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Archivio mensile:febbraio 2012

La TAV non la vogliono neppure i francesi

“La Torino-Lione non è più un tabù. Il progetto ha smesso di essere “intoccabile” in Francia, dove ambientalisti e partiti contestano apertamente la super-linea ferroviaria contro cui si batte la valle di Susa, ritenendola un salasso finanziario devastante per l’ambiente e soprattutto inutile, come confermato dai 400 docenti universitari che hanno sottoscritto l’appello rivolto a Mario Monti, promosso da Luca Mercalli e Sergio Ulgiati. Ora il “fronte critico” si allarga alla Savoia, dove si oppongono al progetto sia le maggiori associazioni ecologiste, sia l’Ump, il partito di Sarkozy. Sigle come Fapna e Fne, cartelli ecologisti fino a ieri favorevoli al progetto, hanno cambiato idea: colpa delle “rilevanti carenze” del dossier, su temi come sostenibilità ambientale e redditività di una infrastruttura faraonica, destinata all’improbabile trasporto merci Italia-Francia, ormai in declino. Le organizzazioni ambientaliste sottolineano che il progetto non contribuirà in alcun modo al decantato trasferimento dalla gomma alla rotaia”.

 
 

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UE: il programma Galileo e la sorveglianza satellitare globale

Aliena – tratto da http://www.rinascita.eu

Il debito regna sovrano sull’eurozona. Fioccano declassamenti come neve, la diabolica spirale della recessione si espande: Belgio, Spagna e Portogallo sono le più recenti vittime dell’usura bancaria internazionale.
Il Belpaese – a causa del patto di bilancio siglato da Monti a Bruxelles – verrà dissanguato per i prossimi vent’anni di 45 miliardi ogni dodici mesi; pena, sanzioni aggiuntive. Un coro di proteste si è levato dalla Sicilia, contagiando l’intera penisola. Lunedì 30 gennaio i Forconi laziali avrebbero manifestato fin sotto il Palazzo, costringendo l’ex consulente della Goldman Sachs a contemplare un panorama meno mistico della visione di Roma innevata. Nessun divieto prefettizio alla marcia sulla capitale, se contadini e autotrasportatori avessero inneggiato alla subitanea santificazione di Mr. Spread.

Mezza Europa è stritolata dalla morsa dei mercati; in tale contesto, l’impegno del vicepresidente della Commissione Ue, responsabile per l’Industria e le imprese, Antonio Tajani, è stato quello di garantire l’occasione di “sfruttare le possibilità della navigazione satellitare avanzata offerte da Galileo”. Il costo del carburante è volato alle stelle, ma – nuntio vobis gaudium magnum– dal 2014 l’esatta posizione di ciascuno, nel tempo e nello spazio, potrà essere rilevata con grande accuratezza.

Il 2 febbraio, Tajani – in visita ufficiale a Londra – ha sottoscritto tre accordi commerciali con i vertici della società tedesca Ohb System e delle francesi Arianespace e Astrium Sas per la fornitura di undici nuovi satelliti e una modifica al lanciatore Ariane 5. Valore generale dell’affare: 310 milioni di euro.

Galileo, il programma di radionavigazione e localizzazione d’iniziativa europea – a cui contribuisce l’Agenzia spaziale italiana – è stato inaugurato con il lancio dei primi due satelliti nell’ottobre scorso, dalla base Esa (European space agency) di Kourou – città della Guiana francese. Tale sistema è in grado di offrire un margine di precisione mai raggiunto prima: potrà individuare cose o persone con meno di dieci centimetri d’errore. A pieno regime, consisterà di 30 satelliti – 27 operativi e tre di scorta – orbitanti a quota 23.222 chilometri su tre piani inclinati dell’Equatore. I costi complessivi della costellazione artificiale, dal 1999 al 2008, sono stati stimati intorno ai 2,2-2,95 miliardi di euro [1].

Tra le future applicazioni, “il ricorso a sistemi di informazione basati su segnali di posizionamento e sincronizzazione potrebbe permettere di sorvegliare il rispetto di specifiche regolamentazioni comunitarie” [2]. Vigilare sull’osservanza dei dettami europei sarà molto più facile e immediato: migliorerà di gran lunga la vita degli ispettori comunitari.

Con appositi microchip individuali o radiotelefoni mobili, si potranno “monitorare bambini, persone affette da Alzheimer o perdita della memoria” [3], tanto per cominciare.

