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Questa é follia, é guerra contro le persone

16 giugno 2013

Pubblicato da

di Helena Janeczek

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Egemen Bagis, il ministro turco per gli affari con la UE, ha annunciato ieri sera che chiunque si avvicinerà a piazza Taksim sarà «trattato dalla polizia come un terrorista». La dichiarazione sembra un avallo ex post dello stato della repressione già in atto. Le testimonianze, i video e le foto da Istanbul parlano di ustioni e piaghe causate da sostanze chimiche mischiate all’acqua degli idranti, di attacchi alle strutture di pronto soccorso, di due pesantissime irruzioni con lacrimogeni nel lussuoso Hotel Divan, rifugio per feriti e manifestanti del vicino parco Gezi. Bambini sanguinanti, un uomo travolto da una camionetta della polizia antisommossa. Impedimenti per giornalisti (anche stranieri) e personale medico di accorrere alle zone degli scontri. Traghetti e ponti sul Bosforo bloccati per chiudere l’afflusso dei manifestanti dalla parte asiatica della città. Legge marziale, in pratica. La leader del verdi tedeschi Claudia Roth, intrappolata nell’Hotel Divan dopo lo sgombero di Gezi, ustionata in volto dai lacrimogeni (o da altro), ha parlato di follia, di guerra contro i cittadini. La Turchia è nota per le sue violazioni dei diritti umani però non è l’Egitto di Mubarak o l’Iran dove ieri, al primo turno, è stato eletto presidente Hassan Rohani, il più moderato degli ayatollah ammessi alla competizione. È una democrazia – con molte tare ma non un’innegabile “democratura”: tant’è che le

manifestazioni più che pacifiche contro il progetto di costruzione di un centro commerciale sul luogo del parco Gezi mostravano, al principio, una grande consonanza con le proteste diffuse nelle cosiddette democrazie avanzate: da Stoccarda alla Val di Susa. E mostrano pure inquietanti analogie nell’impiego sproporzionato della repressione poliziesca; per quanto ciò che sta accadendo in Turchia – cinque morti accertati, quasi un centinaio di avvocati arrestati ecc.- sia sinora il peggio. Ma prima, dopo e durante Occupy Gezi, nelle ultime due settimane è avvenuto questo: Il 1° giugno a Blockupy Francoforte, la protesta contro le politiche BCE, la testa del corteo autorizzato è stata accerchiata e tenuta per ore sotto scacco. L’uso massiccio di spray urticanti e di manganelli ha causato ca 300 feriti, alcuni piuttosto gravi. Anche in quel caso diversi volontari sanitari parlano di impedimenti a prestare soccorso. In Italia la sentenza assolutoria per la polizia sulla morte di Stefano Cucchi è arrivata in contemporanea con le teste lacerate degli operai e del sindaco di Terni in corteo contro la chiusura dell’acciaieria. Mentre in Turchia partiva lo sgombero di piazza Taksim e parco Gezi, la Cassazione ha confermato, riducendo i risarcimenti alle parti lesi, della sentenza su Bolzaneto e le violenze alla scuola Diaz. A ridosso di tutto questo, si è scoperto il gigantesco programma di spionaggio “Prism” voluto da Obama, il governo greco ha deliberato la chiusura della tv e radio di Stato ERT, arrivando a chiudere il segnale nel giro di poche ore e mandando la polizia antisommossa a difendere la propria decisione. A Saõ Paolo del Brasile, paese economicamente emergente al pari della Turchia, la protesta per l’aumento dei prezzi del trasporto pubblico ha causato una repressione poliziesca molto dura, con 250 arresti e 50 feriti. L’eccesso di impiego della forza di polizia è una ormai una costante planetaria – in tutta Europa come a New York e negli Usa – e questo sia nel caso che vi sia stata violenza da parte dei manifestanti sia quando le pratiche di resistenza passiva sono state portate avanti senza alcun cedimento. Ma rappresenta soprattutto una costante che tutte queste proteste nascono dalla volontà popolare di difendere dei beni comuni (lo sono sia gli alberi dei parchi e le valli subalpine che i biglietti degli autobus) o di arginare il potere di poteri sottratti al controllo democratico, come le istituzioni bancarie e monetarie. Non c’è nessuna volontà di sovvertimento rivoluzionario-  eppure i governi democratici di vario stampo e colore politico difendono a forza di lacrimogeni, manganelli o proiettili di gomma i “flussi” (ossia gli interessi mobili e flessibili) contro i “territori” (e la gente che ci abita), come Marco Revelli cerca di circoscrivere questa nuova forma del conflitto ai tempi della globalizzazione e della sua crisi. Oggi a Istanbul le proteste cercheranno di dirigersi nuovamente verso i luoghi tabù sgomberati e, visto che è stata indetta pure una manifestazione pro-Erdogan e in molti quartieri nella notte si sono erette barricate, la giornata potrebbe evolversi in modo assai peggiore di ieri. Finora non sono arrivate critiche decise né dall’Unione Europea, né da Barack Obama, entrambi vincitori di un Premio Nobel per la Pace che appare sempre più tragicomico. Barbara Spinelli, riferendosi principalmente a “Prism”, ha parlato di ostilità dei governanti e di “paura del popolo”. Il popolo, ovunque esso si trovi, sta incontrando sempre più motivi per ricambiare.

Ps. Mi sono certo dimenticata qualche voce del triste elenco. Ma non dimentico di segnalare questa lettera bellissima di Gianluca d’Ottavio che vive a Istanbul e si occupa di turismo.

Pps. L’immagine sopra ritrae la polizia mentra da fuoco all’albero del Parco Gezi nel quale gli occupanti avevano iscritto i loro auspici e desideri.

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Pubblicato da su giugno 16, 2013 in Uncategorized

 

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Video

Zeitgeist

Una serie di video da risveglio societario

 

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Giorgio Napolitano, traditore del PCI e servo della CIA

Salvatore Tamburro – http://salvatoretamburro.blogspot.it/2013/04/giorgio-napolitano-traditore-del-pci-e.html

Con 738 voti, il 20 aprile 2013, due terzi della casta politica ha votato come Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, confermando al Colle un uomo di 88 anni (che secondo il mandato settennale resterebbe in carica fino a 95 anni…alla faccia del rinnovamento della classe politica).

Ma chi è veramente Giorgio Napolitano?
Egli è un uomo che ha sempre cambiato i suoi ideali all’occorrenza, da sempre servile ai poteri forti americani e filo-israeliani, presente ed ossequioso ovunque ci fosse un potere da servire.

