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Il Papa Nero si fa Bianco

Abbiamo previsto un paio di fumate nere, così è stato. Abbiamo previsto un papa gesuita, così è stato. La lobby mondiale di Bilderberg e soci non si smentisce. Ma se straordinaria è l’abdicazione di un papa, lo è ancor più che un gesuita diventi papa. Di dimissionari ce ne sono stati, di gesuiti papi egli è il primo. Qualcuno potrà pensare a Leone XIII, ma aveva solamente studiato dai gesuiti, e gesuita non era. Un gesuita papa? Evento storico! L’impossibile diviene possibile, il Papa Nero (dal colore della veste dei gesuiti) e il Papa Bianco (quello di Roma, che ubbidisce però al Nero) riuniti in una sola persona.

Sarebbe come mettere un lupo a guardia di un gregge, un pedofilo a dirigere un asilo. Non alludo soltanto alla massoneria che accompagna i gesuiti, poiché di cardinali massoni è pieno da sempre il Vaticano. Quando nel 1978 il giornalista della P2, Mino Pecorelli, pubblicava sull’Osservatore Politico la lista dei cardinali massoni, papa Luciani era sul punto di silurarne molti (compreso quel Marcinkus, capo dello IOR) se il veleno non l’avesse raggiunto poche ore prima. Grave errore fu confidarsi con l’allora Segretario di Stato Villot, anch’egli membro della loggia P2. Pecorelli sarà ucciso pochi mesi dopo ma per ulteriori motivi. Un altro scrittore affiliato alla P2, Pier Carpi, parlò chiaramente di Loggia Ecclesia, operante in Vaticano alle dipendenze dirette del Duca di Kent, loggia che lo stesso Gelli definì “potentissima, composta solo da cardinali e alti prelati”. Perché ricordarlo?

I gesuiti cominciarono a infiltrare la massoneria dal suo nascere nel Settecento e forse fu il vero motivo che spinse Clemente XIV a sciogliere l’Ordine nel 1773. Forse era quel qualcosa, come disse quel papa, che teneva celato nel suo cuore. Prima di essere avvelenato con arsenico l’anno seguente. Arsenico come quello che due secoli prima viaggiava sui galeoni spagnoli della terza spedizione coloniale in Perù, con il quale fu avvelenato il vino che sterminò l’Inca e il suo popolo. Lo provano documenti di viaggio redatti da certi frati e rinvenuti in casa del principe di Sansevero a Napoli.

Cosa fecero i gesuiti dopo lo scioglimento dell’Ordine? Tre anni dopo, un agente dei Rothschild che aveva studiato nelle loro scuole, Adam Weishaupt, fondò l’ordine degli Illuminati, nel quale confluirono molti della disciolta Compagnia di Gesù. È il tempo in cui massoneria, illuminati, gesuiti, banchieri ebrei cominciano a collaborare ad majorem Dei gloriam (o alla maggior gloria del denaro?). Come scrive il vostro Umberto Eco: “I gesuiti sono massoni vestiti da donna”. Ecco allora che, tramite i loro bracci secolari, i Rothschild pianificarono e finanziarono la rivoluzione francese e Napoleone. I gesuiti erano ai vertici dell’organizzazione che minò le monarchie colpevoli di aver fatto cadere il loro Ordine. Quello stesso Ordine che, guarda caso, ricomparirà due mesi dopo la sconfitta di Napoleone a Waterloo, nel 1814. “Il più assoluto dei dispotismi e il più grande degli abusi”, così Napoleone definirà il gesuitismo, accortosi troppo tardi di essere stato manovrato. Avendo finanziato Wellington, Natan Rothschild ebbe così il completo controllo sulla Banca d’Inghilterra, e i gesuiti la loro vendetta.

