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Il Super-Stato canaglia senza freni

…Riporto qui un pezzo di Uriel Fanelli: uno che una volta o due s’è occupato di me per darmi del nazifascista genocida di ebrei, ma non gliene voglio; ha un angolo cieco nell’anima. Adesso sfido i suoi insulti perché questa sua rivelazione è di essenziale importanza e ciascuno deve prenderne coscienza – possibilmente i politici, se ce n’è ancora qualcuno. Leggete e poi, sotto, il mio commento. (MB)

Il gratis che uccide
di Uriel Fanelli

Forse molti di voi si sono accorti di un atteggiamento allarmato da parte mia. Non tanto per PRISM, quanto per tutte le sue implicazioni. Ho motivo per allarmarmi? Essenzialmente si. Si tratta di dialoghi estemporanei che ho con persone che non sono -grandissimi- manager, ma sono pur sempre dei product owners, gente che manda avanti singoli “prodotti”. Per intenderci, “google maps” è un “prodotto” e dentro Google ha un “product owner” , un manager che lo gestisce.
Nella mia posizione , parlo coi product owners di applicativi che usano il nostro plesso per comunicare, circa 370. Cosi’, quando ci scappa la cena per il lancio di un prodotto , o di una nuova versione, mi capita di avere dei dialoghi interessanti. E allarmanti.
La settimana scorsa, per dire, parlavo con il product owner di un prodotto che verra’ lanciato, che è un sistema di billing. Si, usare il cellulare come carta di credito e bancomat. E’ un progettone grande, con due dozzine di vendor coinvolti, e ancora piu’ tenants che vogliono aprire canali di vendita. Hanno circa 60 , solo tecnici, per l’integrazione, piu’ tutta la parte di progetto, sviluppo, project management. Un progettone da 200 FTE per due anni, nel mondo telco, si nota.
Si parlava, per via del mio lavoro, di forecast di traffico, ovvero di quanti utenti, quanto uso, eccetera. Mi serve per dimensionare il nostro sistema. Il dialogo e’ stato circa questo:

Uriel: Allora, avete dei forecast di traffico?
PO: si, sappiamo che , se lanciamo prima di Natale, avremo tot e tot di traffico.
Uriel: beh, e’ una bella partenza. Avete idea di come possa sviluppare dopo?
PO: non facciamo piu’ proiezioni, come una volta, per via degli Over The Top.
Uriel: cioe’?
PO: prendi per esempio il progetto <anti theft> , quello per cancellare i cellulari rubati o per localizzarli. Quelli che abbiamo fatto insieme a <grande casa di sicurezza>. Appena Google ha visto che noi ed altri facevamo soldi , hanno fatto la stessa cosa GRATIS. E arriva di default su OGNI android.GRATIS
Uriel: ma che senso ha per Google dare gratis qualcosa con cui si fanno soldi?
PO: ha il senso di sbatterci fuori dal mercato.
Uriel: ma sbattendo fuori dal mercato i concorrenti non fai cash flow. Non ti entrano soldi. Come finanziano questi progetti?
PO: quando google annuncia il suo prodotto, il “mercato” in borsa lo premia sempre con un fiume di soldi. Un fiume senza senso.
Uriel: e quando lo annunciate voi?
PO: non ci capiamo. A comprare le azioni di google con qualsiasi scusa buona, anche se annunciano una nuova receptionist bionda nella sede centrale, e’ la FED. Stampano soldi e li buttano cosi’. Noi abbiamo solo il normale mercato finanziario.
Uriel: ah. Ma cosi’ come fate coi nuovi prodotti?
PO: non ci saranno nuovi prodotti consumer dopo questo. Noi, e quasi tutte le telco, stiamo uscendo dal mondo del VAS consumer. Questo, per noi, e’ l’ultimo.
PO2: e non dimenticare che gli americani sono molto interessati a dati sulle transazioni finanziarie. Appena Google fara’ il suo prodotto uguale al nostro, il governo gli paghera’ uno, due miliardi di dollari all’anno per avere i dati. Potranno offrirlo GRATIS e SENZA alcun costo o commissione.

Adesso ce l’ho chiaro: compagnie come twitter, che hanno ricevuto prestiti da UN MILIARDO DI DOLLARI senza neanche avere un business model, (1) offrono gratis servizi che a chi sta su un mercato normale, ove le cose costano, costano.
Tante telco hanno provato ad introdurre servizi di microblogging, ma nessuna aveva dietro prestiti da UN MILIARDO DI DOLLARI, e quindi non poteva competere.
Andiamo a seconda discussione con PO, questa volta e’ una delle tante case automobilistiche che, come da direttiva UE, dovranno installare una microsim in OGNI auto , per chiamate di emergenza e crash reaction. Uriel, come al solito, ha bisogno di una previsione del traffico.