Singolare in termini di contraddizioni il fatto che il 9 maggio 2010 fu premiato con il Premio Dan David (Fondazione israeliana che premia personalità che abbiano espresso ammirazione per Israele e per l’ideologia sionista) con questa motivazione: “…per il suo coraggio e integrità intellettuale che sono stati fondamentali nel guarire le ferite della Guerra Fredda in Europa, così come le cicatrici lasciate in Italia sulla scia del fascismo”; proprio lui che in gioventù militava nei G.U.F. (Gruppi universitari fascisti).
Dopo essersi finto difensore della classe operaia e dell’ideologia comunista ha capito fin da giovane che poteva essere l’uomo giusto al posto giusto: un insider-man, utile agli americani in funzione anti-comunista e per agevolare l’imperialismo americano in Europa ed in Italia.

L’ascesa politica di Napolitano si ebbe nel 1953 quando fu eletto deputato nel PCI e poco più tardi si unirà alla corrente migliorista (interna al PCI) di Giorgio Amendola, uomo liberale, antifascista e massone. Una ideologia, quella dei miglioristi, profondamente anti-marxista che portò Amendola e Napolitano a mettersi al servizio di organizzazioni come l’Istituto di Affari Internazionali di Gianni Agnelli e il Council for Foreign Relations di Rockfeller.

Nel 1975 Napolitano strinse anche relazioni con Antonio Nigro, il quale ottenne grossi finanziamenti dalla Fondazione Rockefeller e dalla Fondazione Ford allo scopo di convincere i comunisti ad attraversare un lungo processo di democratizzazione (leggasi “americanizzazione”).
Napolitano ebbe diversi incontri anche con Henry Kissinger, considerato l’uomo-ombra del governo americano e il rappresentante politico dell’ideologia basata sul Nuovo Ordine Mondiale. “L’arrivo al potere dei comunisti – si legge in un documento interno del Fco – costituirebbe un forte colpo psicologico per l’Occidente. L’impegno Usa verso l’Europa finirebbe per indebolirsi, potrebbero così sorgere tensioni gravi fra gli americani e i membri europei della Nato su come trattare gli italiani”. A Londra Henri Kissinger discutendo la situazione italiana con il nuovo Ministro degli Esteri inglese Antony Crosland fa delle rivelazioni sconvolgenti: “La questione dell’obbedienza del PCI a Mosca è secondaria. Per la coesione dell’occidente i comunisti come Berlinguer sono più pericolosi del portoghese Cunhal”.

Nel 1978 Napolitano, su invito del neo-conservatore americano, Joseph La Palombara, è ospite del Council on Foreign Relations (organizzazione che si occupa di strategie globali per conto di importanti famiglie di banchieri come i Rockefeller, i Rothschild e i Morgan) e lì dichiarerà fedeltà alla N.A.T.O. .
Bisognava adesso dare il colpo di grazia al PCI: fu nel 1980 che si posero le basi per una delle operazioni più importanti della CIA: lo stratega Duane Clarridge dà inizio all’operazione chiamata “soluzione finale” e da lui definita “una delle operazione più azzardate della sua carriera: un accordo segreto tra la CIA e il PCI”. Attraverso azioni non violente, ad esempio creando una equipe di tecnici neo-liberisti all’interno di un partito “non allineato” all’ideologia capitalista americana, la CIA riuscì a penetrare nella gestione del PCI. Il cerchio si era finalmente chiuso: alla morte di Enrico Berlinguer nel 1984, come segretario del PCI venne eletto Alessandro Natta ma Napolitano, forte della protezione degli Usa, da lì a poco avrebbe dato il colpo di grazia al partito.

Qualora gli ultimi trent’anni di storia politica non bastassero a rappresentare Napolitano come traditore del PCI, nonchè uomo al servizio dell’imperialismo americano e del potere filo-bancario, ricorderei le recenti manomissioni di alcuni importantissimi articoli della Costituzione, manomissioni da lui avallate e controfirmate, tra tutte l’articolo 81 della Costituzione che il 18 aprile 2012 ha introdotto il pareggio di bilancio, obbligando di fatto lo Stato alla schiavitù delle politiche di austerità, tanto care all’imperialismo-capitalistico americano ed europeista, il tutto secondo i piani dell’ideologia mondialista, rendendo al tempo stesso le teorie keynesiane (basate, invece, su una politica monetaria espansiva che darebbe slancio all’economia) di fatto incostituzionali.

Attraverso la complicità di personaggi come Napolitano, Monti e probabilmente anche Amato al governo italiano l’imperialismo americano potrà continuare ad dominare indisturbato sulla politica e sull’economia nazionale, portando avanti tutti gli obiettivi previsti nella scaletta mondialista: accentramento dei poteri nelle mani di organizzazioni sovranazionali (unione politica europea, B.C.E., F.M.I., W.T.O.) non elette democraticamente da alcun cittadino; politiche basate sull’austerità che stanno conducendo alla recessione economica; drastico aumento della disoccupazione; impoverimento delle classi sociali, riduzione delle nascite e, quindi, riduzione della popolazione

 

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Tertium non datur

Dopo l’euforia di alcuni (pochi) e la rabbia di altri (molti), è il tempo di fare qualche considerazione sulla rielezione di Giorgio Napolitano al Quirinale. Premesso necessariamente che non si può parlare di colpo di stato (pena l’ostracismo), le vicende che hanno preceduto e che seguono l’evento clamoroso sono quantomeno rivelatorie. Vedere gli esponenti dei partiti politici di destra-sinistra applaudire un Re Giorgio dai toni fustigatori nei loro confronti, l’informazione berlusconiana esaltare la rielezione di un ex comunista al Quirinale e della piddìna Serracchiani in Friuli Venezia Giulia, o, al contrario, organi di informazione ostili al Cavaliere fare da cassa di risonanza alle ispirazioni restauratrici di quest’ultimo… fa quantomeno sorridere. In questa battaglia per il Colle, Beppe Grillo e il MoVimento 5 Stelle sono riusciti ad unire il diavolo e l’acqua santa in unico fronte compatto, a difesa del proprio status quo, mostrando così a tutti quanto il bipolarismo sia in realtà un gioco delle parti. Dopo il 20 aprile, la distinzione è netta, quasi metafisica: da un altro una classe dirigente ormai prossima al pensionamento, che letteralmente “non sa più che pesci pigliare” ed è costretta ad affidarsi al Venerabile Giorgio, da cui accetta volentieri di farsi dare ordini pur di sopravvivere qualche mese in più; dall’altro il “portavoce” Grillo, che da tempo ha dismesso i panni del comico per assumere quelli dello stratega militare.