Nell’ambito dei trasporti terrestri, è prevista la messa a punto della “tariffazione stradale, tracciabilità e rintracciabilità di persone e merci” [4]. Dopo la tracciabilità dei conti correnti, l’identica sorte spetterà al cittadino: ovunque reperibile, alla stregua d’un pacco postale.

Per quel che concerne l’aeronautica, “la Commissione europea mira a garantire la copertura in tutta l’Ue e, per far migliore uso delle tracce dei satelliti geostazionari Egnos (che vanno dal Nord Europa al Sud Africa e dall’Oceano Atlantico a quello Indiano), prepara la sua estensione all’Europa orientale, mediorientale – fino alle regioni più settentrionali – e proporrà scenari per l’Africa” [5]. Le innovative frontiere del tecno-colonialismo…

Agricoltura e trasporti marittimi, operazioni finanziarie e missioni di mantenimento della “pace” sono ulteriori campi d’azione di Galileo, fra i quali spiccano “protezione civile e sorveglianza” [6]. Un poderoso apparato di vigilanza interplanetaria sta per essere dispiegato sulle nostre teste.
Assieme al Gps americano e al Glonass russo, il sistema Egnos (European geostationary navigation overlay service) contribuirà ad ampliare la copertura sino al 95% nelle grandi città ove – a causa dell’effetto “canyon urbano” – è attualmente disponibile al 50%. E nell’empireo cielo di Bruxelles, i beati Commissari hanno stabilito che, nonostante “l’attuale politica americana consista nel fornire gratuitamente il segnale Gps di base, per applicare questo tipo di approccio a Galileo saranno necessari finanziamenti pubblici importanti, dato che il settore privato non è in grado di sopportare da solo costi simili per la fornitura di un servizio gratuito all’utenza. Dato che Galileo è considerato un elemento chiave della rete transeuropea e della politica comune dei trasporti, un finanziamento europeo è giustificato” [7]. Oltre a essere gratuitamente monitorati dall’occhio indiscreto e onnipresente di Galileo, contribuiremo – di tasca nostra – a donargli la vista. Miracoli dell’Unione europea.

 

 
 

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“I governi sono ingannatori”

Di Lev Tolstoj

Roberto Coaloa – pubblicato da “IlSole24Ore” 22 maggio 2011

 

Il secolo e la sua fine non significano nel linguaggio evangelico il termine e l’inizio di un periodo di cento anni, ma la fine di una concezione della vita, di una credenza, di un mezzo di comunione tra gli uomini, e il principio di una nuova visione del vivere, di una nuova religione, di un nuovo strumento di comunione tra gli individui.

È scritto nel Vangelo che nel momento di questi cambiamenti di un’epoca, ogni tipo di calamità deve prodursi: tradimenti, sofferenze crudeli, guerre; e che tutto l’amore deve necessariamente sparire a seguito di tale disordine. Queste parole, a mio parere, non devono essere prese come un annuncio profetico per un tempo dato, ma come l’indicazione di una legge costante: tutto il cambiamento di regime, di concezione della vita, è accompagnato inevitabilmente da violente perturbazioni, di brutali pene, di inganni, di ogni tipo d’illegalità; in conseguenza di questi sconvolgimenti si giunge alla scomparsa della fratellanza tra gli uomini, senza la quale tutta la vita collettiva è impossibile.
È ciò che accade oggi non solamente in Russia, ma in generale in tutto il mondo cristiano, sebbene in esso questo fenomeno, contrariamente alla Russia ove si manifesta con più chiarezza, si trova a uno stato latente.


Ritengo che proprio ora la vita dei popoli cristiani sia giunta in prossimità del confine che separa il vecchio secolo ormai al suo termine, dal nuovo che sta per cominciare. Penso che proprio ora stia cominciando quella grande rivoluzione che si è andata preparando per duemila anni in tutto il mondo cristiano, una rivoluzione consistente nella sostituzione del cristianesimo degenerato, di quel potere di pochi e la schiavitù di tutti gli altri, in un cristianesimo vero, alla base dell’eguaglianza di tutti gli uomini e di una libertà autentica, quella propria degli esseri ragionevoli.