Uriel: allora, che forecast avrete? So che volete entrare nel mercato gia’ prima del 2015….
PO: vero. Copriremo subito tutti i nuovi modelli, e tra OTA per l’abilitazione e blablabla <dettagli tecnici inutili qui> il nostro traffico sara’ tot. Con lo SLA tot. E availability tot.
Uriel: fischia. E come cresce fino al 2015?
PO: fino al duemilaquindici ci sara’ questo rampup, con un ovvio picco quando si trattera’ di installare le scatoline sulle auto, come obbligo.
Uriel: pero’ . Ok. Per curiosita’, avete delle simulazioni anche per dopo il 2015?
PO: non facciamo piu’ questo tipo di simulazioni, cosi’ a lungo termine. Non sappiamo nemmeno se ci saremo ancora.
Uriel: ok, so benissimo che nessuno prevede il mercato cosi’ a lungo. Mi chiedevo solo se aveste almeno a spanne un’idea.
PO: no, davvero. Non sappiamo davvero se ci saremo ancora.
Uriel: eh? Mi sembra un pochino difficile che qualcuno vi scalzi…
PO: per niente. Potrebbero dare le auto gratis.
Uriel: eh?
PO: hai presente quando compri una stampante? Paghi 20 euro una stampante, e poi loro si rifanno sulle cartucce. Sul materiale di consumo.
Uriel: ah. E vogliono farlo con le auto?
PO: si. Con quelle elettrica. La <casa di auto elettriche USA> sta prendendo contatti con banche, per un finanziamento enorme. Produrra’ auto che daranno GRATIS, e si rifaranno sulla batteria e sulle altre parti di consumo , tipo i pneumatici, o altro.
Uriel: ma a parte la batteria….
PO: mica tanto. Il motore elettrico puo’ anche stare dentro la ruota stessa, e allora la ruota andra’ mandata in manutenzione: sai, gli urti, l’acqua, lo sfasamento: ogni tanto dovrai fargli manutenzione, se vuoi quattro ruote che girino all’unisono. Anche quelle saranno beni di consumo. Come la batteria.
Uriel: e perche’ non lo fate anche voi? Avete anche voi le auto elettriche.
PO: perche’ per dare un’auto gratis a tutti, e recuperare i costi in dieci anni, servirebbero 20-30 miliardi di euro: occorre prima farle, ‘ste auto. Poi col tempo si va a break even. Ma se ci presentiamo a chiedere 30 miliardi di euro a dieci anni, i mercati ci ridono in faccia.
Uriel: e a <casa di auto elettriche USA> non ridono in faccia?
PO: no, perche’ loro si presentano a banche che fanno venture capital, che poi producono bond, che poi il governo (la FED) gli compra in contanti, stampando soldi.
Uriel: e non c’e’ modo di avere soldi qui in Europa, per qualcosa del genere?
PO: tra noi, e <grande casa tedesca di automobili> servirebbero 200 miliardi di euro per fare una cosa simile. Stiamo parlando di una cosa tipo “da domani si regalano auto”, capisci? Tutto il mercato cancellato. E poi occorre costruire la filiera e la distribuzione e l’item management delle parti.
Uriel: quindi non scherzavate?
PO: no, sul serio. Potremmo anche non esserci piu’. Non hai notato un certo calo nello sviluppo di nuovi modelli?

Ora, quando cominciano a farvi dei discorsi del genere, iniziate a chiedervi che diavolo stia succedendo. Perche’ se abbiamo ,2,4,6,8,10, sappiamo bene che poi seguiranno 12,14,16…. e sappiamo che divergeremo verso infinito.
Ma come diverge un trend simile? Semplice: diverge con la cancellazione di qualsiasi industria europea. QUALSIASI COSA facciate, sinche’ la fed stampa soldi, potranno darvela GRATIS.
Oh, non e’ un gratis davvero gratis. E’ come la stampante che vi costa 20 euro e poi ogni cartuccia ne costa 40.
Ma il punto e’ che questo modello “tutto gratis, e il ROI arrivera’”, nel caso di industria manufatturiera, ha costi iniziali MOSTRUOSI. Che solo una banca centrale che stampi dei soldi a iosa puo’ sostenere.

Fonte immagine: pacsteam.org

È ovvio che questa situazione non puo’ reggere a lungo. Prima o poi, qualche crollo eclatante svegliera’ i politici che ancora non hanno capito il problema, ed i governi, ed i popoli, che ancora non hanno realizzato che il GRATIS uccide.
Sarete felicissimi di avere il vostro cellulare gratis , e di avere anche l’abbonamento gratis. Meno felici sarete perche’ ad offrirvelo saranno Google e Facebook, che si rifinanzieranno vendendo i vostri dati ad NSA. E sarete ancora meno felici quando , siccome TUTTE le telco chiuderanno, rimarrete disoccupati. Sarete dei disoccupati col telefono gratis in tasca.
Sarete felicissimi quando avrete la vostra auto elettrica gratis. Sarete meno felici quando , compreso l’indotto, rimarranno a casa altri 6 milioni di lavoratori in Europa, piu’ i benzinai, piu’ le officine di ricambi. Ne avrete una sola. Americana. Quando l’auto si rompe lo segnala ad un sistema di “industrial internet ” , che produce il pezzo e ve lo manda. Nel tempo, ve lo manderanno prima che si rompa. (http://www.ge.com/stories/industrial-internet)
Ovviamente, oltre ai vostri soldi prenderanno anche quelli del governo USA, cui l’automobile comunichera’ la sua posizione, e l’identita’ dell’autista e delle persone a bordo. Qualche altro miliardo non fa male.
Se non si svegliano, e oggi solo DUE leader europei sembrano aver capito il gioco (Una e’ tedesca, l’altro e’ francese) , non solo l’ Italia, ma l’intera Europa perderanno l’intero manufatturiero, schiacciato dal “gratis” americano.