Già, perché di strategia militare (e delle più raffinate) si tratta. Basti pensare alle parole usate da Grillo nell’ormai lontano (è proprio il caso di usare quest’aggettivo) 2009, quando lanciò dal suo blog l’idea di costituire un Movimento di Liberazione nazionale, che avrebbe assunto poi il nome che tutti conosciamo:

Quando i soldi finiranno, o meglio, quando saranno costretti a annunciare che i soldi sono finiti, allora inizierà il ballo. Nessuno può dire che tipo di ballo sarà. Secessionista, peronista, federalista, pre unitario, fascista. Una danza a cui dobbiamo partecipare, non assistere.

Con gli occhi di oggi, queste parole indicano quanta lungimiranza vi sia dietro il progetto politico del M5S. Mentre oggi riusciamo a stento a comprendere cosa ci succeda intorno, Grillo e Casaleggio sembravano sapere già da anni in quale situazione l’Italia si sarebbe trovata, con una precisione davvero notevole.

Lo scenario di un’Italia balcanizzata, infatti, è stato evocato anche di recente da Grillo, proprio durante la battaglia per il Colle, nell’ammonire Pierluigi Bersani e il suo partito dall’elezione di un presidente dell’inciucio:

Il pdmenoelle ha consultato (e sta consultando) solo Berlusconi per proporre D’Alema, Amato, Violante come ruotino di scorta o un presidente dell’inciucio dell’ultimo momento. Un loro settennato consegnerà l’Italia alla dissoluzione non solo economica, ma anche come Stato unitario. E’ bene saperlo in anticipo. Ognuno si prenda le sue responsabilità.

L’invito agli italiani a partecipare al ballo, anziché assistervi, può quindi essere letto come un invito a prendere in mano le istituzioni per tempo, prima che queste vengano distrutte insieme al paese stesso. Per fare questo serviva una struttura informativa e organizzativa alternativa all’informazione ufficiale e alla partitocrazia, che permettesse di incanalare la rabbia popolare crescente ed indirizzarla verso un progetto politico. Un progetto che, alla luce degli accadimenti attuali, mira forse a mettere l’Italia in salvo dal rischio di finire “come la Grecia”, dopo le politiche recessive (mi si perdoni l’eufemismo) del governo Monti, con i rischi che ciò avrebbe comportato per la tenuta non solo sociale, ma anche politica di un paese così frammentato.

In quest’ottica si può leggere la scelta di sostenere la candidatura di Stefano Rodotà alla più alta carica istituzionale. Per il suo curriculum e le sue idee, Rodotà era la candidatura più adatta, tra quelle indicate nelle “quirinarie”, per un settennato di transizione. Un settennato di pacificazione tra le parti sociali, tra Nord e Sud, tra i cittadini e le istituzioni. Queste, in particolare, avrebbero avuto un’ultima occasione di riscatto, per evitare la bancarotta morale (prima che finanziaria). Infatti, che ne sarà della Repubblica Parlamentare quando le proteste (mi si perdoni ancora l’eufemismo) contro le politiche di austerità (che non saranno superate, ma applicate anche alla politica) saranno proteste contro il “governo del Presidente”?

Al contrario, Rodotà ha sempre difeso l’assetto parlamentare della Repubblica (non è peccato pensare al Presidenzialismo, purché lo si proponga alla luce del sole), come previsto dalla Costituzione. Una fedeltà alla Carta Costituzionale che non poteva non riservare critiche all’introduzione del pareggio di bilancio, che “ha reso Keynes incostituzionale”, come scrisse in una lettera a Repubblica il 20 giugno 2013, in cui si esprimeva a favore di una maggiore democratizzazione dei processi decisionali anche in materia economica, attraverso il referendum propositivo e l’introduzione di forme di partecipazione pubblica al bilancio (proposte presenti anche nel programma elettorale del M5S).

Rodotà si è espresso criticamente anche nei confronti delle privatizzazioni, che invece hanno caratterizzato la politica dei governi di centrosinistra e saranno una questione “urgente” anche per il governo Letta. L’occasione era un seminario organizzato dal Pd presso la Casa dell’Arhitettura a Roma, il 7 febbraio scorso, parlando di fronte ad un uditorio che all’epoca considerava amico:

Deve essere la Corte dei Conti a ricordarci che serve uno sguardo critico sulle privatizzazioni del passato? Siamo ancora prigionieri delle semplificazioni che fanno guardare ai beni pubblici solo con lo sguardo disperato delle dismissioni.

E ancora, alludendo a chi abbiano giovato veramente le dismissioni pubbliche italiane, aggiunge che la politica deve ribellarsi alla dittatura di soggetti opachi e irresponsabili, elevati al rango di dominatori d’ogni politica.

Ma in quella stessa occasione, è sul concetto stesso di cittadinanza che Rodotà mostra tutto il suo “grillismo”, all’epoca (forse) insospettato:

I diritti sociali devono essere oggetto primario delle politiche pubbliche, che intorno a questi diritti fondamentali costruiscono una cittadinanza inclusiva e con essa le precondizioni stesse del processo democratico. Dobbiamo interrompere la spirale del ritorno alla cittadinanza censitaria con azioni concrete, che vanno dal reddito universale di cittadinanza, alla cancellazione dell’articolo 8 della legge dell’agosto 2011 dove è permessa la deroga alle garanzie previste dalla legge nella contrattazione, alla scuola e alla salute, dove il loro essere pubbliche ci parla di una qualità, non di una modalità di spesa. Se però la politica vuole tornare ad essere pienamente costituzionale, deve affrontare questioni come quella del pareggio di bilancio e del patto di stabilità, che hanno sfigurato la Costituzione e si pongono come ostacolo alle politiche pubbliche di rispetto dell’uguaglianza, della libertà, della dignità delle persone.

Difficile non chiedersi come abbia potuto, con queste idee, aver ricoperto il ruolo di presidente del Pds e godere di buona fama all’interno del Pd. Più facile, invece, capire come la sua elezione avrebbe potuto aprire le porte ad un governo di collaborazione tra il Movimento di Grillo e Casaleggio e la nuova generazione del Pd, che pur condividendo idealmente (ed ingenuamente) le scelte della classe dirigente del proprio partito, non ne può condividere la responsabilità. Un governo che avrebbe potuto aprire spiragli di “speranza” nell’opinione pubblica, attuando alcuni dei punti dell’Agenda Grillo, come la riduzione della pressione fiscale sulle imprese, il reddito di sussistenza, passando per un taglio (simbolico) alle spese della politica, magari spostando la lotta all’evasione fiscale sul campo delle rendite finanziarie, del gioco d’azzardo e della prostituzione. Certo, si sarebbe trattato di qualcosa di ancora lontano, in realtà, da ciò che serve veramente all’Italia: una maggioranza politica forte, non espressione della rabbia popolare, ma del comune desiderio di recuperare la sovranità, come cittadini e come nazione. Un governo che abbia una visione del futuro a lunga scadenza, con un programma mirato a ricostruire da capo questo Paese, per aprire non una nuova stagione, ma un Nuovo Rinascimento. Per ora non ci è data nemmeno la transizione, ma a rimetterci saranno soprattutto “loro“: avrebbero potuto chiedere scusa, farsi da parte, restituire il maltolto (in primis la sovranità popolare, vera refurtiva del saccheggio repubblicano) e, perdonati, godersi il Futuro. Invece…

 

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Alla Camera su 730 progetti di legge solo 5 sono del M5S

Per mandare avanti il Paese basta il Parlamento. A prescindere dall’esistenza di un esecutivo. Era questo, in estrema sintesi, il senso di un provocatorio post di Beppe Grillo, scritto a fine aprile sul suo blog.

