prima del 1833, 139 anni più tardi, che una versione edulcorata fu presentata in Parlamento mediante la Legge del 1833 (46).
Nel 1800 un deputato, Sir William Pultney, propose la formazione di una banca nazionale dopo avere sferrato “vigorosi attacchi” contro la banca (47). Nel 1924 un altro membro del Parlamento, David Ricardo, presentò un piano dettagliato (48) per convertire la Banca d’Inghilterra in Banca Nazionale. Entrambi i tentativi fallirono.

All’inizio della Prima G.M. nel 1914, il debito nazionale inglese stava a 650 milioni di sterline. Il 31 marzo 1919 era aumentato a 7.434 miliardi di sterline (49), di cui 3 miliardi sono ancora in sospeso dopo 94 anni con lo sconto del 3,5% l’anno. Nella Seconda G.M. il debito nazionale salì di circa il 200%, da 7,1 miliardi nel 1939 a 20,1 miliardi nel 1945. Attualmente si aggira a quasi 1,2 trilioni di sterline.

CONCLUSIONE
Per oltre 300 anni l’Inghilterra è stata trascinata nella schiavitù da una cricca di banchieri internazionali senza scrupoli, il cui impero parassitario minaccia l’esistenza di questa nazione-isola. L’orgoglioso popolo di piccoli proprietari terrieri e contadini di una volta, per ignoranza ed indifferenza, è diventato un crogiolo multiculturale di schiavi del debito nazionale. A meno che i suoi cittadini autentici non si assumano la responsabilità di familiarizzare con la vera natura del loro problema, sono destinati entro poche generazioni ad irreversibile schiavizzazione e distruzione genetica.

Stepehn Goodson

Note finali:
Le note finali sono troppo lunghe da tradurre. Consigliamo di consultare il testo originale

Note sull’Autore:
Stephen Goodson è il capo del partito “Abolition of Income Tax and Usury Party” in Sudafrica. Ha studiato economia e giurisprudenza alla Stellenbosch University e all’ Università di Ghent.
Per 15 anni ha gestito investimenti di portafoglio in varie istituzioni finanziarie. E’ attualmente un direttore della South African Reserve Bank.
Tratto da “The Barnes Review” vol XVIII n.5 set/ott 2012
Tradotto da Alfio Faro

 

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Forse non tutti sanno che…

FORSE NON TUTTI SANNO CHE …..

 

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