Gli americani useranno la FED come finanziatore per merci e servizi GRATIS. A questo si aggiungera’ lo spionaggio che regalera’ altri soldi, per avere i dati da servizi e prodotti. Questo implica, nel lungo termine, la scomparsa totale di OGNI azienda che non sia americana.
Gli americani inonderanno di servizi e prodotti GRATIS o sottocosto il mercato, al solo scopo di eliminare ogni industria e ogni grande azienda che non sia americana.
I primi a subire questa cosa sono i “Tier-1″ telco. Ovviamente, l’attacco parte laddove l’abitudine al “gratis” e’ forte. Ma gia’ dei middle manager – con cui parlo- sono al corrente del pericolo nel mondo automotive. Qualcuno ha gia’ paura nel mondo della produzione di aerei civili: gli USA vogliono essere l’unico paese con un’aereonautica.
In tutti i settori ove gli USA vogliono restare leader, si stanno concentrando i soldi stampati dalla FED, sotto forma di finanziamenti che di fatto sono a fondo perduto, il cui scopo e’ di offrire prodotti e servizi GRATIS, al cui scopo ultimo c’e’ la cancellazione di ogni altra industria concorrente.
Per questo e’ necessario bloccare, con urgenza assoluta, l’accordo di libero scambio UE-USA. Se succedera’, diventeremo tutti dei barboni col cellulare in tasca, (gratis), che cercano disperatamente un lavoro girando su un’auto (gratis) , ma non sapremo ancora come mangiare oggi. Anzi, forse per un pochino – in modo da distruggere l’agricoltura europea – vi daranno il cibo gratis, come fa Dropbox, gratis sino a due GB. Allora vi daranno cibo gratis, diciamo sino una volta a settimana. Quel tanto che basta a sopravvivere.
Inizialmente le masse gioiranno di tutta questa roba gratis, gioiranno cosi’ tanto che non vedranno le fabbriche europee chiudere tutte, una ad una. Perche’ McDonald’s vi dara’ il cibo gratis, a patto che qualcuno sappia cosa mangiate e dove e quando. Quindi , magari, all’inizio non sentirete neanche la fame.
Poi quando voi scoprirete che mangiate merda – gratis – da McDonald’s , che guidate un’auto elettrica di merda – ma gratis – che vestite con vestiti riciclati – gratis – vi chiederete se per caso non potreste avere di piu’. Vedrete i ricchi del mondo che mangiano meglio, che guidano auto migliori, che vestono meglio, e allora, nella DIFFERENZA tra poveri che vivono di merda ma gratis, e ricchi che hanno tutto, capirete che non potete permettervi piu’ nulla se non la merda che il convento passa gratis. Allora cercherete un lavoro per guadagnare di piu’, e scoprirete che il gratis ha distrutto OGNI azienda.

C’e’ qualche settore al sicuro? No.
La moda? Facile. Immaginate di produrre un vestito riciclabile, e di darvene GRATIS 4-5 esemplari ogni anno, a patto che poi torniate con lo scontrino dalla stessa azienda a restituire il vecchio e prenderne uno nuovo, diciamo a 30 euro, l’anno dopo. Risultato: i vestiti “veri” li avranno solo i ricchi, il 5% della popolazione. Su quella scala, il progetto va a break even in 6-7 anni. Richiede certo un investimento iniziale ENORME, ma poi il prezzo del vestito e’ solo il costo di riciclaggio. Inoltre, qualcuno che ha un NSA ci mettera’ i suoi soldi per sapere di preciso come siete vestiti, cosicche’ ogni telecamera vi possa riconoscere meglio. E tutto il vostro settore “moda” collassa in pochi mesi.
Il cibo? Oh, Mc Donald’s della situazione vi dara’ da mangiare gratis, nel senso che vi dara’ il “refill infinito”: se comprate UNA VOLTA, poi avete refill infinito (come con la coca cola nei McDonald’s USA), con un “renew” di 40 dollari al trimestre. A patto che torniate nello stesso negozio con lo scontrino ed un documento. In qualche anno, questo cancella ogni altro catering o industria alimentare. Incidentalmente, NSA paghera’ per sapere dove mangiate, e quando, e qualche azienda di assicurazioni sanitarie paghera’ per sapere cosa e quanto mangiate.
Non c’e’ limite al gratis: vi possono dare l’ Hotel gratis a patto che ritornate, e cancellare ogni settore turistico. Vi possono dare qualsiasi cosa, a patto che qualcuno paghi immensi costi iniziali, e poi venda le informazioni a qualcun altro che e’ interessato.
Non illudetevi di essere al riparo, nessun settore lo e’. Il mondo IT lo sperimenta prima perche’ e’ iniziato cosi’. Ma arrivera’ ovunque. Tutto cio’ che fate, qualcun altro lo fara’ GRATIS.
Personalmente non credo si arriverà lì, perche’ vedo qualcuno ostinatamente determinato a bloccare il trattato di libero scambio, e almeno due politici che si opporranno a questo.
E credo che presto qualche telco europea fara’ un grosso botto, manifestando chiaramente il problema, che oggi attacca soprattutto il mondo IT, schiacciato dal “gratis” americano.
Quando succedera’, verranno prese “misure straordinarie” , e non riesco ad immaginare quali.
Mala tempora currunt.