Io scorgo i segni esteriori di tutto questo nella spietata lotta di classe, nella fredda crudeltà dei ricchi, nella collera e disperazione dei poveri, nella folle e sempre più accelerata corsa agli armamenti che accomuna tutti gli Stati, pronti tutti a gettarsi l’uno contro l’altro, nella diffusione della dottrina socialista, irrealizzabile per il suo spirito dispotico, sorprendente per il suo carattere pieno di utopie, nella vanità e stupidità dei vani ragionamenti a cui si dà il nome di scienza, e che sono assurti a principale ed unica attività dello spirito; nella viziosa depravazione e nell’assenza di ogni contenuto che caratterizzano l’arte attuale in tutte le sue manifestazioni, e soprattutto, nella mancanza di ogni religione in coloro che guidano ed influenzano le masse, anzi, nel consapevole rifiuto di essa. Per cui costoro, messa da parte la religione, sostengono la legittimità dell’oppressione dei forti sui deboli, e quindi eliminano qualsivoglia principio ragionevole che possa guidare la vita sociale.

 

Tali sono i sintomi generali della rivoluzione che si sta svolgendo, o piuttosto della tendenza alla rivoluzione che si ravvisa tra i popoli cristiani. I sintomi storici più immediati, in altre parole, le scosse che hanno fatto la rivoluzione, sono la guerra russo-giapponese e la rivolta politica e sociale che si manifesta attualmente in una maniera inaudita nella popolazione russa.

Si attribuisce la disfatta russa, dell’esercito e della marina, a delle azioni sfortunate, all’incuria del governo; si conferisce la forza del movimento rivoluzionario all’inconsistenza dello stesso governo e all’azione più energica dei rivoltosi. Quanto alle conseguenze, i politici, sia quelli russi sia quelli stranieri, credono che questi eventi porteranno all’indebolimento della Russia e anche a un cambiamento del suo regime politico.

 

A mio avviso, questi eventi hanno una conseguenza ancora più rilevante: la disfatta dell’esercito, della marina e del governo russo segnano l’inizio della disgregazione dello Stato, e il crollo di esso significa anche quello di tutta la civiltà pseudocristiana. È la fine di un mondo e l’inizio di un altro.

I fenomeni di dissoluzione, che hanno posto i popoli cristiani nella situazione dove essi si trovano attualmente, si sono manifestati già da molto tempo, dacché la religione cristiana è stata riconosciuta come religione di Stato.
[…]

In epoca più recente è sorto ancora un altro inganno che ha riconfermato i popoli cristiani nella loro condizione servile. Ed esso si manifesta mediante un complesso sistema d’elezione, dove degli uomini eletti da un dato popolo, divengono delegati entro le varie istituzioni rappresentative, entro le quali eleggeranno a loro volta o senza alcun criterio dei candidati sconosciuti, o i propri rappresentanti secondo personali interessi; il popolo stesso sarà allora una delle cause del potere del governo, e pertanto, obbedendo ad esso, crederà in effetti di obbedire a sé medesimo, supponendo di vivere quindi in un regime di libertà.

Chiunque avrebbe potuto accorgersi che tutto ciò non era altro che un imbroglio, sia in teoria sia in pratica, giacché anche nel più democratico dei sistemi e anche laddove vige il suffragio universale, il popolo non può comunque esprimere la propria volontà. E non può esprimerla, in primo luogo, perché una simile volontà collettiva di tutt’un popolo, di molti milioni di persone, non esiste e non può esistere; in secondo luogo, perché, anche se esistesse una tale volontà collettiva, una maggioranza di voti non potrebbe comunque esprimerla pienamente in alcun modo. Questo inganno, – anche a tacere del fatto che gli uomini eletti in tal modo, partecipando al governo del loro Paese, approvano leggi e governano il popolo non in vista di ciò che è bene per esso, ma lasciandosi guidare per lo più, unicamente, dall’intento di mantenere salda la propria posizione di privilegio e il proprio potere frammezzo alle lotte dei vari partiti, e per tacere altresì della depravazione che questo inganno diffonde tra il popolo mediante le menzogne, lo stordimento e le corruzioni che son caratteristica costante dei periodi elettorali – è particolarmente dannoso a cagione di quella schiavitù autocompiacentesi in cui esso riduce gli uomini che vi incorrono.

 

Gli uomini che s’imbattono in questa trappola si immaginano davvero d’obbedire a se stessi ogni volta che ascoltano il governo, e perciò non osano più disobbedire ai provvedimenti del potere degli uomini, anche quando tali provvedimenti sono contrari non soltanto ai loro gusti personali, al loro vantaggio, o ai loro desideri, ma altresì alla legge suprema e alla loro stessa coscienza.