Misurando, pur in un’ottica quantitativa, il numero di progetti di legge depositati alla Camera nei primi 30 giorni di legislatura, ce ne sarebbe parecchia di carne al fuoco su cui il Parlamento potrebbe esercitare le sue prerogative. Finanche giungendo a forzare i principi di separazione dei poteri all’origine dello stato di diritto. E a far rivoltare nella tomba Montesquieu.

Peccato, però, che su circa 730 progetti presentati, solo 5 provengano dalle file dei 109 deputati del Movimento 5Stelle. Sulla bassa produttività dei grillini pesa certo l’inesperienza, ma soprattutto il fatto di non aver seduto in Parlamento in precedenti legislature. Perché la gran parte delle iniziative di legge non sono vere e proprie primizie, ma sono ascrivibili a progetti messi a punto dai rispettivi firmatari negli anni precedenti. Ed evidentemente non concretizzatisi in alcuna legge.

Anche questo spiega perché i più attivi si stiano dimostrando i deputati democratici, che hanno depositato ben 366 progetti. Quelli proposti dai berluscones sono invece meno della metà (155). Il gruppo alla Camera della Lega Nord si ferma poi a quota 71; si attestano attorno a 30 progetti ciascuno i progetti di Scelta Civica, Fratelli D’Italia e del Gruppo Misto (27). Mentre Sel totalizza 15 progetti. Fanalino di coda della classifica è il gruppo dei grillini alla Camera, che ha formulato 5 proposte legislative.

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Tra i deputati ci sono poi dei veri e propri campioni nella formulazione di proposte di legge. Davide Caparini, della Lega Nord, ininterrottamente alla Camera dal 1996, ha depositato addirittura 54 PDL. Caparini è seguito a distanza dalla deputata pidiellina Michela Vittoria Brambilla, che ha eletto a minimo comune denominatore del 90 per cento dei suoi 31 progetti di legge la difesa della dignità di cani e cavalli.

Edmondo Cirielli, già eletto in Parlamento nelle precedenti 3 legislature e il democratico Guglielmo Vaccaro hanno invece firmato rispettivamente 28 e 27 progetti di legge. La top five dei deputati che più si sono spesi nella corsa al deposito di progetti di legge si chiude con Pino Pisicchio, autore di 26 proposte.

È pur vero che un’analisi qualitativa dei progetti di legge sarebbe necessaria per esprimere un giudizio compiuto sulla dignità delle proposte formulate.

Resta il fatto che se l’iniziativa dei grillini dovesse rimanere così “svogliata” rispetto a quella degli altri gruppi parlamentari, allora la battuta di Grillo non potrebbe che essere ascritta ad una strampalata provocazione.

 
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Pubblicato da su aprile 24, 2013 in Rivoluzione, Storia

 

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Societa’ segrete: buone o cattive?

Internet ha fatto conoscere a molte persone l’esistenza di un governo totalitario invisibile, costituito da famiglie elitarie che possiedono e controllano le banche e le multinazionali. Hanno acquisito l’egemonia finanziaria, economica e sociale, riducendo, virtualmente tutti in schiavitù. Molti autori e teorici del complotto hanno attribuito caratteristiche non veritiere al Governo Invisibile, accusando erroneamente questo gruppo scellerato di “discendere” delle antiche scuole misteriche e dai “maestri” delle antiche arti dello gnosticismo, dell’alchimia, dell’occultismo e della Massoneria (autentica). Se siete confusi da tutte le “congetture” viste su Internet e non capite chi siano i “buoni” e chi i “cattivi”, questo articolo cercherà di fornirvi qualche dritta.

Foto di gruppo di alcuni membri della Skull & Bones. Università di Yale 1800

Tanti libri e video on-line mettono in luce diversi punti di vista, ridicoli e paradossali, spesso senza prove convincenti o ricerche credibili. I creatori di questi libri e video fanno un utilizzo sconsiderato di parole come “massoni” e “Illuminati”, come se sapessero con certezza cosa sono queste organizzazioni, quando e perché vennero fondate, ciò che esse rappresentano, e chi le compone.

Un simbolo che potete trovare ovunque su internet. Si cerca di insinuare l’idea che i massoni siano i veri responsabili del futuro Nuovo Ordine Mondiale.

Da un lato, questi autori, ricercatori e siti web (quelli non pagati per diffondere volutamente “disinformazione”), non possono essere criticati. Hanno notato che c’è qualcosa di sbagliato nel mondo e stanno cercando di scoprire come fermarlo. Non se ne stanno seduti nei loro salotti a guardare tv spazzatura come la maggior parte degli italiani, ma cercano la verità. D’altra parte, il loro lavoro è spesso superficiale, perché non scavano abbastanza in profondità, prendono per vero ciò che non lo è, mandando in confusione il pubblico a cui si rivolgono (piuttosto che risvegliarlo).

Spesso questi ricercatori sono cristiani che, non riflettendo sul lavaggio del cervello a cui sono stati sottoposti, danno per scontato che tutto ciò che non si adatta al cristianesimo – come la Massoneria – è, per sua stessa natura, il male.

SOCIETA’ SEGRETE – SEGRETEZZA PER RAGIONI VALIDE

Le società segrete, come la massoneria vennero fondate più di mille anni fa per scopi benevoli, allo scopo di proteggere una potente saggezza spirituale pre-cristiana dalla tirannia della Chiesa cattolica e dagli indicibili atti dell’Inquisizione.

Diamo un’occhiata ad una Società segreta, la Fraternità massonica alias la massoneria. Poche persone se ne rendono conto, ma l’Ordine venne fondato per essere depositario iniziatico di una antica saggezza spirituale. Questa saggezza fu chiamata “Dottrina Segreta” e / o “Filosofia Perenne” dai mistici rinascimentali e dagli studiosi occulti. La saggezza, una volta costituiva una “Religione Universale”, condivisa dalle antiche civiltà di tutto il mondo, come gli antichi egizi, gli indù, i cinesi e i Maya, ma fu vietata dalla Chiesa quando il cristianesimo divenne la dottrina dominante.