Uriel

(1) CHIUNQUE si presenti in banca senza avere un business model, per quanto famoso, NON prende una lira. Quelle finanziarie hanno semplicemente preso quel credito di twitter, di classe junk, e lo hanno rivenduto alla FED, che ha stampato dollari per pagarlo. Il mercato non c’entra NIENTE.

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Primo commento: …e poi dicono che il complottista è Blondet! La corona suprema del cospirazionista, ormai, spetta Re Fanelli; benvenuto, Maestà.
Il fatto è che il suo allarme è ben fondato perché gli deriva dalle sue esperienze di lavoro. Sono convinto anch’io che questo sta facendo la FED. Stampare dollari senza limiti per rovinare gli altri Paesi e popoli, è il gioco più facile. È la forma sofisticata di quella che si chiamava «moneta d’occupazione»: i nostri liberatori del 1945, stampando le Am-Lire che non gli costavano niente ma che noi «liberati» avevamo l’obbligo di accettare, compravano per niente ciò che avevamo prodotto col nostro lavoro.
Coi petrodollari comprano il greggio per niente. Così le merci cinesi, e i cinesi se ne accorgeranno: hanno Himalaya di dollari, che la FED deprezza a volontà stampandone altri. Il dollaro come valuta di riserva mondiale, equivale alla «moneta d’occupazione» – ovviamente globale.
Ora, che il progetto finale di asservimento sia quello descritto – o temuto – da Uriel, è più che probabile. Forse per Washington inevitabile.