E invece gli atti e i provvedimenti del governo di quei popoli che presumono di autogovernarsi non sono che il risultato delle complesse lotte tra i partiti, degli intrighi, della sete di potere e dell’interesse personale di questi e quegli individui, e dipendono tanto poco dalla volontà e dai desideri del popolo tutto, quanto gli stessi atti e i provvedimenti dei governi più dispotici. Quei popoli sono come uomini rinchiusi in carcere che s’immaginano di essere liberi perché viene concesso loro il diritto di votare per l’elezione dei carcerieri delegati all’amministrazione interna dello stesso carcere.

 

Cosicché gli uomini degli stati costituzionali, immaginandosi di essere liberi, proprio in seguito a tale loro sforzo di immaginazione, finiscono per non saper nemmeno più in cosa consista l’autentica libertà. Questi individui, mentre credono di liberare se stessi, si condannano in realtà a divenire sempre più profondamente schiavi dei loro governi.

[…]

Ora, coloro che si sono dati come fine la trasformazione del regime politico russo, seguendo il modello dei rivoluzionari europei, non hanno nessun nuovo ideale, nessun nuovo principio. Essi cercano semplicemente di sostituire alle antiche forme di violenza un’altra organizzazione, avendo per base la stessa violenza, che apporterà a loro i medesimi mali di cui essi soffrono oggi.

L’esempio dell’Europa e dell’America, dove regna lo stesso militarismo, lo stesso tipo di imposte e la stessa monopolizzazione del territorio, è sotto questo aspetto sufficientemente edificante.
Il fatto che la maggioranza dei rivoltosi ha come ideale il sistema socialista, che non può essere realizzato se non con la tirannia la più assoluta, mostra semplicemente che tra di essi è assente qualsiasi nuovo ideale; poiché se un giorno si realizzeranno i loro
desiderata, gli uomini perderanno anche le ultime vestigia della libertà.

In realtà, l’ideale del nostro tempo non dovrebbe essere solo la semplice modificazione delle forme di violenza, ma la loro completa sparizione, che arriverà con l’insubordinazione al potere pubblico.

Gli operai per liberarsi da tutti i mali che soffrono devono cessare di obbedire alle autorità, ma non ricorrendo ai mezzi violenti. Ed è precisamente la rassegnazione davanti alla forza brutale, l’insubordinazione passiva al potere.

Un cristiano vero non saprebbe obbedire ai capi di turno; altrimenti, egli si renderebbe necessariamente complice dell’attività del governo che consiste, ed è assicurata, nell’esercitare la violenza: servizio militare, guerre, prigioni, esecuzioni, conquiste di terre. Ne consiste che il bene materiale altrettanto che quello spirituale possono arrivare da un solo mezzo: supportare ogni costrizione senza lottare, ma anche senza partecipare alla violenza, in altre parole non bisogna sommettersi al potere.

 

Oggi, se gli uomini delle città vogliono realmente aiutare la grande rivoluzione devono innanzitutto abbandonare i mezzi d’azione rivoluzionaria, così crudeli e così innaturali. Essi dovrebbero impegnarsi a vivere in campagna per condividere il lavoro del popolo, apprendendo la sua pazienza, la sua impassibilità, il suo disprezzo del potere e soprattutto il suo amore per il lavoro. Essi non dovrebbero incitare gli uomini alla violenza, ma al contrario impedire a loro di partecipare a qualsiasi atto brutale, di obbedire a ogni governo tirannico.

 
 

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PA Trento. Non sanzionabili i genitori che non vaccinano i figli per convincimento personale

Tratto da http://www.quotidianosanita.it/regioni-e-asl/articolo.php?articolo_id=6962

 

 

Sono queste le prime disposizioni per il superamento dell’obbligo vaccinale decise in via sperimentale dalla Giunta nel Piano vaccinale. Anche all’atto dell’iscrizione scolastica, non sarà obbligatorio presentare il certificato di avvenuta vaccinazione

13 gennaio 2012

La Giunta provinciale, su proposta dell’assessore alla salute e politiche sociali Ugo Rossi, ha approvato il “Piano di promozione delle vaccinazioni per la provincia di Trento”. Il Piano, elaborato dalla Commissione provinciale per le strategie vaccinali e la prevenzione delle malattie infettive, stabilisce che a partire da oggi, 13 gennaio 2012, i genitori e coloro che hanno la patria potestà sui minori se decidono, per un insuperabile convincimento personale, di non sottoporre a vaccinazione i propri figli, non sono più sanzionabili.

