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UE: il programma Galileo e la sorveglianza satellitare globale

23 Feb

Aliena – tratto da http://www.rinascita.eu

Il debito regna sovrano sull’eurozona. Fioccano declassamenti come neve, la diabolica spirale della recessione si espande: Belgio, Spagna e Portogallo sono le più recenti vittime dell’usura bancaria internazionale.
Il Belpaese – a causa del patto di bilancio siglato da Monti a Bruxelles – verrà dissanguato per i prossimi vent’anni di 45 miliardi ogni dodici mesi; pena, sanzioni aggiuntive. Un coro di proteste si è levato dalla Sicilia, contagiando l’intera penisola. Lunedì 30 gennaio i Forconi laziali avrebbero manifestato fin sotto il Palazzo, costringendo l’ex consulente della Goldman Sachs a contemplare un panorama meno mistico della visione di Roma innevata. Nessun divieto prefettizio alla marcia sulla capitale, se contadini e autotrasportatori avessero inneggiato alla subitanea santificazione di Mr. Spread.

Mezza Europa è stritolata dalla morsa dei mercati; in tale contesto, l’impegno del vicepresidente della Commissione Ue, responsabile per l’Industria e le imprese, Antonio Tajani, è stato quello di garantire l’occasione di “sfruttare le possibilità della navigazione satellitare avanzata offerte da Galileo”. Il costo del carburante è volato alle stelle, ma – nuntio vobis gaudium magnum– dal 2014 l’esatta posizione di ciascuno, nel tempo e nello spazio, potrà essere rilevata con grande accuratezza.

Il 2 febbraio, Tajani – in visita ufficiale a Londra – ha sottoscritto tre accordi commerciali con i vertici della società tedesca Ohb System e delle francesi Arianespace e Astrium Sas per la fornitura di undici nuovi satelliti e una modifica al lanciatore Ariane 5. Valore generale dell’affare: 310 milioni di euro.

Galileo, il programma di radionavigazione e localizzazione d’iniziativa europea – a cui contribuisce l’Agenzia spaziale italiana – è stato inaugurato con il lancio dei primi due satelliti nell’ottobre scorso, dalla base Esa (European space agency) di Kourou – città della Guiana francese. Tale sistema è in grado di offrire un margine di precisione mai raggiunto prima: potrà individuare cose o persone con meno di dieci centimetri d’errore. A pieno regime, consisterà di 30 satelliti – 27 operativi e tre di scorta – orbitanti a quota 23.222 chilometri su tre piani inclinati dell’Equatore. I costi complessivi della costellazione artificiale, dal 1999 al 2008, sono stati stimati intorno ai 2,2-2,95 miliardi di euro [1].

Tra le future applicazioni, “il ricorso a sistemi di informazione basati su segnali di posizionamento e sincronizzazione potrebbe permettere di sorvegliare il rispetto di specifiche regolamentazioni comunitarie” [2]. Vigilare sull’osservanza dei dettami europei sarà molto più facile e immediato: migliorerà di gran lunga la vita degli ispettori comunitari.

Con appositi microchip individuali o radiotelefoni mobili, si potranno “monitorare bambini, persone affette da Alzheimer o perdita della memoria” [3], tanto per cominciare.

Nell’ambito dei trasporti terrestri, è prevista la messa a punto della “tariffazione stradale, tracciabilità e rintracciabilità di persone e merci” [4]. Dopo la tracciabilità dei conti correnti, l’identica sorte spetterà al cittadino: ovunque reperibile, alla stregua d’un pacco postale.

Per quel che concerne l’aeronautica, “la Commissione europea mira a garantire la copertura in tutta l’Ue e, per far migliore uso delle tracce dei satelliti geostazionari Egnos (che vanno dal Nord Europa al Sud Africa e dall’Oceano Atlantico a quello Indiano), prepara la sua estensione all’Europa orientale, mediorientale – fino alle regioni più settentrionali – e proporrà scenari per l’Africa” [5]. Le innovative frontiere del tecno-colonialismo…

Agricoltura e trasporti marittimi, operazioni finanziarie e missioni di mantenimento della “pace” sono ulteriori campi d’azione di Galileo, fra i quali spiccano “protezione civile e sorveglianza” [6]. Un poderoso apparato di vigilanza interplanetaria sta per essere dispiegato sulle nostre teste.
Assieme al Gps americano e al Glonass russo, il sistema Egnos (European geostationary navigation overlay service) contribuirà ad ampliare la copertura sino al 95% nelle grandi città ove – a causa dell’effetto “canyon urbano” – è attualmente disponibile al 50%. E nell’empireo cielo di Bruxelles, i beati Commissari hanno stabilito che, nonostante “l’attuale politica americana consista nel fornire gratuitamente il segnale Gps di base, per applicare questo tipo di approccio a Galileo saranno necessari finanziamenti pubblici importanti, dato che il settore privato non è in grado di sopportare da solo costi simili per la fornitura di un servizio gratuito all’utenza. Dato che Galileo è considerato un elemento chiave della rete transeuropea e della politica comune dei trasporti, un finanziamento europeo è giustificato” [7]. Oltre a essere gratuitamente monitorati dall’occhio indiscreto e onnipresente di Galileo, contribuiremo – di tasca nostra – a donargli la vista. Miracoli dell’Unione europea.

 

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