Su una cosa il Faneli sbaglia: quando sostiene che «oggi solo DUE leader europei sembrano aver capito il gioco (Una e’ tedesca, l’altro e’ francese)», insomma la Merkel ed Hollande. Da quando lavora in Germania, questo Uriel adora la Merkel. La Merkel ed Hollande hanno protestato per lo spion aggio svergognato che il servizio americano fa sui loro telefoni, ascoltando non tanto governanti ma uomini d’affari, imprese e aziende – al chiaro scopo di rubare idee commerciali. È una protesta finta. (1)
Infatti, Angela Merkel è quella che più preme per raggiungere l’Accordo USA-UE di libero scambio: che significa sciogliere l’Europa burocratica ad egemonia tedesca, in un mercato comune americano – dove noi avremo l’obbligo di adottare le normative americane, poniamo, sugli OGM, sui vitelli gonfiati con gli estrogeni e tutte le porcate americane; dovremo accettare «il libero mercato» nella Sanità e nel sistema pensionistico (altrimenti non siamo competitivi), rinunciare ad ogni regolamentazione della finanza selvaggia come l’hanno concepita, voluta ed imposta in Usa.
Ossia assoggettare tutta la vita umana dell’Occidente alle ragioni delle rendite monetarie di Wall Street e alla sua criminalità. Anche dopo lo scandalo Datagate la Merkel punta a quello (2). E a quello arriveremo. (Usa-Ue. Merkel dice sì ad avvio trattative libero scambio)
Sì, può darsi che tra i governanti europei, e soprattutto tra gli industriali e gli amministratori delegati, corra un brivido di paura a scoprire l’immane misura dello spionaggio a cui sono sottoposti dall’alleato. Vedere come l’alleato li deruba di brevetti, idee, informazioni strategiche può essere stato, soprattutto perché lo fa’ senza scrupoli e senza infingimenti: «È per la vostra sicurezza», ci sgrida il cane da guardia della super-potenza, Cameron.
È la scoperta che l’America è ormai il super-stato canaglia, il grande criminale del mondo, ed è ormai scatenato, delinque senza limiti.
Perché dovrebbe porsi dei limiti? Bisognava fermarlo prima; già dall’11 settembre, non accettando la menzogna della versione ufficiale. Invece i nostri politici hanno taciuto quando il ministro americano ha agitato all’Onu un flaconcino pieno di talco come «prova» delle armi di distruzione di massa di Saddam Hussein. Hanno dato truppe servili d’appoggio all’invasione illegale di Iraq e Afghanistan, senza dichiarazione di guerra e senza che quegli stati minacciassero gli Usa. Cari europei: avete coperto, quando non collaborato, alle torture che il superstato-canaglia faceva o vi chiedeva di fare al posto suo. Avete taciuto quando ha ammazzato persone che riteneva colpevoli di qualcosa, in tutto il mondo, colpendole dall’alto coi droni, senza processo senza giudizio e nemmeno motivazione: «Terroristi», ci assicurava, e voi ci avete creduto.
Per la «lotta al terrorismo», gli avete aperto i dati bancari di tutti i vostri cittadini, attraverso SWIFT a cui qualunque ente americano può accedere liberamente; ed ora vi scandalizzate perché vi intercettano il telefonino della Merkel?
Hanno voluto abolire la distinzione fra banche d’affari e banche commerciali – causa del crack del ’29 – e hanno voluto che fosse abolita in tutta Europa, «per legge»: e voi avete obbedito, politici, economisti, partiti di governo e d’opposizione. E come era prevedibile, s’è ripetuto il crack. E voi, zitti.
Quando hanno annunciato: «Abbiamo finalmente ammazzato Osama bin Laden e l’abbiamo sepolto in mare secondo il tradizionale rito islamico», avete bevuto anche quella. Come volete che il potere americano vi tratti? Sa di potervi far fare tutto quello che vuole.
Nel 2002, la Casa Bianca ha enunciato il suo programma criminale senza ambagi: nel documento «National Security Strategy for United States of America» (del 20 settembre), si è arrogata il diritto «all’uso della forza contro l’integrità territoriale e l’indipendenza di qualunque Stato», a suo insindacabile giudizio, considera pericoloso per i suoi interessi. E ciò, in modo «preventivo», ossia prima che la minaccia alla sicurezza Usa si concreti.
Con quest’asserzione, il superstato-canaglia ha liquidato l’ordine internazionale vigente fin dal trattato di Westfalia (1648), il più alto esito della cultura politica prodotto in Europa, lo jus publicum aeropaeum. Con quell’enunciazione, di fatto, l’America s’è svincolata dal sistema di alleanze che essa stessa aveva creato dopo la secondo guerra mondiale. Di più, da allora dichiarato ogni altro Stato «illegittimo», res nullius, terra di conquista senza diritti. Da allora la diplomazia americana non riconosce che una distinzione nel pianeta: da una parte «the US», dall’altra «rest of the world», raccorciato in sigla ROW. Una sprezzante scorciatura.
Avete accettato anche quello, politici europei. Politici? Anche voi intellettuali, politologi cittadini qualificati, opinion leaders eccetera avete accettato, fatto finta di non capire, tenuto bordone al superstato criminale. A chi cercava di avvisarvi, avete dato del complottista-antiamericano (antisemita per far buon peso), da espellere dal dibattito pubblico.
Anzi, la Merkel preme per la zona di libero scambio Usa-UE; e se la vuole lei, la vuole il governo italiano, la vuole la UE, la vogliono tutti. Dunque avrete anche l’ultimo paradiso che Uriel Fanelli ha scoperto: «Tutto Gratis». Il Paese dei Balocchi di Pinocchio, offertovi da Wall Street. Non avete più i mezzi per comprarvi lo smartphone e l’auto? Ve l’affittano, dovete solo pagare un lieve canone mensile, restare aperti alle Entità che vogliono i vostri dati personali – non è forse vero che «non avete nulla da nascondere»? Non siete terroristi, voi. Non siete evasori fiscali: e dunque, che vi intercettino pure! In cambio vi faranno avere tutto, ma non sarete più padroni di nulla.
Nel comunismo, la proprietà privata era un crimine; nell’ipercapitalismo speculativo, è una «inefficienza» sorpassata, che vi faranno passare di testa con la pubblicità: «Perché rinunciare all’ultimo modello? Ve lo diamo noi. È gratis!». Il risultato è lo stesso del comunismo: nessuna proprietà privata, significa nessuna libertà politica. Avrete tutti lo Smartphone: lo stesso. Lo stesso automezzo elettrico-ecologico. Le stesse scarpe, lo stesso vestito. Tutto americano.
È il vostro futuro.
Per i credenti: può essere l’avverarsi, in forma sorprendente e imprevista, della profezia dell’Apocalisse 13: sulla falso agnello che farà in modo che «a tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi, fosse impresso sulla mano destra o sulla fronte un marchio, in modo che nessuno potesse né vendere né comprare all’infuori di coloro che portavano il marchio, cioè il nome della bestia, o il numero del suo nome».
(E adesso, pronti alla gragnuola d’insulti dell’Uriel (3). È fatto così).

1) Sulla volontà di Hollande (detto La Pera) di distanziarsi dagli americani, non è nemmeno il caso di parlare, è ridicolo. In Francia tuttavia c’è una resistenza ragionata, numerosa e sostenuta da intellettuali ed economisti contro l’euro, l’eurocrazia e gli «Stati Uniti d’Europa» – che in Germania non si è manifestata.
2) La cosa più impressionante del Datagate non è scoprire che ascoltano ed intercettano le agenzie di informazione, come Cia e NSA (dopotutto, è la loro funzione ufficiale); è che sia il corpo diplomatico americano al completo, e a tempo pieno. Hillary Clinton, da segretaria di Stato, ha dato precise istruzioni : per esempio sul captare dati informativi sui dirigenti delle Nazioni Unite, come il numero delle loro carte di credito, le loro password su internet, i loro orari di lavoro, le loro abitudini. «Sapere che un qualunque diplomatico americano che vi avvicina ha ricevuto istruzioni di procurarsi un’immagine ad alta definizione della vostra iride, o un vostro capello per fare la mappa del vostro DNA, rende ormai estremamente difficile stabilire con lui un clima di franchezza» (Paul Jorion). Susan Rice, allora ambasciatrice americana all’Onu, ha vantato pubblicamente (senza scrupoli) i risultati di questo spionaggio totale: «Mi ha aiutato a conoscere (…) la verità, a rivelare le posizioni sulle sanzioni (all’Iran. ndr) e ci ha permesso di restare un passo avanti nei negoziati». La NSA infatti ha vantato i risultati sulla rappresentanza francese all’Onu: «successi silenziosi che hanno aiutato a conformare la politica estera degli Stati Uniti».
3) Come tutti i geni matematici, è alquanto sociopatico. Basti dire che sta trasferendo il suo blog su darknet, perché «il numero dei lettori è tale da risultarmi insopportabile». Specie i « post piu’ visionari, quelli che mi espongono al rischio di essere giudicato un razzista, nazista, comunista, cattolico, satanista, e tutto quello che dicono di me». L’articolo che ho riprodotto, l’ha già spostato su darknet perché è stato troppo letto. Qualcosa di simile alla creatura nel racconto di Franz Kafka, «La Tana».