Il Piano conferma inoltre che, all’atto dell’iscrizione scolastica, non è obbligatorio presentare il certificato di avvenuta vaccinazione.
La delibera approvata dalla Giunta, sospende in via sperimentale, dalla data odierna, l’applicazione delle sanzioni pecuniarie nei confronti di coloro che rifiutano di sottoporre a vaccinazione i minori per un insuperabile convincimento personale. Questo rifiuto deve però essere espresso in forma scritta ed inviato all’Azienda provinciale per i Servizi sanitari, utilizzando un modulo che sarà fornito dalla stessa. In mancanza di tale comunicazione la mancava vaccinazione sarà soggetta a sanzione pecuniaria.
Sono ormai alcuni anni – commenta l’assessore provinciale Ugo Rossi – che è in corso un dibattito sull’opportunità di intraprendere un graduale processo di superamento dell’obbligo vaccinale, grazie ai progressi e all’evoluzione culturale della società italiana. L’idea di fondo è quella di prevedere il passaggio dagli interventi che impongono le vaccinazioni ad una partecipazione consapevole della comunità, dove la profilassi vaccinale venga intesa come opportunità di partecipazione informata e consapevole delle scelte riguardanti la salute, come appunto previsto dalla legge provinciale che tutela la salute in provincia di Trento”.
Le condizione previste dal Piano per dare corso in via definitiva al superamento dell’obbligo vaccinale sono:  il raggiungimento in provincia di percentuali di copertura vaccinali non inferiori a quelle stabilite dal Piano nazionale vaccini (95%);  l’assenza di valutazioni epidemiologiche in senso contrario. Attualmente le percentuali di copertura vaccinali in provincia sono: il 96,13% per la difterite; il 96,2% per la poliomielite; il 96,42% per il tetano; il 95,78% per l’epatite B (a ventiquattro mesi di vita).
Si tratta quindi di dati in linea con il limite del 95% stabilito dal Piano nazionale vaccini ma, proprio per evitare di abbassare queste percentuali e, contemporaneamente,  per favorire la crescita di un contesto idoneo a scelte consapevoli, sono state individuate azioni di sensibilizzazione della popolazione, da concretizzare nel corso del 2012 e preventive all’abolizione dell’obbligo vaccinale. Nel dettaglio: una campagna informativa per la popolazione in materia di prevenzione vaccinale;  attività di promozione di educazione sanitaria da parte dei medici pediatri di libera scelta e dei medici di medicina generale in materia di prevenzione vaccinale;  attività formative del personale addetto ai servizi vaccinali mirate a sviluppare positive competenze per una corretta informazione circa le vaccinazioni al fine di favorire scelte consapevoli nei cittadini.

 

Il Piano, inoltre, definisce il calendario provinciale delle vaccinazioni dell’infanzia e degli adulti e stabilisce che all’atto dell’iscrizione scolastica non è più obbligatorio presentare il certificato vaccinale, visto che la vaccinazione non è più un requisito per la frequenza scolastica

 
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Pubblicato da su febbraio 23, 2012 in Governo sovranazionale, Medicina

 

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Ungheria nel mirino

di Umberto Mazzei* – Fonte Página 12 – Visto su http://www.comedonchisciotte.org

Le banche centrali si definiscono indipendenti se obbediscono ai dettami della banca internazionale. Il caso dell’Ungheria è rivelatore. Nel nuovo parlamento, hanno approvato modifiche alla costituzione ungherese con una maggioranza qualificata. Il cambiamento rilevante è la composizione della Banca Centrale dell’Ungheria, che migliora la supervisione del governo sulla propria moneta, il fiorino.