Se la Chiesa sorprendeva qualcuno mentre professava o praticava la Dottrina Segreta / Filosofia Perenne, veniva accusato di eresia e ucciso. Da qui la necessità di erigere un muro di segretezza.

“… I massoni hanno un segreto che nascondono con attenzione … La massoneria deriva da qualche religione molto antica … A quale periodo dell’antichità, o in quale nazione, questa religione fu fondata, è una conoscenza che si perde nel labirinto del tempo non registrato …”
-Thomas Paine, Origine della Massoneria

“L’oggetto primo e principale del nostro Ordine [massonico], il fondamento su cui poggia … è la conservazione e la consegna ai posteri di un certo importante mistero … che è giunto fino a noi dai tempi più remoti, dal primo uomo – un mistero su cui forse dipenderà il destino dell’umanità. “
-Lev Tolstoj, Guerra e pace

Nel disperato tentativo di garantire la sopravvivenza di questa antica saggezza e con la paura della l’inquisizione, la massoneria “nascose” la sua antica Dottrina Segreta / Filosofia Perenne in bella vista in luoghi dove sarebbe stata tranquillamente tramandata ai posteri.

Dove l’hanno nascosta?

La Chiesa commissionò i Massoni per la costruzione delle maestose cattedrali gotiche europee. In queste strutture incastonarono la loro saggezza proibita:

Riuscite a notare lo stesso schema a Trittico?

“Nell’Europa medioevale – frammenti della Dottrina Segreta – trasmessi nei simboli e nei segreti dei costruttori di cattedrali – determinarono gran parte dell’architettura gotica.”
-Claude Bragdon, The Beautiful Necessity, 1910

“Si ritiene generalmente, nei circoli occulti, che questi muratori medievali ereditarono la conoscenza esoterica dalle loro basi pagane e che questo sapere fosse incorporato nell’architettura sacra delle cattedrali”.
-Michael Howard, La cospirazione occulta, 1989

I massoni non sono stati l’unica società segreta che preservò la Dottrina Segreta / Filosofia Perenne. Ce ne sono state molte altre, ma la maggior parte vennero violentemente sradicate dalla Chiesa. Scomparvero praticamente tutte, tranne la Massoneria, che portò la fiaccola della Dottrina Segreta / Filosofia Perenne nell’era moderna.

“Quando l’impero romano d’Occidente venne distrutto, il potere politico si concentrò gradualmente nelle mani della Chiesa, la quale crebbe molto diventando sospettosa delle società segrete, sopprimendole con grande vigore. Non fece, tuttavia, perseguitare i massoni operativi, poichè li considerava come un gruppo di uomini i quali custodivano i segreti del loro mestiere, come le misure di colonne e archi, i quantitativi per la miscelazione della malta e molte altre cose. “
-C.W. Leadbeater, Freemasonry Ancient Mystic Rites

Nonostante la segretezza massonica, la Chiesa alla fine, scoprì che la Massoneria stava tramandando l’Antica Saggezza. La chiesa sapeva che tale sapienza minacciava la sua tirannia, il che spiega perché la Chiesa improvvisamente e inspiegabilmente fece completo dietro-front, evitando di commissionare massoni per la costruzione di cattedrali e cercando, allo stesso tempo, di distruggere la Massoneria.

Ecco una delle tante bolle papali emesse nel corso dei secoli passati che chiedono la distruzione totale della Massoneria, accusando l’Ordine di diffondere l’antica saggezza pagana:

“Lo scopo e l’obiettivo della setta massonica, evidenziato da chiare prove … è facile da capire … vogliono far rivivere, dopo diciotto secoli, i costumi e le istituzioni del paganesimo …
… Abbiamo intenzione di rivolgere la nostra attenzione alla società massonica … per svelare gli intrighi di questa forza malvagia e fermare la diffusione di questa malattia contagiosa … “
-Papa Leone XIII

Scopriremo l’antico e “blasfemo” Grande Segreto / Filosofia Perenne fra poco. Per ora, è importante che il lettore comprenda che la “segretezza” massonica esisteva per una buona ragione, ovvero proteggere la Fraternità massonica ed i suoi membri dall’ira della Chiesa e dell’Inquisizione.

Gli iniziati massonici iniziavano il loro viaggio nelle vesti rituali di un eretico medievale con un cappio da impiccato intorno alla testa. Questo perché la saggezza della Massoneria, una volta imparata, trasformava l’iniziatico in un eretico, passibile di morte agli occhi della chiesa e dell’inquisizione.

LA FRATELLANZA MASSONICA – PRIVATA DELLA SUA SAGGEZZA

Poi, nel 1800, accadde un evento critico. La fratellanza massonica attraversò una sorta di trasformazione non voluta. Un oscuro gruppo di individui organizzati, entrò e ne distrusse i rituali. I simboli vennero mistificati e gli insegnamenti modificati e compromessi. Sembra sia stato un processo lento, avvenuto nel corso di qualche decennio, piuttosto che tutto in una volta.

Questo cambiamento, a quanto pare, servì per rendere impotenti le società segrete in modo che non potessero più iniziare i loro adepti all’antica saggezza e fornir strumenti ed idee per promuovere la crescita spirituale dell’individuo. Oggi, per esempio, simboli massonici, come il Pentagramma (un simbolo molto potente e molto spirituale) non vengono più spiegati agli iniziati, poichè neppure i cosiddetti maestri ne conoscono il valore.

Il pentagramma massonico. La sua saggezza non viene più spiegata agli iniziati.

 “Il significato massonico del pentagramma è controverso. Mentre appare spesso nelle insegne e nelle illustrazioni massoniche, non viene menzionato nei rituali massonici o nelle conferenze. “
-Grand Lodge of British Columbia Website

Il Pentagramma è un esempio di simbolo spirituale, “rubato” alla massoneria, uno dei tanti emblemi spirituali storicamente associati alla Massoneria. Vedendo come le corporazioni elitarie utilizzano il pentagramma nei loro loghi aziendali, sembra chiaro dove sia andata a finire parte della saggezza/ simbolismo massonico (vale a dire, nelle mani delle grandi corporazioni):

Sopra: simbolismo massonico e pentagramma. In basso: loghi aziendali e pentagramma.

Come hanno fatto le grandi multinazionali come Macy, Texaco, Heineken ad arrivare a comprendere il potere del pentagramma? Come hanno fatto a mettere le mani su tale simbolismo? Hanno per caso derubato la massoneria?