Fonte: effedieffe.com

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Pubblicato da su ottobre 31, 2013 in Governo sovranazionale

 

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Cipro, la folla sventa una rapina! Ma 7 indizi preoccupano l’Italia

di LEONARDO FACCO
Sulla scorta della brutta aria che tirava per le strade di Cipro, il parlamento isolano ha deciso di respingere al mittente (almeno per ora) l’idea di fottere ai correntisti delle banche locali il 6,75% per i depositi tra 20.000 e 100.000 euro e il 9,9% per quelli superiori Nessun prelievo forzoso – come da emendamento dell’ultima ora – per quelli con il saldo sotto i 20.000 euro. La folla imbestialita ha sventata una rapina bella e buona insomma.
Un buon segno? Dipende, se non fosse che questa idea balzana pare affascinare anche il partito dei Verdi della Nuova Zelanda, che vorrebbe applicare una medicina simile (leggasi ladrocinio) per salvare le proprie banche.
Al netto di come si evolveranno i fatti, la notizia ha allarmato, e fatto discutere, parecchia gente. Dacché, un po’ tutti dalle nostre parti han cominciato a chiedersi: quando toccherà all’Italia? Vorrei provare a rispondere a questa domanda con un elenco di indizi.
1- L’Italia – nelle ultime posizioni di quasi tutte le classifiche economiche – in materia di rapina ha anticipato di 21 anni il governo cipriota. Un tale Giuliano Amato, che ciuccia dalle tasche di Pantalone 31.000 euro di pensioni varie al mese, quando sedeva alla presidenza del Consiglio decise, nottetempo e retroattivamente, di entrare nelle banche di tutta Italia per fottere il 6 per mille di quanto depositato da ogni correntista.
2- Da quando è ufficialmente saltata per aria “Lehman Brother’s” (che ha innescato la crisi vera, quella dei debiti sovrani), è iniziata una gigantesca campagna diffamatoria nei confronti dell’evasione fiscale. Il tentativo, riuscito, era quello di nascondere le malefatte dei governi dietro ad un paravento fittizio di improbabili nemici del popolo per aizzare la guerra del tutti contro tutti, che tanto fa comodo a chi detiene il potere e tassa indiscriminatamente.
3- Con l’immane fandonia di salvare l’Italia, il governo Monti (sorretto da destra-centro-sinistra) ha introdotto e/o rafforzato, cito a memoria, “spesometro”, “redditometro”, “Serpico”, “Studi di settore”. Di più: per non farsi mancare nulla ha fatto strame dello statuto del contribuente ed ha portato la pressione fiscale media oltre il 70%……………………..

4- Monti, con l’approvazione dei parassiti che hanno sostenuto il suo gabinetto, ha continuato l’opera che iniziò il duo Visco-Prodi per limitare l’uso del contante, portando il limite a 999 euro. Bersani, candidato in pectore alla presidenza del Consiglio, ha già proposto che quella soglia va abbassata e portata a 300 euro. Milena Gabanelli – che di economia ne sa quanto il sottoscritto di fissione nucleare, una beata fava – vorrebbe abolire l’uso del contante tout court. Ora, giusto per rinfrescarvi le idee vorrei mettervi al corrente che il taglieggiamento messo in atto a Nicosia rende chiarissimo il motivo per cui la casta ci tiene tanto a vedere abolito il cash!
5- Giuliano Amato, sempre lui, scrisse un paio di anni fa sul Corriere della Sera un editoriale in cui propose quanto segue: si faccia una patrimoniale una-tantum da 30.000 euro per ciascun italiano, in questo modo il debito pubblico verrebbe ridotto dal 120% all’80%, permettendo al paese di guardare al futuro. Mancava poco che gli consegnassero il Nobel.
6- Mauro Meneghini, su queste colonne, due giorni fa ha scritto un dettagliato articolo in cui evidenziava come la Bce avesse già approntato uno studio per dimostrare che gli “italiani sono ricchi il doppio dei tedeschi” e che, quindi, la scelta di una imposta patrimoniale da appioppare sulle spalle dei contribuenti tricoloriti non sarebbe sgradita come soluzione.
7- Ieri, Il chief economist di Commerzbank, Jörg Krämer, ha sottolineato che la mediana dei patrimoni italiani è pari a 164.000 euro, mentre per esempio nell’economia più in salute dell’Austria è di circa 76.000 euro. Questo significa – repetita juvant – che in Italia, in teoria, con un’aliquota del 15% sul patrimonio la crisi del debito potrebbe rientrare. Basti pensare che i beni netti degli italiani sono equivalenti al 173% del Pil, paragonati al 124% della Germania.
Solitamente, basterebbero 3 indizi per fare una prova. Da un paio di giorni, però, tutti gli “opinion maker” del regime dell’informazione italica si pongono questa demenziale domanda: non sarebbe il caso di fare presto un governo per evitare un prelievo a mo’ di Cipro? Probabilmente, sarebbe il caso di spiegare loro che a Cipro è successo quel che è successo proprio perché esiste un governo che ha accettato – prima che le piazze si rivoltassero – i diktat di troike varie e Unione europea – , di aggredire arbitrariamente, e a cuor leggero, la proprietà altrui, rubando impunemente il frutto del loro lavoro dai loro conti bancari.
Vi porgo io una domanda a questo punto: ma davvero lo Stato siamo noi? Chi pensa che la risposta debba essere sì, provi a chiedersi se mai ruberebbe a sé stesso. Vittorio Alfieri scrivendo “Della Tirannide” affermò: Qualunque governo che può manovrare a proprio piacimento le leggi o anche raggirarle è tiranno: quindi in generale ogni forma di organizzazione statale lo è”! E per il governo (o tiranno) la rapina è uno stile di vita che tanto si confà a quel gruppuscolo di uomini (gli eletti, o banda di briganti) la cui moralità è un gradino sotto quella di un pedofilo! Cipro e il super-governo europeo hanno confermato la massima di cui sopra, confermando che lo Stato è nient’altro che crimine organizzato.
Democraticamente però…!