Gesuiti sono i Rothschild, i Morgan, i Rockefeller. Quindi il CFR, feudo di questi ultimi. Fu il banchiere sionista J. P. Morgan, gesuita, a scatenare la crisi economica americana che, con l’aiuto degli altri banchieri e del presidente Wilson, altro gesuita, portò all’incostituzionale Federal Reserve. Non è necessario essere preti per essere gesuiti. Fu Morgan a finanziare la costruzione del Titanic, sul quale invitò per il viaggio inaugurale molti dei magnati a lui contrari, mandati a morire tra i ghiacci l’anno prima della costituzione truffaldina della Federal Reserve. Gesuita era il capitano Smith, comandante di quel transatlantico, al quale fu ordinato di lanciare a tutta velocità la nave contro l’iceberg, spianando così la via alla privatizzazione della Banca americana.

Comunismo, sionismo, nazionalsocialismo, sono tra le creature della potentissima lobby economica ebraica, massonica, gesuita. Scrisse Hitler: “Ho imparato dai gesuiti. Una buona parte di questa organizzazione l’ho trasportata direttamente nel mio partito. Sto fondando un ordine (le SS)… In Himmler vedo il nostro Ignazio di Loyola”.

Il vostro Monti è un gesuita. Professore universitario e rettore, capo del governo delle università private, per lo più cattoliche. L’istruzione è da sempre nelle mani dei gesuiti, che se la contendono con quelli dell’Opus Dei. Stessa cosa con le finanze vaticane, da sempre amministrate dai gesuiti. L’Opus Dei, nato in Spagna come la Compagnia di Gesù, scaturito dai gesuiti stessi, fu avversato dai papi fino a Giovanni Paolo II, che invece lo portò alle stelle e ne santificò il fondatore. Dell’Opus Dei era perfino il suo portavoce Navarro e il presidente dello IOR, Ettore Gotti Tedeschi. Benedetto XVI non fece che continuare a favorire gli opusdeisti, irritando i gesuiti. Altro motivo per deporre quel papa e sostituirlo con un gesuita che sistemerà le dissestate finanze dello IOR. La dismissione del papa era già nell’aria durante la guerra in Vaticano dello scorso anno e spiega l’improvvisa cacciata di Gotti Tedeschi, dopo la sua rottura con Bertone e a maggior ragione con lo scandalo MPS. Il nuovo capo dello IOR è stato nominato, tanti mesi dopo, proprio all’indomani dell’abdicazione del papa. Un papa che, ancora una volta, l’arsenico stava lentamente avvelenando.

In Vaticano non si aggira più un pastore tedesco ma un gesuita argentino. Il tutto previsto da tempo: prova ne è che due settimane dopo la sua elezione era già in distribuzione il libro biografico del nuovo papa. Nella riunione straordinaria di Bilderberg a Roma il 13 novembre dello scorso anno che cosa si sarà mai deciso? Magari le dimissioni di Monti, del papa e il predominio dei gesuiti su tutti? Adesso le guerre intestine in Vaticano potranno cominciare a quietarsi. Il Papa Nero ha messo un suo luogotenente a governare Roma e ha pieni poteri come mai nella storia dell’umanità.

Troppo presto per valutare papa Francesco e capire se il richiamo è al Santo di Assisi oppure a San Francesco Saverio, Francisco Javier, cofondatore con Ignazio di Loyola della Compagnia di Gesù. Vedremo se si comporterà da francescano o da gesuita. Bergoglio è molto potente, lo era già da cardinale, tanto sa essere determinante perfino nell’elezione di Obama a presidente. Obama, un altro Bilderberg. Se Bergoglio ha ricevuto mandato dai poteri bancari che puntano al governo mondiale lo vedremo nel lungo periodo quando, conquistati i cuori dei fedeli, amato e venerato al di sopra di ogni sospetto, dovrà convincerli a ubbidire alla dittatura mondiale. State certi che tutti lo seguiranno levando inni di gioia al Signore: l’idolo amato dalla gente, il buon pastore della Chiesa povera, dirigerà le sue greggi verso la tana del lupo. Questo con B16 non sarebbe stato possibile. Questo è essere gesuiti. Questo è un Papa Nero.

ELIA MANDEL, Toscana, marzo 2013

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