È scoppiato il pandemonio nell’Unione Europea. Il Primo Ministro, Victor Orban, è stato chiamato despota nazionalista e antidemocratico, tra altri epiteti peggiori. Washington ha parlato di “inquietudine” per la riforma. Parigi, del “problema con l’Ungheria” per la “deriva nazionalista e autoritaria” del governo. I media, del “grande debito pubblico dell’Ungheria” (Le Figaro), che è dell’80 per cento del PIL, come in Germania. Il FMI, la Banca Mondiale e l’UE hanno congelato i prestiti all’Ungheria. Il fiorino è crollato.
Tutta la sera del 18 gennaio l’Ungheria è stata sul banco degli imputati davanti al Parlamento Europeo. È criticata perché menziona Dio nella sua costituzione, come se altri paesi europei, come la Gran Bretagna (Dieu et mon droit, Dio è il mio diritto, ndt) o extraeuropei come gli Stati Uniti (In God we Trust, Crediamo in Dio, ndt) o musulmani (in nome di Allah) non lo menzionassero. È per pura ipocrisia. Quello che dà fastidio è che sia l’Ungheria a controllare la sua Banca Centrale.

In sintesi, si esige che il popolo ungherese, pur non utilizzando l’euro, rinunci a esercitare controlli, attraverso le autorità che ha eletto, sulla sua banca centrale. È stata commovente l’unanimità dei parlamentari della sinistra europea per difendere l’indipendenza delle banche centrali, per dare libertà ai “tecnocrati” imposti dal settore finanziario privato. Nel suo discorso, Daniel Cohn Bendit, è arrivato ad avvertire di possibili derive autoritarie stile Chàvez.
Si è anche sentito l’antico maoista, riciclatosi in liberista atlantista e attuale presidente dell’Unione Europea, Manuel Barroso, spiegando cosa significa rispettare la democrazia, punire con sanzioni finanziarie e altre ancora uno Stato membro dell’UE per una Costituzione votata nel suo Parlamento.

La Commissione Europea ha dato all’Ungheria un mese di tempo per emendare la sua Costituzione. I burocrati di Bruxelles – che nessuno ha eletto – vogliono annullare le riforme approvate da una maggioranza travolgente in un Parlamento eletto con un voto popolare. Il partito Jobbik già prepara un referendum popolare per uscire dall’UE.
In America latina ci sono stati episodi recenti che hanno a che fare con l’indipendenza delle banche centrali. Due anni fa l’Argentina voleva usare le sue riserve per pagare il debito, ma il presidente della Banca Centrale, Martin Redrado, preferì pagare gli interessi alle banche creditrici. Alla fine, nonostante l’appoggio internazionale, dovette rinunciare.

Questi fatti obbligano a ricordare la storia delle banche centrali e della loro funzione. L’emissione del denaro è una prerogativa dello Stato, che si fa secondo le necessità del paese. Parallelamente c’è stata l’attività dei cambiavalute, dai mercanti di shekel per il culto a Gerusalemme (moneta utilizzata dagli ebrei per pagare i sacrifici pubblici, ndt) fino ai banchieri italiani del Medioevo. Questi ultimi diedero alla banca privata la sua prima forma: custodire il denaro altrui ed emettere certificati di un valore riconosciuto, che circolavano a livello internazionale dietro la riscossione di una commissione.

Nel 1694 i due ruoli si fusero con la creazione della Banca d’Inghilterra. Fu una società privata, con azionisti segreti, che utilizzò in grande scala la riserva frazionaria, ossia emettere certificati di credito su un denaro che non si ha e incassare interessi su questi prestiti. È il modello della Federal Reserve degli Stati Uniti, un gruppo di banche private finanzia il governo statunitense con denaro inventato in cambio di Buoni del Tesoro che pagano interessi.
Guadagnare denaro con l’emissione non ha senso: si crea molto denaro per fare bolle e si vende; si ritira denaro perché si abbassino i prezzi e si compra. È il meccanismo attuale della finanza internazionale. I banchieri lucrano con il debito pubblico e la speculazione, a spese della gente.

Il debito pubblico dell’Eurozona, degli Stati Uniti e della Gran Bretagna (al 2011) vale già 32 trilioni, la metà del Prodotto Mondiale (65 trilioni) e la causa è un aumento repentino provocato dal salvataggio delle banche private, rovinate nelle loro speculazioni, con denaro pubblico.
La causa non è la spesa sociale o il welfare europeo, come sostengono alcuni interessati a demolirlo per precarizzare ancora di più il lavoro e aumentare i profitti con salari bassi. La frode finanziaria continua con l’inflazione di attivi in bolle speculative per migliorare i bilanci. Il traffico con i famosi derivati non diminuisce anzi aumenta: da 601 miliardi nel 2010 a 707 miliardi nel 2011, secondo la Banca dei Regolamenti Internazionali di Basilea. È facile pronosticare che il 2012 vedrà crescere l’indignazione insieme agli indegni. 