 

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LA GRECIA FA I CONTI CON LA TROIKA

Se la situazione della Grecia descritta nel libro La guerra dell’Europa era già molto preoccupante, negli ultimi mesi la devastazione è diventata profonda, diffusa e palpabile in tutto il paese. A nulla sono servite ben due tornate elettorali a distanza di poche settimane fra l’una e l’altra: con una legge elettorale (che alcune forze politiche vorrebbero in qualche modo imitare nella riforma di quella italiana) che attribuisce un premio di maggioranza di ben 50 seggi su un totale di 300 al primo partito, è relativamente semplice rovesciare la volontà dell’elettorato. Infatti, il governo greco oggi deve piegarsi alle richieste e ai ricatti della troika – Commissione Europea, Banca Centrale Europea e Fondo Monetario Internazionale – nonostante la maggioranza di chi si è recato alle urne abbia scelto una formazione contraria all’Euro e al cosiddetto Memorandum.

In barba quindi alla cosiddetta governabilità ottenuta con l’espediente elettorale, la popolazione greca sta vivendo una disperazione agghiacciante: non solo bambini che svengono a scuola per la denutrizione, ma anche ospedali che chiudono, un comparto produttivo azzerato, il 27% dei cittadini che si trova al di sotto della soglia di povertà, decine di migliaia di persone (spesso famiglie intere) che vivono all’aperto nei parchi di Atene perché hanno perduto lavoro e casa. Si tratta di chi magari era giunto a pagare l’80-85% del proprio mutuo, ma non avendo più un’occupazione, si è visto portare via la propria abitazione dalle banche, per via del meccanismo che prevede il saldo anticipato degli interessi e solo in seguito il pagamento del prestito effettivamente ricevuto.

Dopo ben cinque anni di recessione continua, la penisola ellenica è allo stremo. Secondo il parametro ufficiale del PIL, si sono persi 22 punti percentuali negli ultimi quattro anni a causa delle politiche cosiddette di austerity. Per chiarire meglio questo punto si pensi che la portata delle manovre greche è di 63 miliardi di euro; contestualizzando il dato in Italia, sarebbe come dire che sono stati eseguiti tagli per circa 600 miliardi.

Per alleggerire la povertà dilagante, in conseguenza dei provvedimenti adottati, il Ministero dello Sviluppo ellenico ha approvato ad inizio ottobre una legge per permettere ai supermercati di commercializzare a prezzi stracciati (con uno sconto del 66%) i prodotti alimentari scaduti, fino a 90 giorni – a seconda dei generi – dalla data del consumo indicato. Ma anche acquistare questo tipo di cibo per sfamarsi può essere proibitivo per chi non ha alcun reddito, perché è stato licenziato, ha chiuso la propria attività oppure non trova proprio il lavoro. E oggi un Greco su 4 è disoccupato, mentre ben oltre il 54% dei giovani non ha occupazione (dati allarmanti che però non tengono contro anche dei tanti che hanno smesso di cercare lavoro).

Nelle città aumenta così la micro-criminalità (furti, scippi, scassi), mentre un numero crescente di persone, spinte dalla disperazione si riducono a delinquere o a prostituirsi. La popolazione che invece ha ancora un lavoro, si ritrova spesso a protestare contro le misure di austerità: in 10 mesi sono stati fatti addirittura 4 scioperi generali, e quello del 18 ottobre, durante il quale un manifestante di 66 anni è stato stroncato da un infarto, è stato il secondo in poco più di un mese.

Un panorama tanto allarmante ha indotto il Ministro delle Finanze Yannis Stournas a dichiarare a metà ottobre che “La Grecia ha urgentemente bisogno della nuova tranche da 31,5 miliardi di euro altrimenti morirà asfissiata”. Ma non sarà un’iniezione di denaro, fra l’altro in larga parte indirizzato alle banche, che potrà salvare una situazione ormai generalmente compromessa. Senza calcolare che ogni volta che si parla di aiuti dall’UE o dalla troika, in realtà si dovrebbe indicare che si tratta di prestiti da restituire con relativi, salatissimi, interessi.