La risposta, a mio parere, è sì. Ricordate, una popolazione emancipata non è assolutamente negli interessi dell’elite. Quest’ultima ha bisogno di pecore/seguaci, non di leoni / leader, altrimenti la loro egemonia, un giorno, potrebbe essere scoperta ed erosa. (L’Elite necessita di una popolazione rincretinita, paurosa e arrabbiata per riuscire a vendere i suoi vestiti / automobili / farmaci / alimenti geneticamente modificati. In altre parole, hanno bisogno di un sistema di concorrenza basato sulla paura, invece della cooperazione basata sull’amore . “Competizione basata sulla paura” rappresenta esattamente la società moderna) E’ possibile quindi che membri o rappresentanti di queste aziende alle prime armi decisero, quasi due secoli fa, di eliminare il “segreto” nelle organizzazioni mistiche e massoniche, vedendo tali gruppi come una potenziale minaccia per il loro nascente governo invisibile.

È interessante notare che, a diretto sostegno di questa affermazione, fu registrato un evento “catastrofico” nei libri di storia a metà del 1800: nello stesso periodo in cui fu rubata la saggezza antica alla massoneria, i media parlarono del “caso Morgan”. Dopo aver promesso di rivelare i più antichi segreti della Massoneria, il massone William Morgan scomparve. La sua dipartita e il presunto omicidio provocarono una reazione. Entro il 1830, la presenza massonica diminuì enormemente e l’ostilità contro i massoni crebbe esponenzialmente.

Per anni l’Ordine sopravvisse, ma gli storici riferiscono che la confraternita rinacque improvvisamente nel 1860. Si trattò, tuttavia, di una società completamente diversa, pur condividendo somiglianze superficiali con il suo predecessore esoterico, non era più interessata a determinate dottrine spirituali. Si focalizzò invece sui principi di “Fede, Speranza e Carità”, il suo nuovo slogan che continua a promuovere ai giorni nostri. Era come se una forza nuova ed invisibile, una forza estranea alla funzione originaria della fratellanza, ne avesse preso il controllo.

Il cosiddetto “Forchette & coltelli” è una parodia moderna dell’emblema massonico “Squadra e Compasso“, sottolineando il nuovo passatempo dei Massoni – cibo e bevande!

Così, la Massoneria odierna, esiste per finalità diverse dal suo spirito originale. Gli iniziati che cercano la luce della conoscenza praticamente restano nel buio più totale. L’intero apparato è stato distrutto (volontariamente), all’insaputa dei massoni moderni.

I massoni Chris Knight e Robert Lomas, autori de La chiave di Hiram, sostengono questa dichiarazione in un articolo dello Yorkshire Post, dell’11 maggio 1996:

“Una ragione convincente per mantenere il silenzio tra i massoni non è tanto una coazione a rispettare i voti sacri, o la paura di macabre ritorsioni da parte dei loro compagni: è che non capiscono una parola delle cerimonie a cui partecipano e il loro unico timore è che la gente rida dei loro rituali, considerandoli sciocchi e inutili …

La nostra più grande critica alla massoneria è la sua pura inutilità. Non sa da dove viene, nessuno sembra sapere quale sia il suo obiettivo ed è improbabile che abbia un futuro in un mondo che richiede trasparenza negli ideali e nei benefici. “
-Chris Knight e Robert Lomas, Yorkshire Post, 1996

Abbiamo letto una dichiarazione molto simile sul sito web della Gran Loggia d’Inghilterra:

“… La risposta onesta alle domande su quando, dove e perché nacque la Massoneria semplicemente non le conosco …”
-Gran Loggia Unita d’Inghilterra (sito web)

Quando parla di “risposta sincera” gli credo. Ecco un frammento di tre minuti dal documentario di Discovery Channel sui massoni. Spiega l’Affare Morgan e le sue conseguenze devastanti per la Massoneria:

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Che l’affare Morgan fosse una specie di operazione false flag, progettata per distruggere la Massoneria e consentire ad esterni di infiltrarsi e cambiare l’ordine da l’interno?

Se è così, allora, si spiega come mai la “massoneria” emersa “dopo” l’affare Morgan fosse molto diversa rispetto la massoneria “tradizionale”. Ciò spiega anche perché la stragrande maggioranza dei massoni odierni non capiscono nè i simboli massonici nè i rituali.

Migliaia di uomini di rilievo, nel corso degli anni, sono stati membri dell’Ordine Massonico.

Vi è, tuttavia, un piccolo gruppo di massoni, vivo ancora oggi, con una mentalità filosofica, che sta attivamente cercando di decodificare i simboli, mettere insieme i rituali, e trovare la verità mancante.

CRISTO E’ BENE, LA CRISTIANITA’ E’ MALE 

Fino ai tempi di Cristo, la Religione Universale era ampiamente seguita e le scuole misteriche insegnavano la sua saggezza. Lo spirito della Religione Universale consisteva nell’idea che sotto i nostri corpi siamo tutti uguali, siamo tutti anime spirituali eterne, le stesse anime (chiamate Brahman in Oriente), che scelsero di sperimentare temporaneamente l’umanità. Il guaio è che diventando esseri umani ci siamo scordati di questa verità, non ricordiamo chi siamo veramente nel profondo, perché non possiamo vedere la nostra divinità interiore. Pensiamo che la vita sia reale, ma non lo è, si tratta solo di un passaggio temporaneo.

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Una tradizione tramandata tra i mistici insegna che Gesù Cristo era uno studente degli antichi Misteri. Iniziato agli insegnamenti della Scuola misterica, Gesù si rese conto della sua natura spirituale interiore, della sua “anima” o “divinità” interiore. Il Messaggio di Gesù era che tutti noi abbiamo questa “divinità” interiore, questa “anima”, questo “Cristo” interiore.
I mistici credettero a lungo che Gesù avesse una profonda comprensione di questa conoscenza (gnosi), perché risvegliò il suo Terzo Occhio. Innumerevoli ritratti per centinaia di anni ritrassero Gesù assieme al Terzo Occhio:

Un dipinto del 1525, di Jacopo Pontormo, mostra Gesù con il Terzo Occhio sopra di lui.

Joseph Campbell spiegò:

“… Se avete letto “Gesù ascese al cielo” in senso metaforico, noterete che non si tratta di un percorso dalla Terra verso il Cielo, bensì dall’esterno verso l’interno, verso il luogo da cui tutto l’essere viene, nella coscienza fonte di tutte le cose. Le immagini sono verso l’esterno, ma il loro riflesso è verso l’interno. “
-Joseph Campbell, Il potere del mito

Il seguente Occhio con all’interno della pupilla Cristo, si chiama “La Trasfigurazione di Gesù.” E’ un mosaico dalla chiesa del monastero di Santa Caterina sul monte Sinai, in Egitto. Fu dipinto nel c. 560 dC. Trasmette l’idea che siamo in grado di vedere il nostro “Cristo interiore” o “anima” interiore  quando risvegliamo il Terzo Occhio.