* Umberto Mazzei è Professore di Scienze Politiche dell’Università di Firenze e direttore dell’Istituto di Relazioni Economiche Internazionali a Ginevra.

 
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Pubblicato da su febbraio 23, 2012 in Governo sovranazionale

 

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Crack in vista? Scoperti 6000 miliardi di bond USA falsi

Di Tyler Durden – zerohedge.com
fonte www.lindipendenza.com – visto su http://www.comedonchisciotte.org

Tornando all’estate 2009, circolava una strana storia di due individui giapponesi arrestati nel tentativo di contrabbandare 134$ miliardi in bond americani dall’Italia alla Svizzera. La storia poi velocemente passò in secondo piano dopo che venne dichiarato che i bond era titoli al portatori fasulli. Da allora non si è più saputo niente.
Fino ad oggi, quando di punto in bianco salta fuori una nuova storia. Secondo Bloomberg, “I procuratori antimafia italiani hanno affermato di avere sequestrato la cifra record di 6$ trilioni di presunti bond americani, un ammontare pari quasi alla metà del debito pubblico americano.”

Da cui la storia diventa ancora più strana: “I bond sono stati trovati nascosti in un compartimenti improvvisati in tre cassette di sicurezza a Zurigo” affermano i pubblici ministeri della città di Potenza in una dichiarazione.
Aggiungono che le autorità italiane hanno arrestato otto persone coinvolte in quest’indagine denominata “Operazione Vulcanica”.

L’ambasciata americana a Roma ha esaminato i bond datati 1934, con un valore nominale di $1 miliardo a pezzo, hanno dichiarato in una nota ufficiale. Gli ufficiali dell’ambasciata non hanno commentato.
E ancora più strano: “Gli individui coinvolti stavano pianificando di comprare plutonio da fonti nigeriane, secondo quanto rilevato da intercettazioni telefoniche della polizia.”
E molto molto strano: “La frode costituisce una ‘severa minaccia’ alla stabilità finanziaria internazionale, dichiarano i procuratori.”
Bene, comunque non si capisce come 6$ trilioni in bombe chiaramente false possano costituire “una minaccia alla stabilità finanziaria.

Inoltre da Bloomberg : La frode finanziaria scoperta dai procuratori italiani a potenza comprende due assegni emessi dalla HSBC Holding Plc a Londra di 205.000 sterline ($ 325.000), assegni non coperti da fondi disponibili, hanno aggiunto i procuratori. Nell’indagine sono stati sequestrati anche $2 miliardi di bond fasulli a Roma.

Il portavoce di HSBC Patrick Humphris a Londra, contattato telefonicamente, rifiuta ogni commento.
In Italia sono state sequestrate obbligazioni americane in passato e ci sono stati almeno tre casi nel 2009. La polizia italiana ha sequestrato bond del Tesoro Americano con un valore di facciata di 116$ miliardi nell’agosto 2009 e di 134$ miliardi nel giugno dello stesso anno.

Il servizio segreto americano stima circa 100 casi all’anno su obbligazioni e altri strumenti fittizi.
Come promemoria il debito totale americano in circolazione è di oltre 10$ trilioni. Quindi se i presunti bond fasulli sono sufficienti per minacciare la stabilità finanziaria internazionale, cosa potrebbe succedere?

Dalla BBC:
Agenti americani confermano che i bond erano contraffatti
Anche precedentemente sono stati sequestri bond in almeno tre casi nel 2009
Ma questo è un caso diverso dai precedenti i titoli falsi hanno un valore pari quasi alla metà dell’intero debito USA
Tutto è iniziato con delle indagini all’interno dei clan mafiosi nell’area del Vulture-melfese,nel sud della Basilicata” ha dichiarato il Procuratore della Repubblica Giovanni Colangelo”.

Versione originale:
Tyler Durden
Fonte: www.zerohedge.com
Link: http://www.zerohedge.com/news/6-trillion-us-bonds-seized-zurich
17.02.2012

Versione italiana:
Fonte: www.lindipendenza.com
Link: http://www.lindipendenza.com/sei-trilioni/
17.02.2012

 
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Pubblicato da su febbraio 23, 2012 in Governo sovranazionale

 

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Presentazione del Codice Rivoluzionario in difesa della Costituzione dalle forze massonico-bancarie

 
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Pubblicato da su febbraio 11, 2012 in Soluzioni possibili

 

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