Il destino della Grecia sarebbe, infatti, appeso, secondo le Istituzioni, gli economisti e i politici, al rapporto della troika atteso per fine novembre. Al momento è certo che il paese si trova davanti a tre sole possibilità: tagli, un nuovo pacchetto di misure oppure una proroga nei tempi indicati per la realizzazione dei provvedimenti imposti. La stessa Christine Lagarde del Fondo Monetario Internazionale si è resa disponibile a dare più tempo alla Grecia, ma è stata immediatamente rimproverata da Wolfgang Schauble (che ha deciso, alcuni mesi fa, la formazione di 160 finanzieri tedeschi da spedire in Grecia per appropriarsi direttamente delle tasse versate). Secondo il Ministro delle Finanze della Germania, la politica di austerità non può assolutamente essere allentata.

Risultato? La troika chiede in questi giorni ad Atene di effettuare nel 2013 (in anticipo rispetto a quanto previsto) una politica per ulteriori 9 miliardi di euro di tagli, in modo da poter accedere alla tranche di aiuti invocata dal Ministro Stournas. Le trattative non sono però state così ‘tranquille’: il 16 ottobre la troika ha interrotto per breve tempo i negoziati con il governo greco, salvo poi riprendere i rapporti via email, dopo una consultazione telefonica con la Lagarde. L’attrito, anche interno allo stesso terzetto, sarebbe stato imputabile alle diverse posizioni rispetto alle misure da attuare. Dall’Unione Europea sono state, infatti, avanzate richieste come il taglio del 50% degli indennizzi di licenziamento con effetto retroattivo (a partire dall’1 gennaio 2012), l’incremento dei giorni lavorativi (da 5 a 6 alla settimana), l’eliminazione degli adeguamenti delle retribuzioni previste dal contratto nazionale ogni 3 anni, il licenziamento di ulteriori 15.000 dipendenti pubblici.

Non solo. La troika deve anche verificare quanto la Grecia sia stata disciplinata e abbia attuato i provvedimenti già indicati nel Memorandum. La Merkel  si è addirittura recata personalmente ad Atene per rendersi conto di quanto sia stato fatto dagli ellenici ma, nonostante tutto, il suo giudizio è stato inflessibile: “C’è ancora molto da fare”. Un’opinione probabilmente utile per la Cancelliera anche in occasione dell’incontro nella capitale con imprenditori e rappresentanti delle aziende tedesche che operano nella penisola ellenica, come Siemens, Ote, Bauer, oltre a istituti bancari come Alphabank ed Eurobank. La Grecia infatti è oggetto degli appetiti di grandi aziende straniere, in alcuni casi vere e proprie multinazionali, pronte ad avventarsi sul bottino ellenico, anche grazie alle ingenti privatizzazioni imposte dalla stessa troika.

Curiosamente, al Forum organizzato dall’International Herald Tribune ad Atene il 15 e 16 ottobre, anche chi ha duellato nell’ultima tornata elettorale, come l’attuale primo ministro e i presidenti del social-democratico Pasok e del partito della sinistra Syriza, sono stati relatori per definire il programma di privatizzazioni, definito “una priorità strategica per il paese”. Così, alla piattaforma prevista per nuove opportunità di investimento, anche nei “settori chiave dell’economia greca, come energia, miniere, turismo e sviluppo delle infrastrutture”, partecipano rappresentanti del Fondo Monetario Internazionale, l’ambasciatore australiano, il presidente della camera di commercio Franco-Ellenica, uno dei direttori del Roubini Global Economics (strettamente collegato allo statunitense Council on Foreign Relations), oltre al vicepresidente del settore sviluppo economico della Lockheed Martin Aeronautics. Convegni internazionali come questo potrebbero dunque accreditare quanti vanno sostenendo che nell’Egeo ci sarebbero enormi risorse di petrolio, gas naturale e altri minerali e che quindi la Grecia dovrebbe seguire Cipro, che ha già concluso un accordo con Tel Aviv per lo sfruttamento comune degli idrocarburi.

Quel che è certo è che il sistema di potere della grande finanza internazionale, rappresentato dalla troika, non mollerà la presa. Al vertice europeo del 18 ottobre, Mario Monti ha fatto proprie le parole del presidente dell’euro Parlamento Juncker, secondo il quale durante l’incontro “si è stabilito in modo definitivo che nessuno pensa, né chiede di escludere la Grecia dall’euro zona, né di metterla in una posizione in cui si autoescluda.”  Nessuna via d’uscita dunque, nonostante i trattati europei prevedano chiaramente la possibilità di recesso da istituzioni totalmente vocate a un’Unione che è soprattutto bancaria e che soddisfa le pretese originatesi con la speculazione finanziaria. L’uscita da queste trappole avrebbe, secondo molti, costi elevatissimi. Ma siamo davvero sicuri che questi siano più elevati di quanto non implichi la nostra permanenza?

 
 

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Pubblicato da su febbraio 10, 2012 in Governo sovranazionale

 

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