Cristo raffigurato all’interno di una pupilla. “La Trasfigurazione di Gesù” dalla chiesa del monastero di Santa Caterina, Monte Sinai, Egitto (c. 560 dC).

Negli insegnamenti cristiani, questo concetto di “trasfigurazione” è descritto come una metamorfosi:

“La Trasfigurazione di Gesù è un episodio raccontato nel Nuovo Testamento in cui Gesù si trasfigura (o trasforma) e diventa radioso … Nella dottrina cristiana, la Trasfigurazione è un momento cruciale … il punto in cui la natura umana si incontra con Dio: il luogo di incontro tra il temporale e l’eterno … il ponte tra cielo e terra. “
-Wikipedia

Ciò che i cristiani non riescono a capire (non per colpa loro) è che la trasfigurazione è, nel Cristianesimo esoterico, l’atto in cui Gesù risveglia il suo Terzo Occhio. Ci insegna che dobbiamo seguire Gesù e fare ciò che lui ha fatto! Questa pittura antica ci sta dunque dicendo: “Segui Gesù. Risveglia il Terzo Occhio. Trova il tuo “Cristo Interiore” il  tuo “Dio interiore”, proprio come fece Gesù “.

“Gesù Cristo sapeva di essere Dio. Quindi svegliati e scopri finalmente chi sei veramente. Nella nostra cultura, certo, diranno che sei pazzo e sei blasfemo e ti metteranno in carcere/manicomio. Tuttavia, se ti svegli in India e dici ai tuoi amici e parenti, “Dio mio, ho appena scoperto che dentro di me c’è Dio” rideranno e ti diranno:’ Oh, complimenti, alla fine lo hai scoperto.”
-Alan Watts

Alcuni anni fa, il capolavoro rinascimentale intitolato La Vergine che adora il Bambino dormiente (illustrato di seguito) del maestro italiano Sandro Botticelli è stato oggetto di una scoperta colossale. Dopo essere stato fotografato con telecamere ad infrarossi, il dipinto mostrava un Terzo Occhio:

“… Si può notare un “terzo occhio” al centro della fronte del Bambino”.
-The Herald Scotland, 26 maggio 2005

La Vergine che adora il Bambino dormiente di Sandro Botticelli 1490.

Chi ha coperto, il terzo occhio nella pittura di Botticelli? Che tutte queste, immagini del Terzo Occhio puntino ad indicare una Tradizione interna al cristianesimo?Una tradizione la quale rivelerebbe che il messaggio di Gesù fosse quello di risvegliare il nostro “Terzo Occhio” e trovare la nostra “anima” o “dio interiore”?

“La lampada del corpo è l’occhio. Se dunque l’occhio tuo è sano, tutto il tuo corpo sarà illuminato”
-Gesù Cristo, Matteo 6:22

Se è così, queste idee sono molto diverse da quelle che il cristianesimo tradizionale ci ha insegnato. Il cristianesimo proposto dalla tirannica Chiesa Cattolica, ha storicamente consentito solo due punti di vista per quanto riguarda l’anima:

Creazionismo: Il Dio Ebraico/Biblico “Yahweh” crea ogni anima “al momento del concepimento” (per alcuni) o “alla nascita” (per gli altri).

Traducianismo: I genitori generando il figlio generano anche l’anima.

Lo studioso ed egittologo inglese del XIX secolo, Gerald Massey (1829-1907) affermò che questa negazione cristiana dell’eternità dell’anima fu il risultato della distorsione degli antichi misteri perpetrato dalla chiesa cattolica.

“… Si può osservare che la guerra del papato contro la Massoneria è in atto perchè quest’ultima mantiene in vita i Misteri pre cristiani, e, per quanto imperfetta, fa da testimone contro il Cristianesimo Storico!”
-Gerald Massey

“La massoneria è identica agli antichi misteri”
-Albert Pike

“La Massoneria è la custode dei Misteri”.
– J.S.M. Ward (massone e noto autore massonico) Massoneria e Dei Antichi

“Il movimento massonico … è la casa dei Misteri e la sede di iniziazione.”
-Alice Bailey, direttore della Casa della Teosofia

Nei suoi libri e conferenze Massey sottolineò il fatto che nei Misteri il concetto di “Cristo” non si riferisce ad un uomo in particolare. Al contrario, essa fa riferimento all’anima interiore presente in ciascuno di noi e in attesa di essere trovata.

“… Cristo era lo Spirito immortale nell’uomo … Non è e non può dipendere da una singola manifestazione in un personaggio storico.”

Il Cristianesimo Storico è nato rivoltando … sotto sopra gli insegnamenti misterici esternalizzando l’allegoria mitica in una personale storia umana …. un orribile ed enorme errore … “
-Gerald Massey, Gerald Massey Lectures

Secondo Massey, il cristianesimo sovvertì il concetto di “Cristo Interiore”; mentre le tradizioni Misteriche lo collegavano ad una realtà interiore comune a tutta l’umanità, il cristianesimo lo legò ad un personaggio storico, spostando il percorso di illuminazione e ascensione, verso l’esterno, con una figura messianica. Ciò diede luogo a due millenni di dominazione, l’impero che oggi conosciamo come la cristianità.

Massey venne preso in considerazione dagli studiosi del 20 ° secolo e molti proseguirono la sua indagine. Tra di loro Alvin Boyd Kuhn. Il professor Kuhn nell’opera The Lost Light (1940) afferma che, negando la divinità dell’anima e la sua pre-esistenza, il cristianesimo spazzò via un prezioso frammento, anzi il principio chiave della religione misterica. Di conseguenza, l’insegnamento dell’”anima interiore” andò perso:

“Il cristianesimo lasciò l’aspetto divino nell’uomo a strisciare nella polvere …… spostò il centro di gravità, per così dire, dal culto del Cristo interiore a quello del Cristo esteriore, o dal Cristo come principio al Cristo come uomo. “
-Alvin Boyd Kuhn, The Lost Light

Il lavoro di Kuhn dimostrò come i principi fondamentali cristiani erano perversioni degli antichi Misteri. Nel suo libro del 2005, Il Cristo Pagano, l’autore e studioso Tom Harpur riportò alla luce, coraggiosamente, le ricerche di Kuhn:

“… Il principio di Cristo è potenzialmente in ognuno di noi.”

“Il Cristo del mito è diventato una persona di carne e sangue identificato con Gesù”.
-Tom Harpur, Il Cristo Pagano

Kuhn sottolineò che la Chiesa primitiva nascose volutamente la saggezza del “dio interiore”, al fine di consolidare la loro presa sulle masse. La Chiesa invece promosse l’idea della venuta di un Salvatore futuro destinato a salvare tutti gli uomini, a condizione che l’uomo segua i dettami della Chiesa. Ciò portò ad un rapido consolidamento del potere ecclesiale, visibile ancora oggi.

Innumerevoli sette pagane antiche cercarono di fermare la Chiesa, secondo Massey, Kuhn e molti altri studiosi del loro tempo. Ma a causa di una persecuzione spietata, realizzarono ben presto che la loro causa era inutile. Queste sette pagane quindi si posero l’obiettivo di mantenere la fiaccola della religione misterica viva attraverso iniziazioni segrete nella loro gnosi, o “conoscenza”. Questo fu l’inizio di società segrete.

Fu il motivo per cui nacque la massoneria, come maggiore detentrice della Dottrina Segreta / Filosofia Perenne. Così, il cristianesimo non è che una corruzione degli insegnamenti misterici, di cui la massoneria moderna è diventata il mezzo. Nei giorni dell’Inquisizione, il concetto che ognuno di noi possedeva un’anima interna, era un “segreto” e la conoscenza di questo segreto era punibile con la morte. Da qui la necessità della “segretezza” massonica.

CONCLUSIONE

Le antiche culture pagane, i loro potenti misteri e i custodi di questi antichi saperi, i massoni, erano buoni. Più si va indietro nella storia, più gli uomini e le donne erano sofisticati ed elevati dal punto di vista spirituale. E’ possibile vedere questo fatto in tutti i monumenti antichi del mondo. Andate a visitarli. Sentirete il loro potere spirituale.

Quasi duecento anni fa, l’Elite globalista, allora neonata, (le famiglie benestanti che ora possiedono banche corporazioni e multinazionali) dirottarono le società segrete e diluendone il potere. In alcuni casi gli illuminati si infiltrarono totalmente, cambiando il loro corso e trasformandole in organizzazioni molto diverse da come erano in origine.

Il risultato? I moderni iniziati cercano la luce ma rimangono al buio. Corrompendo le società segrete l’Elite ha diminuito le possibilità di scoprire la verità ed il fatto che utilizzano l’antico simbolismo per fini avidi e meschini!

L’Elite non è per nulla spirituale. Molti di loro sono sociopatici e psicopatici che bramano soldi, potere e controllo. Questo è esattamente il motivo per cui sono al tutt’ora al potere, non solo in America ma in tutto il mondo.

Quindi, per rispondere alla domanda: Le società segrete sono buone o cattive? La risposta, è entrambi. Vennero fondate per buone ragioni, in particolare per preservare l’antica religione universale, ma sono state manipolate e non svolgono più il ruolo per cui furono costituite.

Fonte originale: richardcassaro.com

Fonte italiana: neovitruvian.it

 
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Pubblicato da su aprile 23, 2013 in Massoneria, Misteri, Storia

 

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L’FBI gia’ conosceva gli “attentatori” di Boston

 

Mentre al mondo intero è stato chiesto di “dare la caccia e segnalare la presenza dei due sospettati ovunque si trovassero”, l’FBI sapeva benissimo chi fossero e dove abitassero, da almeno 5 anni. Lo ha rivelato la madre, che vive nella repubblica russa del Dagestan, in questa intervista telefonica alla BBC (Qui l’intervista completa):

Ci sono diversi modi per coltivare un patsy e poi manovrarlo fino a fargli compiere le azioni che servono a te, e che a lui finiranno per costare la vita (oppure l’ergastolo) . Il patsy infatti è il classico capro espiatorio al quale verrà data la colpa per un crimine che non avrà commesso, in modo da coprire e proteggere i veri responsabili di quel crimine.

Il più famoso patsy della storia è senza dubbio Lee Harvey Oswald. Agente CIA sotto copertura, venne coinvolto nell’omicidio Kennedy con una falsa motivazione, in modo che venisse a trovarsi nel Book Depository di Dealey Plaza il mattino del 22 novembre 1963. Quando poi andò all’appuntamento previsto, un’ora dopo, in un cinema vicino a casa sua, scoprì che era proprio lui il ricercato per l’omicidio Kennedy. Oswald non fece mai in tempo a raccontare la sua versione dei fatti, perchè 48 ore dopo fu messo a tacere per sempre da Jack Ruby. Nel frattempo però era riuscito a pronunciare la frase che avrebbe reso famoso il termine da lui usato: “I didn’t kill anyone, I’m just a patsy”. Non ho ucciso nessuno, sono soltanto un capro espiatorio.

La tradizione del patsy è continuata, nel corso degli anni, passando dai Timothy McVeigh agli Zacharias Massaoui, dai ragazzi pakistani di Londra al Ramzi Yousef della bomba del ’93 al World Trade Center. In tutti i casi è risultato a posteriori un collegamento decisamente ambiguo con l’FBI (o con altre agenzie simili), che naturalmente gli investigatori non hanno mai ritenuto necessario esplorare fino in fondo.

Oggi è toccato a due ragazzi di origine cecena, Tamerlan e Dzhokhar Tsarnaev, da tempo “osservati speciali” dell’FBI.

In un’altra intervista, la madre ha anche raccontato che Tamerlan l’aveva chiamata, il mattino prima di venire ucciso, dicendole: “L’FBI mi ha cercato al telefono. Mi hanno detto che sono sospettato per gli attentati di Boston, e mi hanno chiesto di presentarmi da loro. Gli ho risposto che se vogliono parlarmi sanno benissimo dove trovarmi.”

Ma invece di andare semplicemente a trovarlo – cosa che non avrebbero potuto fare, senza rivelare la loro trama – hanno dovuto coinvolgerlo in qualche modo nella sparatoria che è costata la vita al poliziotto del MIT. Solo così hanno potuto “imbattersi” ufficialmente nei due ragazzi, dando inizio all’ultimo atto della messinscena.

Pensate che coincidenza: anche Oswald è stato “trovato” casualmente mentre la polizia di Dallas cercava l’assassino del poliziotto Tippitt, che era stato ucciso nelle vicinanze del cinema, un’ora dopo la morte di Kennedy.

I paralleli con i “casi storici”dei patsy sono talmente tanti che torneremo sull’argomento con un articolo apposito. Nello stesso articolo analizzeremo anche a fondo i fatti di Boston, ed in particolar modo la “procedura” mediatica con la quale è stato sufficiente mandare in onda la fotografia di un paio di ragazzi con zainetto e cappellino per trasformarli automaticamente negli attentatori sanguinari, senza che nessun giornalista si sia posto nemmeno la più semplice delle domande: ma le provi quali sarebbero?

Massimo Mazzucco

Fonte: luogocomune.net

 
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Pubblicato da su aprile 23, 2013 in Governo sovranazionale, Storia

 

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